CESARE
a cura di
Giorgia-bi
Titolo:
Cesare hakai no souzousha
Autrice: Fuyumi Soryo
Edizione Giapponese
Casa editrice: Kodansha, 2005
Rivista: Morning
Volumi: 8 (in corso)
Edizione italiana
Titolo: Cesare - Il creatore che ha distrutto
Casa editrice: Star Comics, 2007
Collana: Storie di Kappa
Prezzo: 7,00 €, B/N e colore
LA STORIA - Volume 1
Pisa, 1491. Il giovane Angelo di Canossa è il goffo ma dotato nipote di un abile
carpentiere, tenuto in gran considerazione dallo storico mecenate Lorenzo de’
Medici, noto come il Magnifico. Grazie all’intercessione di quest’ultimo, il
ragazzo ottiene la possibilità di istruirsi presso l’ateneo universitario di
Pisa, in compagnia di alcuni dei rampolli della famiglie maggiormente in vista
nell’Italia rinascimentale. L’ambiente in cui Angelo dovrà inserirsi gli si
presenta da subito estremamente complesso, suddiviso com’è in gruppi di studenti
formatisi sulla base del luogo d’origine: tra questi spiccano il gruppo
fiorentino, a cui Angelo apparterrà per diritto di nascita, capeggiato dal
figlio del de’ Medici, Giovanni, il gruppo francese, unito sotto l’egida del
bellicoso Henry e infine il gruppo spagnolo, che ha il suo massimo
rappresentante in Cesare Borgia, figlio illegittimo del cardinale Rodrigo, da
tempo in odore di tiara papale.
Sprovvisto di una qualsiasi esperienza nell’ambito delle relazioni con i
potenti, Angelo riuscirà fin dal primo giorno a inanellare una gaffe dietro
l’altra, guadagnandosi l’antipatia del figlio del proprio benefattore. Per
rifarsi di uno smacco subito in aula a causa dell’intelligenza e del coraggio di
Angelo, Giovanni de’ Medici lo inviterà a unirsi a lui per una cavalcata, con
l’unico scopo di spaventarlo e svergognarlo mettendolo in sella a un cavallo
andaluso che lui stesso non era mai riuscito a domare. Trascinato al galoppo
dall’animale, Angelo si imbatte in un giovane che lo soccorre placando
facilmente il purosangue. Il nuovo arrivato ci tiene fin da subito a chiarire
l’equivoco: non si è lanciato in soccorso di Angelo, ma del cavallo, essendone
il proprietario originario e avendolo dato in dono a Giovanni. Angelo si
guadagnerà così l’appellativo di ‘Ladro di cavalli’! I due vengono raggiunti da
un gruppo di studenti francesi, il capo dei quali, Henry, si lancia in
un’invettiva contro le doti dei cavalli andalusi, a suo avviso poco adatti a un
uomo degno di questo nome. Angelo ha così modo di fare conoscenza con il
carattere arrogante del francese. Rimasti soli, e una volta chiarito il
malinteso, lo sconosciuto si offre di impartire ad Angelo delle lezioni di
equitazione. Solo al momento di salutarsi, Angelo scopre che il suo soccorritore
è Cesare Borgia, il figlio illegittimo del cardinale Rodrigo, uno dei più
attendibili successori al seggio papale. Si tratta del Cesare che fornirà a
Machiavelli l’ispirazione per la stesura del ‘Principe’, del Cesare tiranno, del
fratricida, dell’arrivista senza scrupoli; in prima battuta, tuttavia, si tratta
di un ragazzo di bell’aspetto e di modi garbati, pervaso dal desiderio di
rivoluzionare la condizione stagnante del clero e della politica italiani.
Quella
sera, ospite di uno dei frequenti ricevimenti di Giovanni, Angelo riporterà come
sue alcune delle parole udite da Cesare: l’unico modo per domare un cavallo è
guadagnarne la fiducia e il rispetto, in quanto l’animale non si lascerebbe mai
condurre da un padrone di cui non riconosca l’autorità (parole che Cesare aveva
poi applicato per estensione al favore delle masse). Anche stavolta il ragazzo
non si rende conto di aver offeso Giovanni, che per ripicca lo sfida a
dimostrare quanto detto divenendo in grado di montare perfettamente l’andaluso.
La necessità di apprendere i rudimenti dell’equitazione spingerà Angelo a
chiedere il soccorso di Cesare, divenendo via via più intimo con lui e con
Michelotto, lo spagnolo che gli fa da ombra fin dall’infanzia. Affascinato dal
carisma di Cesare, dai suoi modi affabili e apparentemente privi di superbia,
dalla sua tendenza a pensare in grande e dalla natura idealista delle sue
concezioni politiche, Angelo inizia a gravitare attorno al suo universo,
perdendo sempre più interesse per il clima disteso e molle che vige nel gruppo
fiorentino. L’insolito abbinamento tra la sicurezza di Cesare e l’innata
capacità di Angelo di attirare i guai li farà piombare in più di qualche
disavventura, con il risultato di cementare il loro rapporto e di aumentare la
stima che il fiorentino nutre per lo spagnolo.
Chi è veramente Cesare? Come può parlare di suo padre come di un mostro, senza
per questo far trapelare alcuna emozione? Quali sono i suoi reali rapporti con
gli altri rampolli italiani, e come si rapportano alle trame del padre? Queste e
altre domande si susseguono nella mente di Angelo e in quella del lettore,
cercando di conciliarsi con l’immagine apparentemente serena e svagata del bel
sedicenne Borgia che rimane, almeno per il momento, imperscrutabile.
CONSIDERAZIONI
L’intestazione
in quarta di copertina proclama: ‘Il capolavoro di una vita. Una vita dedicata a
un capolavoro’.
Già fermandosi a questa presentazione è possibile rendersi conto del carattere
ambizioso che pervade l’opera. Un’ambizione che ha spronato l’autrice di Mars
e Sole Maledetto a immergersi in una bibliografia fittissima allo scopo
di restituire al lettore una ricostruzione il più fedele possibile dell’Italia
rinascimentale. L’abbigliamento, il gergo, le dinamiche sociali e colloquiali,
l’architettura e l’arredamento: tutto è stato passato al setaccio di un esame
minuzioso, per certi versi quasi maniacale. Nel corso dei volumi la Soryo si
cimenta con la rappresentazione della Cappella Sistina, della Primavera del
Botticelli e di vari scorci del panorama pisano. Tutto encomiabile, tutto
ineccepibile. La Soryo sembra prendere a modello l’operato dei monaci amanuensi,
che negli anni dell’Alto medioevo, rinchiusi tra le mura di un’abbazia,
trascorrevano buona parte della propria esistenza nella stesura di versioni
illustrate dell’Antico Testamento.
Il risultato del suo impegno è un fumetto accessibile anche a chi non conosca il
significato dei termini ‘manga’ o ‘graphic novel’: un romanzo storico, una
biografia che oltre che per date ed eventi parla anche per immagini. E che
immagini. Non c’è dettaglio che non sia stato curato, dalle acconciature alle
cinture indossate dai personaggi.
In questo aspetto certosino del lavoro della Soryo risiede paradossalmente il
limite dell’opera stessa: un titolo che si propone di ‘abbattere ogni confine
tra fumetto e letteratura’ avrebbe dovuto concentrarsi senz’altro sull’aspetto
del vigore illustrativo e dell’attendibilità storica, ma non avrebbe dovuto
sacrificare cuore e spontaneità sull’altare della dignità letteraria. Ogni
aspetto è talmente perfetto da conferire a ‘Cesare’ una certa freddezza di
fondo. Un fumetto spettacolare e avvincente, che tuttavia non riesce a non
suscitare nel lettore quel vago senso di antipatia proprio dei primi della
classe. Cesare Borgia è un personaggio sufficientemente enigmatico e
affascinante, eppure non riesce a non risultare ‘costruito’, perdendo in
spontaneità e simpatia rispetto a personaggi secondari come Miguel.
Uno dei tanti aspetti interessanti dell’opera è il tipo di narrazione adottato
dall’autrice. Sebbene il soggetto della trama sia Cesare, l’io narrante è a
tutti gli effetti quello di Angelo; d’altro canto, non è neppure possibile
definire Angelo un protagonista a tutto tondo, dal momento che il lettore non è
in grado di conoscerne appieno la natura e i pensieri, dato che ogni sua
attenzione è rivolta verso Cesare. Quello che intercorre tra i due personaggi è
una sorta di gioco di specchi: l’ingenuità e la spontaneità di Angelo inducono
Cesare a mostrare i propri lati più genuini e a scoprire i suoi pensieri più
profondi, mentre la compagnia di un personaggio del calibro di Cesare spinge
Angelo a porsi delle domande via via più complesse sulle effettive condizioni
del popolo italiano e sull’inconsistenza della politica fiorentina.
Se siete alla ricerca di emozioni forti, non è questo il titolo che fa per voi.
Se invece la Storia vi affascina, se il pensiero di imbattervi nel medesimo
volume in Cristoforo Colombo e Leonardo da Vinci vi incuriosisce, se siete
disposti a raccogliere la sfida di un’autrice nipponica che snocciola in versi
citazioni da ‘La Divina Commedia’, allora ‘Cesare’ saprà conquistarvi.
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