CONSIDERAZIONI
A cura di Deda
Hataraki Man,
titolo emblematico che tanto ha infervorato i forum del fandom italiano in
questi giorni, è un magnifico seinen col quale Moyoco Anno raggiunge livelli
narrativi davvero sorprendenti. Nonostante sia, generalmente, rivolto a un
pubblico maschile, la protagonista femminile strizza l'occhio un po' a entrambi
Uomini da Marte e Donne da Venere!
L'opera è strutturata in modo che ogni capitolo si riferisca a un particolare
tipo di lavoratore o "man" come da titolo. Sebbene sia incentrato sul mondo del
lavoro è però un fumetto che si applica nella descrizione di determinate
tipologie di persone e di come affrontano la loro vita, il loro lavoro, i loro
dubbi esistenziali e sentimentali, pur non mettendo mai da parte il lato comico
di alcuni aspetti del vivere moderno - che sa essere tanto ridicolo.
Hiroko, per esempio, è ossessionata dal suo essere una donna che lavora come un
uomo (un hataraki man per l'appunto)... circondata da: un uomo che lavora come
una donna, una donna che non lascia trapelare le proprie emozioni, un'altra
donna che sa esattamente come sfruttare la propria femminilità per lavorare, un
uomo che riesce letteralmente a gustarsi il proprio lavoro e un altro uomo (il
fidanzato di Hiroko) che riesce ad andare avanti solo per forza di inerzia e
chiedendo scusa continuamente per i suoi errori (il capitolo a lui dedicato in
fatti si intitola "Ayamari Man" - l'uomo che commette errori).
Hiroko che lavora come un uomo e che vorrebbe essere un uomo al lavoro ma
mantiene i suoi piccoli tic, come la fissazione per i nattomaki (involtini di
riso ed alghe con dentro fagioli di soia fermentati - assolutamente puzzolenti
quanto dal sapore troppo forte) perché-anti invecchiamento.
Il lavoro la porta spesso a confrontarsi con la dura realtà ma diciamoci la
verità Hataraki Man non è un manga che si limita ad analizzare il conflitto Uomo
contro Società, ci pone anche altri tipi di conflitto come Uomo contro Uomo
(antagonista e protagonista - ponendo due donne a confronto e il loro modo
diametralmente opposto di utilizzare la propria femminilità per lavorare), Uomo
contro Natura (gli elementi ma anche la necessità di preservare determinati
luoghi - che Hiroko non vorrebbe pubblicizzare in un articolo) e Uomo contro se
stesso... Hiroko sa essere la sua nemica numero uno, quando vuole.
Per sua fortuna, essendo Hiroko una donna molto determinata, sa anche trarre
ispirazione dalla determinazione altrui (come la sua massaggiatrice, per
esempio) essendo un'acuta osservatrice delle persone che la circondano è anche
in grado di dimostrare la sua assoluta mancanza di idiozia: Solo gli idioti non
cambiano mai idea. Hiroko parte con una visione del mondo, delle persone e delle
cose e grazie ad un'acuta capacità di analisi, grande osservazione ed
elaborazione di ciò che vede, riesce persino ad arrivare a una soluzione
completamente diversa dalla visione iniziale.
Il fumetto tuttavia usa Hiroko come "occhi", è lei gli occhi del lettore,
filtrati tuttavia dal pensiero o dalla tesi che la Anno vuole trasmettere.
Questo sguardo misto ci consente di osservare gli altri personaggi (perché non è
solo Hiroko il centro dell'attenzione, lei è appunto lo sguardo aperto su questo
micro-universo lavorativo) che ci vengono presentati interi per poi essere
sezionati, analizzati e rimontati una volta conclusa la nostra indagine. Il
tutto non si limita a una visione analitica, c'è grande empatia per queste
persone e la Anno sa abbandonare il suo tipico cinismo quando vuole spiegare
che, nonostante questo sia un mondo tremendo e abitato da creature crudeli, ci
sono le dovute eccezioni e talvolta vale la pena di tentare il tutto per tutto
se il gioco vale la candela. Esprime quindi un concetto positivo: se lavori
duramente e ti senti nel giusto prima o poi verrai premiato... solitamente assai
raro da trovarsi nei manga della Anno ma che questa volta vuole forse, o
evidentemente, strizzare l'occhio al Giappone che per tanti anni ha criticato
aspramente nelle altre sue opere ma che nota essere diventato un posto precario,
difficile e forse pieno di bamboccioni che magari hanno solo bisogno di sentirsi
dare quella pacca sulla spalla proprio dal fumetto che stringono nelle mani.
Il tratto della Anno in Hataraki man è al massimo del suo splendore! L'avevamo
vista cimentarsi in opere arzigogolate e piene di dettagli come Sakuran o
fiondarsi tra tele di ragno e torte a forma di pipistrello in Sugar Sugar Rune.
Hataraki man è nitido, lineare, dettagliato negli sfondi e minimalista quando
deve. Il tratto è pulito, preciso e tecnicamente meraviglioso come pochi. Pur
nella sua semplicità, nel disegnare la figura umana, la Anno resta espressiva,
mai piatta, e sempre elegante per tutto l'arco del fumetto (anzi migliora). Le
pagine a colori, assenti ovviamente nell'edizione italiana ma assolutamente
presenti nell'edizione originale sono brillanti per luce e forme, delicate ed
equilibrate, sempre capaci di rispecchiare l'umore del momento (alternano quindi
colori sgargianti per momenti più attivi a colori tenui e pacati per le scene
più quiete).
Un manga imperdibile e degnamente bello che merita un'edizione di pregio e
decisamente più onesta di quella soperchieria presentata di recente in Italia,
vera e propria rappresentazione di un abuso di potere bello e buono!