CONSIDERAZIONI
A cura di Shion
L'autrice in un free talk ha ammesso di essersi
ispirata per creare il suo personaggio ad alcuni vecchi anime come "Maho no Star
Magical Emi", "Cat's Eye" e "Lupin III", riuscendo secondo me a
mixare perfettamente le tre componenti principali di ognuno di questi anime. Ritroviamo
infatti gli spettacolari giochi di prestigio tipici di Magical Emi uniti agli spericolati
furti di Lupin e alla componente sentimentale di Cat's Eye: come Hitomi (Sheila in Italia)
inviava biglietti di "sfida" al suo innamorato Toshio, così Meimi li invia ad
Asuka. Ovviamente in Saint Tail viene data molta più importanza al lato sentimentale e ad
occupare il primo piano nella storia è proprio la tormentata storia fra Meimi/Saint Tail
ed Asuka.
Il tratto della Tachikawa è molto carino, i visi anche se appaiono un po' schiacciati non
mancano di spessore ed ogni personaggio appare ben caratterizzato. Ciò che può lasciare
spiazzati in questo shoujo è il riferimento alla religione occidentale, infatti la scuola
frequentata da Meimi è una scuola gestita da suore ed anche Seira è una novizia, ma
l'autrice può aver scelto questo particolare tipo di sfondo per dare un tocco più
"esotico" alla sua opera, vale a dire che, così come a noi un'ambientazione
tipicamente giapponese appare affascinante e misteriosa, al lettore giapponese dei
riferimenti più occidentali come appunto la scuola di Meimi o il personaggio di Seira o
anche la breve preghiera che Seira e Meimi rivolgono a Dio prima che Saint Tail vada a
compiere un furto, devono apparire particolarmente misteriose ed affascinanti! Questo
riferimento alla religione occidentale non va quindi interpretato alla lettera, ma
semplicemente visto come un qualcosa in più che l'autrice ha voluto dare alla sua opera.
La pubblicazione in Italia di questo shoujo è probabilmente dovuta al passaggio
televisivo, non credo che altrimenti sarebbe giunta qua da noi pur essendo tutto sommato
una storia gradevole e ben disegnata, infatti la Tachikawa che ha scritto dopo Saint Tail
altre storie molto carine, forse anche più belle di Saint Tail come "Dream
Saga" e "Cyber Idol Mink", è caduta purtroppo nel dimenticatoio.
Considerazioni by Emy
"Kaitou Saint Tail" è uno dei tanti manga
pubblicati su "Nakayoshi", rivista con un target molto giovane, pertanto non
stupisce che la serie non affronti argomenti seriosi o impegnati. L'opera
offre quindi una lettura svagata: a suo favore, il fatto che con essa si inaugura il
sottogenere dei "kaitou", ossia i manga i cui protagonisti sono "misteriosi
ladri" con poteri magici o quasi (in questo filone sono inquadrabili opere come
"Kamikaze kaitou Jeanne" o lo stesso "DNAngel"). A suo sfavore: la
grafica e la sceneggiatura non esprimono livelli eccelsi, dal momento che narrativamente
fanno qua e là capolino banalità o situazioni già viste, mentre graficamente la tavola
è invasa da personaggi simpatici ma che poco spazio lasciano a sfondi elaborati o
approfondimenti di tipo registico o di montaggio, conferendo al tutto un' impressione di
sommarietà. E -per quanto riguarda l'edizione italiana- l'adattamento grafico
superficiale usato per i primi titoli di "Amici" non aiuta.
Concludendo: personalmente consiglio
questo manga ai più incalliti majokko-fan, oppure a chi ne ha apprezzato la graziosa e
coloratissima serie televisiva.
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20/06/2004
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