STRANGERS IN PARADISE
a cura di
Giorgia-bi
Edizione
americana
TITOLO: Strangers in Paradise
AUTORE: Terry Moore
CASE EDITRICI: Antarctic Press (vol. I #1-3), Abstract Studios (vol. II #1-14),
Homage – Wildstorm (vol III #1-8), Abstract Studios (vol. III .#9-90)
NUMERO VOLUMI: 107 (serie conclusa)
PREMI: SiP ha vinto il prestigioso Eisner Awards nel 1996, il Premio Ruben della
National Cartoonists Society come Miglior Libro nel 1997 e il Premio GLAAD nel
2001.
Edizione italiana
TITOLO: Strangers in Paradise
CASE EDITRICI: Castelvecchi (vol. 1-3), Macchia nera (vol. 4-8), Lexy (vol.
9-12). Nel 2005 la casa editrice Freebooks ha rilevato i diritti in esclusiva
sulla collana e ne ha ripreso la pubblicazione dall’inizio in due versioni,
cartonata e tascabile.
NUMERO VOLUMI: 24 (serie conclusa) per la versione cartonata, mentre la versione
tascabile è ancora in corso di stampa e ha raggiunto -al momento in cui scrivo-
il numero 16.
LA STORIA
Katchoo
e Francine hanno 26 anni, si conoscono dai tempi delle scuole medie e vivono
sotto lo stesso tetto, condividendo aspetti più o meno banali delle rispettive
quotidianità. La bella Katchoo è un’artista, prende la vita alla giornata e
sembra possedere un’immensa forza interiore. Francine è una giovane donna un po’
goffa e affamata d’amore, ma all’occorrenza anche di cosciotti di tacchino
farciti, frappé, fegato e tacos.
Francine ha una relazione con Freddie, un burocrate piuttosto arido ma
fondamentalmente inoffensivo, il quale non riesce proprio ad accettare che la
propria donna gli si neghi a letto con il pretesto di 'non volerlo perdere'. Un
mattino, dopo una discussione più accesa del solito, Freddie se ne va di casa
sbattendo la porta e gettando Francine nel panico.
Katchoo sarebbe ben propensa a privare il tizio dei suoi attributi, ma cerca di
limitarsi a consolare la sua amica: come può perdere tempo appresso a quell'idiota
una ragazza così dolce, così bella, così amabile… un momento, non sarà anche lei
innamorata della formosa Francine?
E’ difficile imbrigliare il rapporto tra le due ragazze in una definizione
univoca: forse Katchoo ama Francine, forse Francine ne è lusingata, forse sono
semplicemente l'una per l'altra ciò che il resto del mondo chiama 'casa' o
'famiglia'… ciò che conta è che Francine sta soffrendo, che pur di riconquistare
l’amato è disposta a irrompere nel suo ufficio in desabillie, che una volta
scoperto il verme nel flagrante atto di tradirla si offre persino di perdonarlo.
Katchoo non riesce proprio ad accettare tutto questo, e per distrarsi anche solo
per un attimo si reca a un’esposizione. Qui viene avvicinata da un ragazzo, che
in quanto esponente del genere maschile non può esimersi dal disturbarla
cercando di offrirle un caffè. Il malcapitato viene ricompensato con una sfilza
di improperi, eppure… eppure questo David riesce in qualche modo a scavalcare le
barriere che Katchoo si è innalzata attorno, e ad entrare a piccoli passi nel
suo mondo. Sarà proprio lui ad aiutarla quando Francine, stravolta e
completamente nuda, si schianterà con la propria macchina davanti a casa,
perdendo conoscenza dopo aver mormorato il nome di Freddie. FREDDIE???
Una
volta affilate le proprie armi, Katchoo si lancia a vendicare l’amica. Freddie
sta per passare gli attimi più brutti della propria vita! Rientrato a casa in
compagnia di una squillo, il poveretto si trova davanti a una furia scatenata,
dotata del necessario per ridurlo a un eunuco. A nulla valgono i suoi tentativi
di spiegazione: pare che Francine si fosse denudata in pubblico per invitarlo a
tornare da lei, e che vedendosi rifiutata si fosse fiondata in auto sgommando
via a tutta velocità. Ma a che servono i dettagli? Quell’uomo ha rovinato la
vita della sua migliore amica, e nulla potrà trattenere Katchoo dal
somministrargli una giusta punizione.
Peccato che Freddie non abbia il senso dell’umorismo, e che ben presto le forze
dell’ordine busseranno alla porta di Katchoo per trascinarla in gattabuia. Capi
d’imputazione: violazione di domicilio, violenza privata, estorsione di persona…
Freddie pensa così di aver ristabilito l’equilibrio, ma non ha fatto i conti con
Francine. La ragazza non lascerebbe mai marcire in galera la propria amica, e
con un abile mossa costringerà Freddie a ritirare la denuncia. Tutto è bene quel
che finisce bene… ma questo è solo l’inizio di una delle saghe più
appassionanti, fantasiose, commoventi ed emozionanti che abbiano visto la luce
sul suolo americano.
CONSIDERAZIONI
Un
certo Daniel Pennac ritiene che “dalla lettura si sprigioni una vitalità,
un'energia che dà semplicemente il gusto di vivere, di vivere una avventura
diversa dalla nostra vita quotidiana”.
E’ difficile trovare un’espressione migliore per definire la lettura di
Strangers in Paradise. Questo titolo americano, che ha conosciuto il
travaglio della produzione indipendente ma ha saputo conquistare il mercato come
pochi altri titoli indie sono stati in grado di fare, costituisce in effetti
un’esperienza totalizzante, un giro di boa oltre il quale al lettore sarà
difficile non guardare al mondo del fumetto con occhi diversi.
Di cosa parla Strangers in Paradise? Nonostante le numerose e intricate
sottotrame, si può dire che il tema portante del fumetto sia la ricerca
estenuante che ognuno di noi ingaggia nell’arco della propria vita: la ricerca
del proprio Posto. Che si tratti di un misero bilocale o di una magnifica villa
alle Hawaii, di una famiglia o di un gruppo di amici, i personaggi di questo
romance sono alla ricerca di una dimensione in cui dare un senso alla propria
esistenza.
Le due amiche Katchoo e Francine costituiscono il perno della narrazione, e
rappresentano inizialmente i due poli opposti dell’essere donna a cavallo degli
anni ’90: da una parte abbiamo l’artista sofferta e combattiva, dal passato
torbido e dal futuro incerto, dall’altro troviamo la ragazzotta di buon cuore e
di pochi talenti proiettata verso le gratificazioni della vita matrimoniale, il
prodotto stereotipato della classe WASP americana. La convivenza tra due
personalità tanto diverse non può che essere burrascosa, ma al di là delle
singole divergenze le due amiche sono unite da un affetto profondo.
Se si considera che il fumetto è stato dato alle stampe nel lontano 1993, ci si
rende immediatamente conto del coraggio che Moore ha messo in campo per inserire
all’interno di questa cornice un tema forte come quello dell’omosessualità.
Sì, perché la bella Katchoo sembra non fare mistero dell’affetto più che
platonico che nutre per la propria amica; proseguendo con la lettura, tuttavia,
ci si rende ben presto conto del fatto che tutte le esternazioni di Katchoo
hanno diverse chiavi di lettura.
L’ingresso in scena del personaggio di David Qin, un ragazzo che ha il coraggio
e l’impudenza di porsi al fianco di Katchoo malgrado le sue iniziali resistenze,
è destinato a stravolgere gli equilibri preesistenti. Inizialmente goffo nella
sua tenerezza, David maturerà nel corso degli episodi fino a diventare un
ritratto maschile di grande levatura, un uomo capace di un amore sconfinato, di
una devozione totale. Tanto quanto i drammi di Katchoo sono svelati poco a poco,
ma in qualche misura prevedibili, così il drammatico passato di David coglie
impreparati, confonde, conquista.
Il primo volume di Strangers – che costituisce la prima serie, compiuta e
autoconclusiva – è forse il meno profondo e appassionante del ciclo, in quanto
si limita a presentare i personaggi principali calcando sull’acceleratore del
farsesco. Lo stesso personaggio di Freddie, che qui si limita ad essere il
compagno gretto e superficiale di Francine, diventerà in seguito il manifesto di
quella categoria di uomini fondamentalmente di buon cuore condannati dalla
propria pochezza all’incapacità di comprendere e soddisfare le mille sfumature
dell’animo e del desiderio femminile.
A partire dal secondo volume l’intero apparato acquisisce spessore, giocando con
i piani temporali e con i linguaggi narrativi. Flashback e flashforward lasciano
continuamente a bocca aperta il lettore, svelando squarci di passato e facendo
capolino nel futuro. Moore esplora territori che sembrano avere poco da spartire
con il ‘fumetto’ concepito in senso tradizionale: sostenuti dall’impalcatura di
un tratto tradizionale, sentimenti e pensieri cavalcano le onde di poesie e di
canzoni riportate con tanto di accordi (l’autore ha espresso il proprio
rammarico per non poter allegare un cd ad ogni uscita), alcune pagine sono
impostate in modo da sembrare ‘strappate’ da un libro, i quadri di Katchoo
fungono talvolta da mezzo di comunicazione molto più efficace delle sue ambigue
parole, e i suoi sogni sembrano rubati all’immaginario disneyano/burtoniano.
Sembra quasi che ciò che questi indimenticabili personaggi provano, pensano e
sentono abbia bisogno di essere espresso in tutti i linguaggi possibili, di
essere decantato con ogni mezzo per parlare direttamente al cuore del lettore.
Un ulteriore merito di Moore è senza dubbio quello di rivisitare alcuni luoghi
comuni e alcuni topos cari all’immaginario americano: l’autore si cimenta con il
genere giallo e con il poliziesco, dipinge l’affresco di un universo malavitoso
che pur nella sua originalità richiama gli eccessi di una certa produzione
televisiva degli anni ’80, prende in giro le fissazioni estetiche degli anni
’90, cita 'Batman' e 'Xena la guerriera', e in mille altre situazioni gioca sul
filo del ‘già visto’ con intelligenza e stile.

‘Strangers in Paradise’ è un romance, un thriller, un romanzo di formazione, una
commedia esilarante e un dramma straziante. Al di là dei meriti stilistici e
contenutistici (ampiamente riconosciuti dal meritato Eisner Award del ’96) siamo
davanti a un racconto che non abbandona il lettore nel momento della chiusura
dell’albo, ma che gli rimane dentro, incitandolo a cercarsi il proprio angolo di
Paradiso, portandolo a chiedersi dove siano il proprio David, la propria Katchoo.
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