IL CAMPO DELL'ARCOBALENO (NIJIGAHARA
HOLOGRAPH)
a cura di Spaced Jazz
Titolo:
Nijigahara Holograph
Autore: Inio Asano
Volumi ed editore: 1, Planet Manga, B/N
Formato e prezzo: 16X24, 296 pp., Euro 9.90
Genere: seinen, drammatico / fanta-thriller psicologico
Annunciato per Settembre 2008
Le cronache riportano il 1980 come anno di nascita di Inio Asano.
Sorprende che a poco più di vent’anni questo autore sia già diventato fra i più
interessanti esponenti del fumetto d’avanguardia nipponico: segno evidente di
talento, che del resto si era già ampiamente rivelato in “What a Wonderful
World”, la sua opera di debutto italico, in cui intrecciava un quadro di realtà
metropolitana fra sogni, disillusione e quotidianità. La difficoltà di
patteggiare l’essenza umana dei propri personaggi con il freddo realismo della
vita sembra un tratto fondamentale del suo stile.
Ma cosa poteva realizzare Asano con una storia ambiziosamente visionaria, senza
alcun vincolo commerciale, un filo del rasoio percorso in piena lucidità
artistica?
La risposta è nel manoscritto del campo dell’arcobaleno: Nijigahara Holograph.
Serializzato dal 2003 al 2005 su Quick Japan (rivista dalla Ohta Publishing che
evidentemente ha lasciato totale libertà al mangaka), e pubblicato in tankobon a
metà dell’anno scorso; è un volume di circa 300 pagine in cui si fondono due
soggetti: da un lato il tipico quadro ‘asaniano’ di disagio esistenziale nel
Giappone contemporaneo, dall’altro un onirico e cupo fanta-thriller psicologico.
Il manga è un puzzle visionario che balza dal presente agli eventi di undici
anni prima, seguendo nel suo corso le vicende dei protagonisti principali,
legati fra loro da un filo conduttore – il quale ora si dipana, ora si ammatassa
- che riconduce al “campo dell’arcobaleno” del titolo. E’ una storia molto
forte, in bilico fra una metafisica ricerca di redenzione e la drammatica natura
dell’animo umano, sballottato fra crudeltà e rimpianto, alienazione e speranza.
E’ difficile parlare della trama vera e propria: dire poco non spiegherebbe
nulla, dire tanto rovinerebbe la lettura…
Suzuki è il protagonista principale, un ragazzino problematico trasferitosi con
la famiglia in una nuova città in cui incontra gli altri personaggi: il futuro
cambierà alcuni, altri non sapranno dimenticare il passato, fra angosce e
violenze familiari, la misteriosa leggenda di un mostro del tunnel, divinità,
scatole dei desideri, una ragazza in coma su cui ruota la vicenda, farfalle
parlanti, disperazione e suicidio, normalità e perdono.
Sogno, realtà?
Un prologo. Un secondo prologo. Asano trascina con sé il lettore fra incastri,
flashback, rivelazioni, segreti, dove i bambini e gli adulti sono su mondi
distanti quanto paralleli, in cui i sogni sono minati dal disincanto, dove
l’innocenza è distrutta dal cinismo… e tuttavia ci deve essere spazio per la
luce e la rinascita, per quanto ingiusto e crudele possa sembrare il mondo.
Nijigahara Holograph è certamente un’opera simbolica dai diversi piani di
interpretazione. La narrazione a mosaico, a salti temporali, vede dietro di sé
una regia perfetta, una costruzione meticolosa e cinematografica della
sceneggiatura. Tuttavia questo implica, oltre a una grande attenzione richiesta
al lettore nel seguire la vicenda, anche il risultato che molte tessere possono
essere collocate al loro posto e comprese solo al termine del volume:
rileggendolo ci si accorge di come il gioco degli incastri sia lucido, di come
il prologo (che va assolutamente rivisitato) chiuda il cerchio narrativo.

Passando all’analisi dell’aspetto grafico, ci troviamo davanti a un lavoro di
valore assoluto.
Qui non c’è posto per chi pensa, ingenuamente, che il succo dei disegni di un
fumetto siano asettiche pose plastiche iper-retinate. Qui c’è espressività
visiva e una grande concezione artistica della tavola, una costruzione
cinematografica dello storyboard, un taglio meticoloso delle inquadrature, con
un controllo di ciò che si vuole mostrare, celare o lasciar intuire.
Asano dimostra di essere a grandi livelli di maturità grafica. La figura umana è
personale, pur nella rilettura stilistica di una certa scena manga odierna;
grande cura è riservata ad ambientazioni e fondali. L’autore utilizza a suo
favore delle tecniche come le foto digitalizzate o le sfocature al computer, con
risultati molto buoni e soprattutto omogenei col suo stile, così come le
alternanze di vuoti e pieni, di immagini e pensieri. Davvero una prova notevole.
Finora ho evidenziato soprattutto il lato artistico e concettuale di questo
fumetto, infatti è indirizzato a chi cerca un certo tipo di lettura impegnata:
come detto in apertura non c’è alcuna concessione commerciale; è ben poco adatto
all’utilizzo come lettura di intrattenimento.
Questo volume forse ha già un suo posto nel manga d’avanguardia degli ultimi
anni, opera probabilmente difficile da replicare dallo stesso Asano nei temi e
nella forma senza scadere di originalità ed efficacia… difficile pensare ad
altri lavori assimilabili - fanta-visionari, drammatici e profondamente
psicologici - …ora mi verrebbe in mente Marie no Kanaderu Ongaku con il
suo incredibile secondo volume.
Quel che è certo, è che Nijigahara Holograph non è un fumetto che passa
inosservato.
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