DEJA-VU
a cura di Giorgia-bi
TITOLO:
Déjà-Vu
SCENEGGIATORE: Youn In Wan
DISEGNATORI: Yamg Kyung II, Yoon Seung-Ki, Kim Tae-Hyung, Park Sung-Woo, Pyon
Pyongjun, Lee Vin
IL MANHWA IN COREA
TITOLO: Déjà-Vu (데자부)
CASA EDITRICE: Daiwon
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2004
VOLUMI: 1
IL MANHWA IN ITALIA
TITOLO: Déjà-vu - A great love story
CASA EDITRICE: Flashbook
COLLANA: Big Comics - Manhwa
ANNO DI PUBBLICAZIONE: 2006
VOLUMI: 1
E' difficile parlare d'Amore in questo tempo. Difficile e pericoloso. Si possono
raccontare gioia e dolore, si possono descrivere i meccanismi della seduzione e
inscenare le dinamiche del sesso, si può ricostruire il percorso di una,
singola, relazione romantica. Ma raccontare l'Amore, cercando di non ricadere
nel Già Detto, sembra essere una sfida impari per qualsiasi autore.
Youn In Wan ci prova con un volume unico che racchiude tre storie brevi, la
prima delle quali suddivisa in quattro parti, per un totale di sei diverse
matite all'opera.
Il
primo racconto costituisce il nucleo del tankobon, nonché l'elemento ispiratore
del titolo: Déjà-Vu. I suoi quattro capitoli sono suddivisi dallo scorrere delle
stagioni: l'Amore sboccia in primavera, cerca di compiersi in estate, si accenna
in autunno e trova il suo epilogo tra le nevi. Un uomo e una donna continuano a
incontrarsi e a perdersi in secoli e luoghi diversi: tra le cime del monte
Kangnung nell'anno 673, in un campo di concentramento nipponico nel bel mezzo
del secondo conflitto mondiale, tra i grattacieli della modernità e alla fine di
tutto.
Hanno nomi e visi diversi, portano cicatrici e soffrono dolori differenti, ma
ogni volta che i loro sguardi si incontrano la loro intera esistenza acquisisce
improvvisamente senso, mettendoli se necessario contro il buonsenso e lo stesso
istinto di sopravvivenza.
L'Amore è tutto fuorché saggio. Di fronte a esso anche un destino che sembrava
già scritto finisce per piegarsi: un principe codardo si scopre disposto a
sfidare gli dei, una fanciulla trova in sé la forza di opporsi alle leggi
razziali, un bullo si trasforma in adulto. Una volta risvegliatosi, l'Amore non
teme nulla e non ha bisogno di nulla. Basta a se stesso.
Lo scorrere dei capitoli presenta un andamento altalenante, e non sempre riesce
a tenere testa all'ambizione insita nelle proprie premesse. Bisogna inoltre
riconoscere che il ricorso al tema della reincarnazione è un meccanismo
piuttosto abusato nel campo della letteratura sentimentale: è davvero così
indispensabile ritenere che per ognuno di noi esista un solo ed unico amore
possibile? Eppure Wan riesce a restituire al lettore un senso di compiutezza e
di coerenza, e ha il coraggio di affermare e difendere un punto di vista
coraggioso in quest'epoca: che l'Amore non trovi necessariamente il proprio
compimento nella procreazione, ma esprima se stesso nel miracolo e nell'ostinata
tenacia della propria natura.
Il secondo racconto rappresenta un brusco cambio di direzione, e lascia
momentaneamente spiazzato il lettore: dalla travagliata passione degli amanti
senza tempo si passa alla cruda dimensione del nichilismo nella sua forma più
truce: quella infantile. La storia di Ch'ihyon e del suo gruppo di amici
rappresenta tuttavia un'efficacie digressione su ciò che la natura umana riserva
se privata del sentimento in favore della ragione. Tratto e tematica ricordano
vagamente la poetica di Tsutomu Takahashi (Sky High, Alive): la
violenza e l'orrore risiedono solo nell'occhio - e soprattutto nel cuore - di
chi guarda, mentre per una mente eccessivamente lucida e utilitaristica persino
la morte può diventare un antipatico incidente di percorso.
"Il mare" è il racconto conclusivo del volume, di cui probabilmente rappresenta
l'elemento più debole. Lo smemorato Yongsu si imbatte per caso nella famosa
cantante Ch'aeni, che lo coinvolge in una fuga dalle proprie guardie del corpo
allo scopo di rivedere un'ultima volta il mare prima di perdere la vista.
Decisamente più leggero e scanzonato rispetto agli altri capitoli, questo
epilogo saluta il lettore ricordandogli che, di tutte le meraviglie al mondo,
nessuna avrà mai lo stesso fascino di quella che l'Amore insegue e costruisce
con fatica.
L'edizione proposta dalla Flashbook mantiene gli standard di qualità a cui la
Casa ci ha abituati; ogni capitolo è intervallato da interventi e commenti di
autori coreani e giapponesi, tra cui segnalo le CLAMP e il regista Chang Chin.
Immagini

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