TRE OMBRE
a cura di Deda

 

Titolo: Tre Ombre
Autore: Cyril Pedrosa
Paperback 304 Pages
codice ISBN-10: 8861232833
codice ISBN-13: 9788861232839
Editore: Edizioni BD
Prezzo: 16 Euro

Dalla descrizione dell'editore:
"Il miglior fumetto francese del 2008: la fuga di Joachim e suo padre da tre ombre minacciose, portatrici dell’ineluttabile destino, attraverso un mondo dolce e pericoloso.
Una favola matura, commovente e delicata, una storia indimenticabile che consacra un grande artista internazionale: Cyril Pedrosa."

Nel guscio di una noce e in tre parole il succo è quello ma poco rende giustizia e molto di più potrebbe invogliare all'acquisto la descrizione dell'editore.

Letto nel giro di pochissime ore (ore impiegate a esaminare i disegni nel dettaglio e a gustarsi la bella storia), l'unica pecca da ritrovarsi nel volume, per me, è la traduzione letterale fino allo spasimo dal francese all'italiano. Non so perché mi sono trovata a pensare in francese mentre lo leggevo... per esempio je m'en fou non è necessariamente e letteralmente me ne fotto! Puoi tradurlo in venti miliardi di modi! Se la traduzione fosse sempre così letterale pioverebbero cani e gatti anziché a catinelle... e ci saremmo persi il bellissimo "col cavolo" del genio della lampada dell'Aladdin disneyano (che in inglese dice letteralmente altro: no way!), o no?

Tecnicamente parlando non troverete niente di così bello in giro per originalità di tratto e qualità del disegno. I layout e gli sfondi vanno dal realistico al favolistico con uno stile unico e originale. Composizioni da layout e storyboard per film di animazione... assolutamente cinematografico in tutto e per tutto. Profondo e piatto. Composizioni bilanciate che contrappongono semplicità e complessità del pattern. Grande sagacia narrativa visiva e di testo che si combinano alla perfezione.
Ha persino un piano sequenza verso la fine del volume che Antonioni leggerebbe salivando!
Pedrosa ha lavorato anche per Disney, su grandi produzioni cinematografiche d'animazione - ma non è il fatto che abbia lavorato per Disney a renderlo un artista di qualità, è il fatto che sia un artista di qualità ad avergli fatto metter piede negli Studi d'animazione Disney.

A livello di storia è la storia dell'ineluttabile fuga verso una triste accettazione ma senza sacrificio. La vita continua anche se una parte di essa fugge via e tristemente continua a vivere in chi resta... felicemente.

Le ultime pagine con l'haiku danno coraggio e forza e strappano qualche lacrima. La storia non è buonista e patetica... è surreale e tribale... e potrei usare paroloni e citare ventimila filosofi ma non servirebbe a far comprendere la vera beltà di questa storia che è semplice, nella sua complessità, e a portata di tutti senza elucubrazioni esagerate da parte dell'autore, senza bisogno di spacciare per contenuti altamente complessi o paradigmi roba che esiste da secoli, che tutti conoscono e tutti hanno usato.

Non vi è distacco emotivo... non vi è giudizio alcuno. Non vi è un solo lato della medaglia: gli umani sono buoni e cattivi, le vittime sono carnefici e sono vittime e carnefici... e i carnefici sono vittime.

Certa filosofia si muove per passi: A seguita da B seguita da C e non ritorna ad A.
Un haiku è diverso, ti riporta al punto di partenza e così fa Pedrosa, perché può esserci evoluzione pur muovendoci in un cerchio chiuso!

Emozionalmente parlando l'assenza nella presenza è spiegata in pochissime vignette ma di una grandissima potenza emotiva. Non spaccia mielina quest'uomo. Non spaccia critiche. Racconta una storia, ne resta fuori e ti tira dentro!

Sono davvero poche le persone in grado di fare una cosa del genere, Pedrosa è una di queste.


E se posso dire la mia quest'anno solo lui!



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