Marie no Kanaderu
Ongaku (La musica di Marie)
a cura di Spaced Jazz
Autore:
Usamaru Furuya
Casa editrice edizione francese: Casterman, 2004
Serie completa in 2 volumi
Costo: 11,50, 248 pp.
Inedito in Italia
Usamaru Furuya, classe 1968, è un autore atipico quanto interessante: già
studente di belle arti, si è dedicato alla pittura a olio, alla scultura e al
teatro per approdare infine al fumetto nel 1994 iniziando a scrivere per la
rivista Garo. Questo “Marie no Kanaderu Ongaku”, uno dei suoi lavori principali
e pubblicato nel 2001, fluttua fra i generi… drammatico, sentimentale,
steampunk-fantasy e filosofico.
Manga originale, visionario (mai parola è stata più adatta), poetico ma colmo di
chiaroscuri, sorprendente nei cambiamenti di prospettiva della narrazione e
soprattutto in alcuni colpi emotivi sottoposti al lettore… incredibile come
tutto ciò avvenga in soli due volumi, peraltro piuttosto corposi. Cercare
corrispettivi non è facile, potremmo parlare di certe reminescenze Miyazakiane
nell’ambientazione (Laputa, ma anche Nausicaa) e di un autore quale Hideji Oda -
e il suo Mondo di Coo - per lo stile (non a caso Oda è pubblicato nella stessa
collana dall’editore francese).
Vediamo la storia… siamo in un futuro mondo ipotetico, il cui progresso è fermo
all’epoca del vapore e degli ingranaggi. La civiltà precedente, narrano le
leggende, è stata distrutta dalle bramosie dell’uomo. Dio ha ricostruito questo
mondo, ora amichevole e solidale, e vi ha posto a vigilare Marie, una dea
meccanica che fluttua nei cieli ed è venerata universalmente.
Siamo sull’isola di Pyrite, dove incontriamo i protagonisti, Kai e Phiphy.
Kai è orfano, lavora nelle officine come ricercatore di risorse, ha qualcosa di
diverso legato al mistero della sua infanzia, quando scomparve per quindici
giorni e fu creduto annegato. Ha un’adorazione per la figura di Marie e riesce
ad ascoltare una “musica” che svela l’intima essenza delle cose. Phiphy è una
bellissima ragazza, figlia di uno dei principali ingegneri di Pyrite e, secondo
le usanze del luogo, giunta allo scoccare della cerimonia del suo diciottesimo
compleanno si appresta a chiedere in sposo l’uomo che ama. Il quale è Kai, ma
Kai sembra lontano, avvolto dalle memorie del suo destino, sopite nella foresta
dei Tre Saggi. Perché il mondo sembra statico? Qual è il mistero dell’esistenza
di Marie e dei suoi meccanismi?
Ulteriori
dettagli sarebbero spoiler più o meno invasivi e quindi non li riporterò, ma è
inevitabile notare come spostino la narrazione su livelli superiori di
originalità e contenuti, riuscendo a sorprendere più di una volta chi tentasse
di definire l’essenza della sua storia. Sotto questo aspetto è insufficiente
persino la lettura del solo primo volume e mezzo! Un fumetto che parla delle
emozioni umane e del dualismo fra uomo e divinità… o forse di altro.
Del segno grafico ho già parlato in apertura, bellissimo, piuttosto personale,
non privo di allusioni occidentali e intuizioni artistiche; nel secondo volume
giunge ad alcune tavole di incredibile suggestione.
Marie no Kanaderu Ongaku è stato pubblicato in Francia
(l’edizione che ho letto) come “La Musique de Marie” dall’editore Casterman
nella collana Sakka – sorta di MangaSan francese vista la presenza di nomi quali
il già citato Oda, Hiroaki Samura o Kenji Tsuruta. Anche il formato è simile,
due volumi di ben oltre 200 pagine forniti anche di sovracopertina, poco più di
una ventina di Euro la cifra per portarseli a casa.
E’ un fumetto che non lascia indifferenti.
LINK DI INTERESSE
Sito ufficiale di Sakka
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