UNDER THE SAME MOON
a cura di Spaced Jazz
Autore:
Seiki Tsuchida
Casa editrice edizione giapponese: Shogakukan 1998-2000
Numero di volumi: 7, concluso
Inedito in Italia
Il titolo è il suggestivo Under the same Moon (in originale Onaji Tsuki wo
Miteiru), ed è una storia drammatica che parla d'amore e amicizia.
Per iniziare qualche nota sull’autore, certo non molto conosciuto qui in
Occidente: si tratta di Seiki Tsuchida, nato nel 1969 nel nord del Giappone. Il
suo debutto avvenne con Miseinen nel 1987, mentre questo Under the
same Moon è il suo terzo lavoro, realizzato fra il 1998 e il 2000. Al pari
di Mushishi, è stato premiato al prestigioso Japan Media Arts Festival, e
questo è il secondo indizio “qualitativo”.
La storia inizia nel presente (quindi il 1998, vedi sopra): un ragazzo
diciannovenne, Gen Minashiro, fugge di prigione… come sola testimone, la Luna
crescente.
Il manga inizia a questo punto una narrazione a piani multipli, fra flashback e
ritorni al presente.
Scopriamo così la storia di Minashiro, detto Don-chan.
Tutto inizia nel 1985, in una cittadina montana. Don-chan è un bambino difficile
che talvolta riesce a immaginare e disegnare ciò che pensano gli altri; la madre
è morta e il padre un ubriacone sempre assente, ma ha un amico: Tetsuya.
Tetsuya e Don-chan casualmente fanno la conoscenza della figlia di un
diplomatico straniero e di una giapponese, Emi Coldman, anch’essa della loro
età. Emi e i suoi genitori abitano in una casa isolata in montagna, perché la
ragazzina è malata.
I tre crescono, Emi inizia a provare un sentimento per Don-chan, finché non
giungiamo nel 1996, con i tre al termine delle scuole superiori.
Gen Minashiro, ormai abbandonato dal padre, sbarca il lunario coltivando funghi
in una catapecchia nel bosco locale; dove una notte, per festeggiare, Tetsuya e
altri due balordi inavvertitamente provocano un incendio che coinvolgerà la casa
di Emi causando la morte del padre. Tetsuya fuggirà via e la polizia darà la
colpa a Don-chan, il quale non negherà, forse per salvare il brillante futuro
dell’amico, forse per altri motivi.
Ma finirà in galera e per essere odiato da Emi.
Dopo questi lunghi flashback, torneremo nel presente di Don-chan (perché è
evaso? Solo per fare il ritratto di Emi al compimento dei venti anni, come aveva
promesso durante l’infanzia?), ricercato dalla polizia (nota di colore,
l’ispettore è curiosamente uguale a Kojak…) mentre a Tokyo Tetsuya sta
diventando un promettente medico ed Emi è guarita in seguito a un’operazione… ma
cosa ne è stato dei loro sentimenti e della loro adolescenza passata insieme?
La storia è indubbiamente ben costruita e sceneggiata, in
questo primo volume ci sono forse alcune piccole concessioni melodrammatiche ma
in generale è asciutta e senza forzature fuori luogo… ben bilanciate le parti
nonostante i molti avvenimenti, infatti uno dei meriti è il riuscire a mantenere
costante l’interesse del lettore tra fasi drammatiche, vagabondaggi alla ricerca
del passato, disagio giovanile e momenti sentimentali sicuramente toccanti.
Molto
ben caratterizzati i personaggi, ragazzi diventati adulti col loro fardello di
dubbi e pulsioni, e con un Don-chan dall’animo particolare (“…l’amore è più
importante della gelosia”), mentre la Luna fa capolino ricorrente fra le
vignette.
Under the same Moon è dunque un manga promosso con ottimi voti, l’unico
dubbio può venire dalla prova sulla distanza del 7 volumi, ma per ora non mi è
possibile giudicare anche questo lato.
Passando all’aspetto grafico, i disegni sono stilisticamente quelli che vi
aspettereste da un seinen; un tratto discretamente personale, sobrio e classico
ma ben dettagliato, sotto certi aspetti al limite può ricordare vagamente
Taniguchi, mentre alcuni tratti somatici talvolta li ho accostati a Hojo,
comunque sono disegni sicuramente validi con alcune tavole davvero espressive,
come quella in cui il cappello di Emi vola fino alla mano di Don-chan mentre
nelle vignette vengono illustrate le loro parole.
In Francia è l’ennesimo ottimo manga pubblicato nella
collana Sakka, la novità è che fa parte di una nuova linea proposta nel formato
13x18 anziché nel più corposo 15x21, ciò consente di ridurre il prezzo (poco
meno di 7 Euro) ferma restando la qualità generale dell’edizione, davvero
eccellente e paragonabile ai volumi proposti in Italia da d/books.
LINK DI INTERESSE
Sito ufficiale di Sakka
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