ROSA PASTICCIO
Pagina a Cura di Emy
IN
GIAPPONE:
Titolo: Shiroi Egmont
Tradotto: Egmont Bianco
Autrice: Riyoko Ikeda
Casa Editrice: Shueisha
Prima pubblicazione: 197?
Racconto breve.
IN ITALIA:
"Rosa Pasticcio" è un breve racconto a fumetti della grande Ikeda (autrice di
"Versailles no bara"/Lady Oscar e "Oniisama e
"/Caro Fratello),
pubblicato nel 1984 sul settimanale "Candy Candy" del Gruppo Editoriale Fabbri,
dal n.174 al n.178. L'opera è stata pubblicata integralmente. La sinossi seguente si basa sull'edizione italiana e segue perciò i
nomi dell'adattamento italiano. Per conoscere i nomi originali ed eventuali censure, date
un occhio al box "Adattamento Italiano".
TRAMA
Rosa è una studentessa sedicenne, totalmente goffa e con la testa tra le nuvole.
Perfettamente consapevole del suo essere maldestra, darebbe qualsiasi cosa per cambiare
carattere e -magari- fare colpo sul bel Morgan, suo compagno di classe. Morgan è più
grande di un paio d'anni di lei, è rimasto indietro con gli studi a causa di una lunga
malattia avuta in passato.
In classe Rosa è presa di mira da Ruth, bella ed
intelligente capoclasse, che le rinfaccia la sua sbadataggine, ma d'altro canto è
sostenuta da Linda, la sua migliore amica. Rosa invidia moltissimo la sicurezza di Ruth, e
crede che anche Morgan abbia un debole per lei. Linda, sapendo che Rosa ha una seria cotta
per Morgan, cerca in qualche modo di rassicurarla, ma la ragazza è sempre più confusa a
riguardo. Un giorno, di ritorno da scuola, Rosa e Linda osservano affascinate uno
splendido mantello bordato di pelliccia
Rosa lo vorrebbe tantissimo, ma il prezzo è
davvero al di sopra delle sue disponibilità finanziarie. A scuola, Rosa apprende da
Morgan il suo interesse per la musica lirica, in particolare per la "Boheme" di
Puccini. Dopo l'incontro, la ragazza nota a terra il tesserino ferroviario di Morgan e lo
porta a casa con sé: dentro c'è la foto di una bella ragazza, chi sarà? Il giorno dopo
Rosa vorrebbe restituire il tesserino al ragazzo, ma lo trova in compagnia di Ruth
Ruth gli sta infatti confessando i suoi sentimenti, anche lei è innamorata di lui! Morgan,
garbatamente, la respinge. Allontanatasi Ruth, Rosa restituisce il tesserino al compagno
di scuola. Di ritorno a casa, compra il disco della "Boheme" per regalarlo a
Morgan in occasione del Natale; inoltre decide di tagliarsi i capelli come la ragazza
della foto per diventare più carina. Ma il parrucchiere sbaglia taglio, Rosa non somiglia
per niente alla ragazza della foto! Nonostante questo, Rosa decide di andare ugualmente a
casa di Morgan per dargli il disco. Quando Morgan le apre la porta di casa, per un attimo
gli sembra un personaggio delle fiabe. Poi Rosa gli offre il disco, Morgan le dice di
entrare per riscaldarsi un po'
nella stanza, c'è un'altra foto della bionda
sconosciuta. Ad un'occhiata interrogativa di Rosa, Morgan risponde che quella è Bianca,
il suo primo amore. La incontrò in ospedale, quando era malato. Lei era appassionata
della lirica, e un autentico disastro a causa delle sue distrazioni, un po' come Rosa. Ma
morì dopo pochi mesi, a causa di una malattia incurabile. Morgan ringrazia Rosa di
essergli vicino, di somigliarle tanto e le chiede una sua foto
è l'inizio di una
nuova storia d'amore.
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ADATTAMENTO ITALIANO
"Shiroi Egmont" (tradotto: "Egmont Bianco"),
oltre alla "solita" colorazione, al ribaltamento delle tavole e allo
stravolgimento del titolo ("Rosa Pasticcio"), ha subito anche uno stravolgimento
totale dei nomi: Michiko (Rosa); Yukie (Linda); Jooshi (Ruth); Shimura (Morgan). Inoltre
si segnala anche un intervento di rilievo: la "Boheme" di Puccini è
nell'originale l'"Egmont" di Beethoven (da cui il titolo!). Per maggiori
informazioni circa la raccolta in cui questo racconto è stato pubblicato in Giappone,
consulta la review "Shiroi Egmont", a cura di Giuseppe De Pasquale, presente in
questo sito.
CONSIDERAZIONI
"Shiroi Egmont" non è un esempio della migliore Ikeda, ma, poiché una maestra
è sempre una maestra, ella riesce grande anche quando si mette all'opera su un raccontino
senza pretese! Ecco perché "Shiroi Egmont", perfetto nel meccanismo narrativo e
dalla grafica attraente, si legge piacevolmente ancora oggi, e fa desiderare che altri
racconti brevi di questa autrice vengano pubblicati nel nostro paese (con un'edizione più
rispettosa nei confronti dell'originale, certo!). |