HITSUJI NO UTA
a cura di Elianthos
Titolo:
Hitsuji no Uta/Lament of the Lamb
Autore: Kei Toume
Edizione Giapponese
Casa editrice: Gentosha
Volumi: 7 (completo)
Edizione italiana
Titolo: Il silenzio degli innocenti
Edizione: Magic Press
Pubblicato a partire dal: 2011
Volumi: 7
Prezzo: 5.90€
LA STORIA - Volume 1
Kazuna Takahashi è un liceale come tanti, in apparenza.
Se non che della sua famiglia ha solo pochi ricordi in vecchie fotografie,
vivendo dall’età di dieci anni presso gli zii, il padre e la sorella maggiore
allontanatisi insieme per cause non chiarite e mai più rivisti. Tra Kazuna e
loro, tutti, c’è un muro invisibile, di silenzi e verità non dette.
Ma durante un pomeriggio in compagnia di Yaegashi, sua compagna di classe e
unico altro membro del club di pittura della scuola, scopre contemporaneamente
di essere sconvolto e attratto – al punto da svenirne - non solo dalla quieta
perspicace premurosità della ragazza ma anche dal suo sangue - o è semplicemente
una chiazza di pittura rossa? - mentre la fanciulla maneggia gli attrezzi da
lavoro.
Guidato dalla propria inquietudine Kazuna si ritrova a ricordare e ricercare le
tracce dei suoi legami di sangue. Finirà, letteralmente e non, per ritrovarli. E
perderli, e perdersi in essi e nelle loro ramificazioni.
Legami che danno e portano la vita, così come attirano verso la morte: la
compagna che ha appena iniziato ad amare, la sorella, il padre, il dottore, la
madre, gli zii, se stesso… di volta in volta fantasmi vivissimi ed esistenze
fantasma. E la memoria, e l’oblìo, allo stesso tempo si rivelano medicina e
veleno, cura e malattia.
CONSIDERAZIONI
‘Mingled among the Sheep there’s a Wolf. And by his own solitary fangs he’s
rent’*. ‘Un
lupo mescolato in un gregge di pecore lacera il proprio corpo con zanne
solitarie’.
Hitsuji no Uta è un manga particolare nel suo filone, vuoi per
l'approccio che apprezzabilmente si distacca dalla figura spesso romanticizzata
e "glamourizzata" del vampiro contemporaneo, vuoi per l'approccio più
psicologico e perfino medico/scientifico (non ci sono giustificazioni
soprannaturali, è tutto ricondotto alla sfera del normale e del possibile) circa
cosa il 'vero' vampirismo sia e rappresenti.
Peculiare è anche l’approccio ai rapporti del protagonista con i familiari, in
cui si sfiora un altro tabù, l’incesto, tanto popolare e frequentemente proposto
quanto spesso banalizzato in altri manga e anime. La simbiosi - o meglio
codipendenza - del protagonista e di sua sorella Chizuna, ma anche di Chizune e
suo padre, nonché di Chizune e Minase (il suo amico, discepolo del padre,
amante, dottore), è qui resa nel miscuglio di affetto, dubbio, attrazione e
repulsione, claustrofobica catena, senza 'infighettamenti' e facili
sentimentalismi.
In questo viluppo Minase e Yaegashi sono gli estranei, la potenziale salvifica
via d’uscita. Ma in quanto ineluttabilmente portatori di altri legami, altro
sangue, sono anche una tentazione, una minaccia, una colpa.
Nel finale, pur se ben orchestrato, l'escamotage che 'libera' il protagonista e
il relativo messaggio di fondo sembrano stonati, un po' troppo fatalistici. La
soluzione del capitolo conclusivo nel lungo termine sembra piuttosto aumentare i
problemi del protagonista invece di risolverli...
Hitsuji no Uta resta comunque nel complesso un ottimo manga, di cui è
consigliata la lettura.
*è l'incipit nell'edizione Tokyopop.
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