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Capitolo
1: Oltre la fontana.
Misuzu Miyano ha sedici anni, frequenta il primo liceo e
condivide con l’amica Takashi una grandissima passione
per la musica. Un giorno viene scelta, a sua insaputa e
con grandissimo rammarico, come partecipante al gruppo
di sostenitori per la festa dello sport della scuola. La
sua insofferenza si trasforma ben presto in entusiasmo
quando conosce il senpai Kayama, capo dei sostenitori.
Il sogno di Kayama è quello di emulare le gesta del
padre che anni prima ebbe l’onore, come tradizione, di
essere spinto nella fontana del cortile: onore riservato
al capo dei sostenitori della squadra vincitrice. Kayama
è un ragazzo carino, allegro ed energico e la sua
presenza influenza non poco la dolce Misuzu che vive,
per la prima volta, emozioni fortissime a cui non riesce
a dare un nome.
Dopo alcuni giorni di prove estenuanti arriva finalmente
la festa dello sport. I sostenitori capitanati dal
senpai Kayama fanno del loro meglio, ma l’impegno non
sempre viene premiato e la squadra perde alla gara di
staffetta nonostante a correre sia il senpai Mima, ex
campione di atletica. Alla tristezza per la gara persa
si aggiunge ben presto anche la tristezza dell’addio: il
senpai Kayama deve trasferirsi con la famiglia nel
Kyushu. La notizia sconvolge Misuzu che si rende conto
di amare, ricambiata, il senpai. Alla dolce Misuzu
restano però tantissimi ricordi e la dolcezza del primo
amore.
Capitolo 2: Una canzone d’amore.
Takashi
Hashimoto ha poca fiducia in se stessa e odia il proprio
nome e il proprio corpo, che reputa troppo poco
femminili. I problemi personali però non impediscono a Takashi di dedicarsi con passione alla musica, suo
grande amore. La ragazza è infatti membro del club di
radiofonia e, da una stretta e angusta stanza, trasmette
agli studenti le canzoni, soprattutto d’amore, che
accompagnano le loro giornate. Nella piccola sala del
club incontra il senpai Mima, ragazzo tanto bello e
perfetto quanto misterioso, e ne resta subito
affascinata. I due, che lavorano insieme per un progetto
scolastico, iniziano timidamente a conoscersi. Ben
presto Takashi si rende conto che dietro al sorriso di
Mima, sempre allegro e gentile, si nasconde in realtà
una persona del tutto diversa. Lo strano carattere di
Mima la destabilizza: inizia a provare l’ebbrezza di un
amore che nasce, ma anche la tristezza del sentirlo
lontano.
Un giorno, per puro caso, vede la ragazza di Mima con un
altro e non sa se riferirlo al senpai, temendo di
ferirlo. Dopo alcuni giorni, mentre è con Mima nella
sala radiofonica, assiste a un furioso litigio tra il
ragazzo e un suo ex-amico e così la verità viene a
galla: Mima ha rubato la ragazza al suo amico d'
infanzia per poi lasciarla in malo modo dopo mille
futili promesse. Takashi è sconvolta da ciò che ha visto
e sentito, non reputando capace di simili azioni proprio
il ragazzo di cui è innamorata. Mima però le fa capire
che dietro al suo volto sorridente si nascondono zone
d’ombra e di debolezza e che, pur amando la sua
ex-ragazza, non riusciva a essere felice sapendo di aver
ferito il suo amico. Dopo questa confessione Takashi
decide di essere altrettanto sincera e dedica una
canzone al suo senpai che l’ascolta, nel cortile,
sorridendo. E' una canzone d’amore.
Capitolo 3: Tentativo a quindici anni.
Sonomi
è da sempre innamorata di Atsushi, suo amico d’infanzia.
Il ragazzo, però, sembra non rendersi conto si essere
oggetto di un amore così sincero e devoto e confida
all’amica di essere attratto da una ragazza della sua
scuola: Misuzu Miyano. Atsushi è membro del club di
fotografia e, tra le numerose foto scattate alla festa
dello sport, la sua preferita è quella che ritrae Misuzu
di spalle mentre prega per la vittoria della sua
squadra. Sonomi è ovviamente molto triste per questa
confessione e decide di indagare sulla ragazza. A
insaputa di Atsushi, invita - in maniera piuttosto
brutale, a dir la verità! - Misuzu e Takashi a prendere
qualcosa da bere e riesce a scoprire che la sua rivale è
fidanzata con un ragazzo che, purtroppo, vive lontano.
Sonomi è felicissima della notizia e corre da Atsushi
che, senza nemmeno ascoltarla, non perde occasione per
tessere nuovamente le lodi di Misuzu. A quel punto
Sonomi, triste e delusa, gli urla che il sentimento che
prova per Misuzu lo farà solo soffrire. Atsushi non
reagisce bene a questo sfogo e Sonomi corre via
disperata.
Dopo alcune ore Atsushi decide, preoccupato, di andare a
cercare Sonomi e la trova nei pressi di una fontana
mentre cerca di rimediare ai danni di una permanente
riuscita male. Lo scopo della ragazza era quello di
avere i capelli ricci proprio come quelli di Misuzu,
sperando di poter finalmente apparire come una donna
agli occhi di Atsushi.
Con un pianto liberatorio Sonomi confessa il suo amore.
Atsushi ne sembra sconvolto, ma per la prima volta
riesce a vedere la sua amica come una donna e non come
una sorellina. Che per i due sia un nuovo inizio?
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Piccola
curiosità: il liceo in cui si svolge la storia è lo
stesso frequentato dall’autrice. Questo particolare,
apparentemente di poco conto, spiega l’atmosfera
nostalgica e familiare che pervade tutto il manga.
Sembra quasi di poter vedere l’autrice camminare per gli
stessi corridoi, oppure seduta nel cortile ad ascoltare
le canzoni d’amore trasmesse dal club di radiofonia.
Non nascondo di aver avuto alcune difficoltà nel
riassumere la storia del volume: sia perché non sono un
bravo scrittore, ma soprattutto perché la trama di
questo manga è talmente semplice da essere quasi
inesistente. La storia è fatta di attimi e a leggerla si
ha l’impressione di sfogliare un album di vecchie
fotografie. La relativa banalità della trama non deve
però trarre in inganno. I momenti, più o meno
importanti, che scandiscono la vita delle protagoniste
sono poveri di eventi eclatanti, ma questo permette al
lettore di concentrarsi sulle protagoniste, sulle loro
pene d’amore e sulle loro riflessioni, dimenticando
tutto il resto.
Interessante la struttura dell’opera, fatta di capitoli
autoconclusivi che sono però legati da un filo sottile e
invisibile: ciò permette alla Ichiguchi di raccontare
diversi aspetti del primo amore - quasi personificati
dalle tre giovanissime protagoniste - e al tempo stesso
di metterli a confronto. Il primo amore può essere dolce
e innocente come Misuzu, silenzioso e sofferente come
Takashi oppure impulsivo e devoto come Sonomi. Da questo
confronto non si ha, ovviamente, un vincitore e tutti
hanno pari dignità e speranza, ma anche sofferenza. La
Ichiguchi, con grande sensibilità, non entra
prepotentemente nella storia (cosa che purtroppo si vede
spesso e volentieri in molti shoujo), ma assume il ruolo
di spettatrice esattamente come noi lettori.
Interessanti anche i protagonisti maschili, ben lontani
dai soliti cliché che tanto piacciono ad alcune mangaka.
Nonostante lo spazio a loro dedicato sia, in realtà,
infinitesimale rispetto a quello dedicato alle
protagoniste, riescono comunque a emergere e a essere
ben caratterizzati. Mima, Kayama e Atsushi non sono
privi di difetti, ma a noi appaiono perfetti perché così
appaiono agli occhi delle ragazze che li amano e che a
loro sono, al tempo stesso, opposte e complementari. I
disegni rispecchiano perfettamente lo spirito del manga:
semplici, puliti e senza troppi fronzoli. Gli sfondi
sono quasi inesistenti, ma non se ne sente la mancanza.
Le inquadrature sono infatti fisse sulle protagoniste,
sui loro volti e sulle loro lacrime, come una telecamera
che le scruta e le scopre, incurante del mondo che le
circonda.
In definitiva, è un’opera decisamente valida che mi
sento di consigliare a chi ama le storie riflessive,
semplici e ingenue.
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L'autrice
Keiko Ichiguchi, in arte Keiko Sakisaka, è nata a Osaka
il 19 dicembre 1966, ma vive e lavora a Bologna.
La sua carriera di mangaka inizia ai tempi del liceo,
quando si diletta a scrivere e disegnare fanzine. E' in
quegli anni che la giovanissima Keiko capisce di voler
trasformare la sua passione in una professione e nel
1988 partecipa, vincendo, al "Concorso per giovani
autori di fumetto" indetto dalla casa editrice
Shogakukan. Con i soldi ricevuti per il primo premio,
decide di trasferirsi in Italia per completare gli studi
universitari in Lingue Straniere e, in particolare, in
Lingua e Letteratura Italiana. In Italia conosce Dario
Argento, regista che ammira molto e che ha reso
“oggetto” della sua tesi di laurea. Terminati gli studi
e tornata in patria, Keiko - che usa lo pseudonimo Keiko
Sakisaka per nascondere la sua professione alla famiglia
- inizia a collaborare con la casa editrice Shogakukan,
per la quale pubblica diverse opere. Nel 1994 la
ventottenne Keiko decide di lasciare il Giappone e
trasferirsi definitivamente in Italia, in cerca di nuovi
stimoli. A Bologna incontra i Kappa Boys e inizia una
duratura e fruttuosa collaborazione con la Star Comics.
Oggi Keiko non si limita alle traduzioni, ma scrive
articoli per la rivista Kappa Magazine e continua a
disegnare manga con la stessa passione di sempre.
Se cercate altre informazioni su Keiko Ichiguchi, il posto
giusto è il sito ufficiale, curato dal bravo Francesco
Carola.
KEIKO
ICHIGUCHI OFFICIAL SITE
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