ELFQUEST
a cura di Emy

 

Cover edizione americana

Edizione americana
TITOLO: Elfquest
AUTORI: Wendy e Richard Pini
CASE EDITRICI: WARP, Marvel, DC
NUMERO VOLUMI: Serie in corso

Edizione italiana
TITOLO: Elfquest
CASA EDITRICE: Macchia Nera, che dal 1997 al 2000 (anno in cui la casa editrice è defunta) ha pubblicato 32 numeri, pari alle prime quattro saghe e ai primi 66 numeri dell’edizione americana. Mancano altre otto saghe.

LA STORIA
Elfquest è un fumetto fantasy che è stato pubblicato in Italia a partire dal 1997 dalla casa editrice Macchia Nera.
La storia narrata in questo comic, che è una produzione indipendente degli anni Settanta dei coniugi americani Wendy e Richard Pini, proposta come alternativa al filone supereroistico, è affascinante quanto originale, suggestiva e coinvolgente.
Qui si racconta del “mondo delle Due lune”, Abode, dove vive una particolare razza elfica, nata dall’unione tra lupi ed Elfi (!): i Wolfriders. Costoro conservano la grazia delle fattezze elfiche, ma le loro stature sono decisamente ridotte rispetto agli elfi dell’immaginario collettivo: poco meno della metà! Gli Elfi Alti, ossia gli elfi come ci sono noti, sono i diretti antenati di questa piccola comunità elfica che, proprio per cercare la loro dispersa parentela, nonché per difendersi dai sempre più minacciosi e primitivi esseri umani, dà inizio alla Quest, alla ricerca degli Elfi.
Capo indiscusso dei Wolfriders è il coraggioso Cutter, insuperabile nella lotta, è il primo a capire la necessità e l’importanza della Quest. Cutter, Leetah e SkywiseAccanto a lui facciamo ben presto conoscenza della saggia e più matura Leetah, appartenente al “popolo del sole”, la prima comunità elfica che i Wolfriders incontreranno nel loro cammino.
La storia d’amore tra Leetah e Cutter inizialmente prende il sopravvento, ma poco a poco tutti gli altri compagni di Cutter si ritaglieranno un posto importante nella trama: il curioso Skywise, “fratello di Cutter in tutto –tranne che nel sangue” –come dice la stessa Leetah; il rude e testardo Strongbow, dall’incrollabile odio verso gli esseri umani; Aurora, la bionda e giovane cugina di Cutter…

CONSIDERAZIONI
Queste le basi della trama, ma voler descrivere la bellezza di questa storia unita agli sbalorditivi disegni è impresa più che vana: Wendy e Richard Pini hanno dato vita a un vero capolavoro, appassionato e appassionante, fresco e ispirato tanto che, nonostante sia stato composto a partire dalla fine degli anni Settanta, non risulta per nulla datato. Le trame risentono delle letture tolkeniane e delle buone e sane regole del fantasy classico, mentre i disegni, dall’inchiostratura attenta e precisa, ritraggono finanche la più piccola minuzia nelle elaborate vignette le quali risultano, nonostante ciò, niente affatto pesanti o difficili alla lettura.
Una delle ultime cover americaneDa allora molte cose sono cambiate, e anche se gli inizi non sono stati dei più promettenti (la prima rivista su cui Elfquest venne pubblicato, Fantasy Quarterly, chiuse al primo numero), l’ostinazione di Wendy e Richard ha permesso alla Quest di proseguire sotto l’egida di un proprio marchio: la WARP (Wendy and Richard Pini). In uno scenario dove il mercato era dominato dalla guerra editoriale tra Marvel e DC, i Pini proposero una serie quadrimestrale dall’impronta romanzesca e con episodi indissolubilmente legati l’uno all’altro, quindi difficilmente fruibili dal lettore occasionale. La loro fu una vera e propria scommessa, ma alla fine il tempo e il pubblico hanno dato loro ragione.
E così dalla prima serie, durata in tutto 21 numeri, l’universo di Elfquest ha continuato a crescere ed espandersi con ulteriori miniserie che hanno esplorato tempi e personaggi, e non è mancata una ristampa da parte della Marvel del primo arco di storie e in tempi più recenti un'altra ristampa della DC Comics. Personalmente ritengo che le saghe più valide siano le prime tre, caratterizzate da un bianco-nero di pregio, mentre nelle seguenti il colore -unito al fatto che altri disegnatori si sono avvicendati nella realizzazione del comic oltre a Wendy Pini- non rende giustizia alla bellezza dei disegni.
Il valore dell’opera rende comunque particolarmente duro il caso che in Italia, in seguito alla chiusura della Macchia Nera, nessuna casa editrice abbia ripreso e/o ristampato questa saga. Forse il fatto che sia in preparazione un film in CG ispirato alle creature dei coniugi Pini cambierà le cose.

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