SOLANIN
a cura di Spaced Jazz
Autore:
Inio Asano
Casa editrice edizione giapponese: Shogakukan 2005
(rivista: Young Sunday)
Numero di volumi: 2, completo
Edizione italiana
Casa editrice: Panini Comics (Planet Manga)
Collana: Asano Collection
Anno di pubblicazione: 2010
Prezzo: 7,50 euro
Ormai non so più come introdurre Inio Asano... devo ripetere le
stesse cose? ^^
Appena diventato mangaka professionista, realizza “What a Wonderful World!”, a
cui fa seguire il quasi spin-off “Hikari no Machi”. Lo step forward è quell’opera
visionaria che risponde al nome di “Nijigahara
Holograph”, una delle migliori espressioni del fumetto d’avanguardia
nipponico.
Dopo un lavoro di tale qualità, per il manga successivo io mi aspetterei
un’opera di transizione e di sedimentazione stilistica, magari nell’attesa di
nuove idee.
Invece... invece no.
Solanin è un Asano ancora migliore dei precedenti.
Solanin è un seinen pubblicato su Young Sunday della Shogakukan fra il
2005 e il 2006.
In quest’opera Inio Asano ritorna alle sue tematiche classiche: la vita, la
quotidianità e i sogni -- oggi. Ma lo fa raffinandosi ulteriormente.
Asano infatti abbandona la sua tipica struttura a storie brevi più o meno legate
fra loro, per dedicarsi a una lunga storia unica per l'intero fumetto, ampliando
così enormemente lo spazio per descrivere i personaggi e le loro psicologie.
D’altro canto risultano evidenti anche le influenze grafiche sperimentali
sviluppate in Nijigahara Holograph, in cui a tratti sembrava di veder
cinema su carta.
Il risultato è un autentico ed emozionante capolavoro.

La protagonista principale è una ventiquattrenne di nome Meiko
Inoue.
La storia, ambientata alla periferia di Tokyo sulle rive del fiume Tama, parla
di un gruppo di ragazzi appena laureati che cercano di stabilizzare il proprio
presente, o forse trovare il senso della loro esistenza.
Meiko convive con Taneda, conosciuto ai tempi dell’università. Taneda fa un
lavoretto part-time, ma la sua vera aspirazione è rivolta alla carriera
musicale, è infatti il cantante/chitarrista dei Rotti, una band completata da
Kato al basso e da Yamada (alias “Billy”) alla batteria. Ai-chan, la ragazza di
Kato, è il quinto dei personaggi raccontati dal manga.
Meiko
e Taneda sono innamorati, ma confusi dalla vita.
Taneda è sempre sospeso nell’indecisione fra lavorare a tempo pieno o prendere
sul serio la musica, ma sa di non avere chissà quale talento. Meiko ha un
impiego da office lady, un capo ufficio stronzo ma che potrebbe esserlo meno se
lei fosse più disponibile; per il resto noiosa quotidianità. E’ questa la vita
che voleva? O, fin tanto che il salario va bene, “che importa?”
-- “Hey Taneda, e se lasciassi il mio lavoro? Ah ah, sto scherzando, nessuno
farebbe qualcosa di così stupido.”
-- “...Perché non lo lasci, se è quello che vuoi veramente?”.
Meiko si licenzia. Ma è davvero libera e serena, adesso? I due ragazzi hanno
sempre delegato al futuro le decisioni importanti. In fondo Tokyo è piena di
persone; ognuno con i suoi piccoli o grandi problemi... in quanti sono davvero
felici?
Taneda sceglie di dare un’ultima opportunità alla musica: incidere con la band
un demo cd da mandare alle case discografiche. E’ forse un’ultima opportunità
concessa ai sogni?
Il disco si intitola: Solanin.
Inio Asano realizza un’opera enorme.
Solanin è un ritratto generazionale dei ventenni/trentenni nel Giappone
contemporaneo, una storia sul disadattamento nell’accettare la routine, ma
evidentemente non solo. E’ una riflessione sul senso della vita. E’ una
riflessione sui sentimenti. La vita è una prova continua, felicità da inseguire,
tristezza e dolori da superare.
I personaggi sono tratteggiati in maniera straordinaria. Non solo Meiko e Taneda,
anche Billy, Kato e Ai sono caratterizzati in profondità; la musica ha un ruolo
centrale nella trama e si intuisce l’amore dell’autore per essa. Solanin è un
fumetto di altissimo livello dalla prima all’ultima pagina, denso di momenti
significativi e di spunti di riflessione... a volte amaramente ironici, altre
toccanti e delicati, altre ancora intensamente drammatici; eppure non ha un solo
momento di retorica fine a se stessa (come potrebbe?, essendo un manga di
denuncia della banalità) né fornisce altisonanti risposte filosofiche:
preferisce semmai descrivere la fragilità dell’animo umano e al contempo la
speranza insita in ognuno di noi.
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