YOKOHAMA
KAIDASHI KIKOU
a cura di Spaced Jazz
Autore:
Hitoshi Ashinano
Casa editrice edizione giapponese: Kodansha 1994- 2006 (rivista: Afternoon),
B/N e colore
Numero di volumi: 14, completo
Inedito in Italia
In un immaginario futuro prossimo, il mondo è
in declino. Gli oceani sono saliti di livello sommergendo le città costiere di
cui ormai emergono solo lampioni e tetti, l’industrializzazione è regredita –
così come è cambiata la civiltà umana per come la conosciamo oggi (la
popolazione è diminuita, e sembra non esistano più le nazioni)... la vita scorre
ormai tranquilla, spesso in piccole comunità.
Un’epoca calma e crepuscolare. Le campagne sono sicuramente poco affollate, le
strade sconnesse e talvolta in disuso. Al termine di una di esse c’è un locale,
il Café Alpha, anche se chiamarlo locale forse è esagerato, visto lo sparuto
numero di clienti. Il proprietario è partito da tempo per un lungo viaggio, e al
suo posto lo gestisce Alpha Hatsuseno, una dolce ragazza. Ma Alpha in realtà è
un robot.
Questo è l’incipit di Yokohama Kaidashi Kikou, dal quale potrebbe
sembrare che questo sia un fumetto di fantascienza. Il che in fondo è anche
vero, ma solo molto parzialmente. Pare che l’idea di questo manga venne a
Hitoshi Ashinano, il suo autore oggi quarantenne, in seguito alle riflessioni
nell’osservare il mondo nei suoi vagabondaggi in motocicletta… di certo, quando
il primo capitolo di questo seinen apparve nel 1994 (Cronaca di un viaggio
per compere a Yokohama, da cui il titolo dell’opera), il risultato fu
certamente assai lontano dagli stereotipi.
Yokohama Kaidashi Kikou è infatti un manga poetico e riflessivo, che
racconta, con dolcezza e introspezione di quotidianità, del tempo che scorre
nella calma della sera, della vita in un’epoca di confine, dei ricordi che
porteremo con noi.
Di ciò che si perde e di ciò che sarà.
Alpha è un robot ma del tutto identica a una persona, non solo fisicamente: le
sue emozioni sono umane, le lacrime le vengono agli occhi per gioia o dolore e
non semplicemente per inumidirli come da progetto... così come la sua presenza è
un punto di riferimento per gli altri personaggi che ruotano attorno alla sua
vita e al locale: “Oji-san” e suo nipote Takahiro, Makki,
il
giramondo Ayase, la timida Kokone, la misteriosa e mitologica Misago… e la
dottoressa, che sembrerebbe conoscere molto del passato di Alpha e del
significato dei robot.
Ecco che in Yokohama Kaidashi Kikou troviamo temi come la scoperta di sé stessi
(il percorso di crescita di Alpha nella sua umanità) e il ciclo della vita: il
suo declino e, forse, anche il suo rinnovamento... il tutto spesso intriso di un
forte senso di nostalgia.
In questo ha gran merito il senso artistico di Ashinano, con delle tavole dalla
straordinaria forza emotiva che talvolta rapiscono letteralmente il lettore.
Graficamente l’autore ha uno stile personale, sia nella figura umana (pur con
stilemi propri del fumetto nipponico) sia nel disegno dello scenario e della
natura, ma soprattutto dalla grande capacità espressiva... bellissime poi le
tavole a colori.
Yokohama Kaidashi Kikou è un manga raffinato; introspettivo e profondo ma allo
stesso tempo piacevole nella lettura… ci sarebbe da scrivere ancora per molto ma
di cose difficili da rendere a parole.
Da parte mia lo considero semplicemente uno dei migliori fumetti che mi siano
mai capitati sotto gli occhi: Hitoshi Ashinano ci dimostra come si realizza
poesia per immagini.
"Lo scorrere del tempo trasporta chiunque con sé, istante dopo istante.
Non si ferma mai."
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