CONSIDERAZIONI a cura di Shion
Abbandonate le ambientazioni di tipo fantasy delle opere precedenti, le Clamp con Card Captor Sakura hanno creato una serie tipicamente majocco. Vi ritroviamo infatti tutti gli elementi tipici di questo genere: la protagonista di solito ancora alunna delle elementari che riceve poteri magici che le permettono di combattere contro i malvagi, l’animaletto inseparabile compagno della protagonista e l’immancabile avversario. Se Sakura fosse solo questo non si distinguerebbe dalle altre serie majocco. Ma le Clamp non si sono limitate a ciò ed accanto alla protagonista vivono tutta una serie di personaggi le cui vicende si snodano lungo il filo conduttore della trama principale: la storia tra Yukito e Touya, le vicende di Mizuki ed Eriol e quelle dei compagni di scuola arricchiscono la storia di particolari interessanti.
Con la storia tra Yukito e Touya le Clamp affrontano
poi la tematica shonen ai a loro tanto cara: anche se non viene mai
esplicitamente specificato nel corso dell’opera il rapporto che lega i due
personaggi, a più riprese viene lasciato intuire quanto c’è di sottinteso ed il
legame tra i due viene pian piano alla luce agli occhi del lettore. Inoltre
anche l’amicizia di Tomoyo verso Sakura è talmente forte che può talvolta far
pensare più all’amore (platonico in ogni caso) che non ad una semplice amicizia.
Abbiamo poi la vicenda di Terada, professore di Sakura, e la piccola Rika
compagna di classe di Sakura e quindi alunna di Terada.
La piccola, che per la
sua età ha comunque un comportamento molto maturo, è innamorata infatti del suo
professore e Terada sembra ricambiarla ed i due si vedono spesso insieme. La
loro relazione non è però esplicita e la loro grande differenza di età (9 lei,
25/30 lui) può creare molte perplessità nel lettore visto che il professore è
ormai un adulto mentre Rika è solo una bambina… forse Terada non volendo far
soffrire la sua piccola alunna contraccambia come può il suo sentimento in
attesa che Rika maturi e trovi la sua strada. Dunque Sakura non è un semplice
majocco né un semplice shoujo destinato alle bambine: nonostante il target
infantile a cui è rivolto, la mescolanza di tutti questi elementi lo rendono
interessante anche agli occhi di un pubblico più maturo che si lascerà
senz’altro conquistare dalla dolcezza della piccola Sakura.