JOURNAL D'UNE DISPARITION
a cura di DEDA
Edizione
Francese
Titolo: Journal d'une disparition
Tradotto: Diario di una sparizione
Autore: Azuma, Hideo
Editore : Kana 2007
Collezione : Made in
ISBN : 978-2-5050-0030-3
Pagine : 198
Prezzo: 10 euro
Volume unico. Inedito in Italia.
L'autore, Hideo Azuma, nasce il 6 febbraio 1950 in Hokkaido. Dopo il suo
trasloco a Tokyo inizia a lavorare presso una ditta dalla quale si licenzia
praticamente immediatamente. Diventa quindi assistente del mangaka Rentaro Itai
e fa il suo debutto come mangaka nel 1969. Disegna, come autore comico, titoli
come Futari to Gonin (due e cinque) e Yakekuso Tenshi (angelo disperato), poi si
dà allo SCI FI e alle opere un po' surreali con titoli come Parareru kyôshitsu
(La classe del mondo parallelo), Mechiru metafijîku (Mechiru Metafisica) o
Fujôri nikki (Il diario dell'assurdo) col quale vince il premio Seiun nel 1979.
Disegna anche dei manga erotici come Hizashi (Raggio di sole) e Umi kara kita
kikai (Una macchina venuta dal mare). Le sue opere più famose restano Nanako
S.O.S (Nanà Supergirl) e Orinpusu no Poron (Pollon) che hanno ricevuto anche un
adattamento in serie animate.
Nel 1989 Hideo Azuma sparisce misteriosamente nella natura... il resto è "Diario
di una Sparizione".
LA STORIA
Nel 1989 Hideo Azuma, mangaka di Pollon, si alza dal tavolo da disegno, esce da
casa e sparisce.
Oppresso dal troppo stress, dalle scadenze incombenti, dalle mille pressioni
psicologiche, esce di casa e si dà alla fuga dalla realtà.
Come ammette egli stesso, non è la prima volta che gli capita di fuggire e
sparire e questo Diario di una Sparizione è il resoconto di ben tre
sparizioni, difatti il volume è suddiviso in tre parti. Dopo un tentativo di
suicidio fallito (appendersi orizzontalmente a un albero, anche se in pendenza,
non aiuta la sua impiccagione nemmeno un pochino) si risveglia nella natura e
inizia a vivere come un barbone nei boschi.
Per mesi il mangaka va avanti vivendo come un senza tetto, cercando tra
l'immondizia finché una sera viene fermato dal poliziotto di quartiere e quindi
riconosciuto (dai disegni - e questo fa capire il potere del manga in Giappone),
costretto a disegnare per i figli dei poliziotti e quindi riconsegnato alla
moglie in una scena a dir poco esilarante.
Il primo rientro a casa però dura poco, l'alcolismo prende il sopravvento e
l'uomo fugge di nuovo, tornando a vivere come un barbone, questa volta sotto un
ponte e rischiando persino di morire affogato durante un allagamento. La sua
seconda parentesi però ha un risvolto interessante: viene raccolto da un gruppo
di operai che lavorano per l'azienda del gas. Ci sono lavori che, oggi come
oggi, vengono lasciati a extra comunitari e disadattati e il mangaka finisce per
fare proprio uno di questi.
Vivendo
in un piccolo appartamento e aiutato dal suo superiore, viene istruito sui
misteri delle tubature del gas e comincia così una lunga parentesi sul lavoro da
operaio delle tubature del gas, per non parlare delle varie disavventure coi
colleghi - tutti personaggi ben distinti distinguibili e caricaturali. Questa
seconda fuga dura un po' più a lungo ma viene ritrovato dalla famiglia ancora
una volta e inizia così la terza parentesi del manga che lo vede ricoverato in
ospedale a curarsi dall'alcolismo.
Questa è la parentesi più triste di tutte ma anche una delle più surreali (anche
il solo fatto che il Giappone abbia un programma ospedaliero per disintossicare
gli alcolisti è quasi inverosimile) e divertenti. I personaggi che popolano
l'ospedale e le cure che vengono inflitte come torture per disintossicare un
malato che non vuole guarire hanno un che di grottesco e triste al contempo.
CONSIDERAZIONI
Attenzione, questa è una storia vera, anche se presentata in maniera comica: la
stranezza dello svegliarsi in un bosco e non pensare di tornare a casa (ma
accamparsi lì, come un barbone, con coperte trovate nei campi, avanzi di cibo e
sigarette ramazzati dai bidoni della spazzatura) possono sembrare una soluzione
tanto drastica quanto alienata. Sicuramente alienato, Azuma Hideo lo era, in
quel periodo... oltre a essere un accanito bevitore - il che non aiutava certo
la sua lucidità.
Il tutto viene raccontato con grande ironia e divertimento e con i soliti
disegni tondeggianti e buffi che abbiamo imparato ad amare con Pollon e Nanà
supergirl... ma questa resta una storia triste, di fondo, la storia di una vita
alla deriva.
Il tratto di disegno è ciò che maschera la tragicità della storia nella maggior
parte dei casi, poiché anche la narrazione a volte fa ridere ma lascia basiti,
il disegno toglie il senso di disagio. Se ci si ferma a riflettere sul contenuto
della storia e sul suo significato, ci si rende conto della gravità della
situazione e di quanto forte sia lo stress psicologico emotivo imposto agli
autori di fumetti in Giappone. In ognuna di queste parentesi narrative aleggia
una sensazione di leggerezza e libertà quando si è lontani, al di fuori della
società normale e un forte stress nel momento in cui Azuma è costretto a
interagire coi membri della stessa. Anche la parentesi della compagnia del gas
limita il suo spazio reale alle quattro persone che lo circondano
quotidianamente e crea un universo a sé stante, limitato e quindi più sicuro.
Tolto da questi ambienti sicuri il mangaka perde nuovamente la bussola e inizia
a bere e lo sforzo più grande che è costretto a fare è proprio quello di
rientrare nella società, quella vera, completa e che a tutti gli effetti lo
spaventa più di qualunque altra cosa. E' una vera e propria costrizione, lo
stare in ospedale per disintossicarsi e ritornare degno di tutte quelle persone
"normali" che portano avanti una vita "normale"... e Azuma fa uno sforzo tale
che proprio quando il tutto sembra finito e il lettore tira un sospiro di
sollievo "meno male si è salvato" lui non lo fa. Per lui quello è l'inizio della
fine. Insomma stava meglio quando stava peggio.
Questo volume ha vinto ben quattro premi in Giappone: the Dai-34-kaime Nihon
Mangaka Kyôkai Shô Taishô (34esimo Gran Premio dell'Associazione Giapponese dei
mangaka), the Dai-9-kai Bunkachô Media Geijutsusai Manga-bumon Taishô (Nono Gran
Premio del Festival delle Arti e dell'Agenzia degli Affari Culturali, categoria
manga), the Dai-10-kai Tezuka Osamu Bunkashô Manga Taishô (Decimo Gran Premio
Culturale dei Manga Osamu Tezuka), e il Dai-37-kai Nihon SF-Daikai Seiunshô
Nonfiction-bumon (37esimo Premio Nebula della Science Fiction Giapponese,
categoria non-fiction).
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