CONSIDERAZIONI
A cura di Paul_v
New York New
York tratta il tema dellomosessualità, e le
questioni ad essa legate, con una delicatezza e uno sforzo di
realismo non comune a molti altri manga del genere. New
York New York si colloca infatti nel genere degli shonen ai,
manga a tematica omosessuale rivolti prevalentemente a un
pubblico femminile. Più che una descrizione realistica della
vita gay, questi manga presentano una storia ideale, dai toni
enfatici e sentimentali, con al centro due immancabili bishonen (bei
ragazzi).
Certo, New York New York non sfugge allo schema del
genere: protagonisti sono due splendidi ragazzi, che, a ben
vedere, mostrano due caratteri stereotipati e piuttosto
prevedibili; luno, Kain, la figura maschile, è
un poliziotto dai modi apparentemente duri, ma che sono solo la
corazza di un animo che si rivelerà prontamente sensibile e
bisognoso di amore; Mel, dai tratti più palesemente femminili,
è lanimo che si conserva puro e innocente sfuggendo sempre
a uno stato di corruzione, che, però, si trascina dietro come
unombra.
Lenfasi e il patetismo del genere sono affidati proprio a
questo personaggio, a tratti davvero irrealistico: Mel è sempre
al centro di eventi traumatici e violenti, che si susseguono uno
dopo laltro, e il più delle volte lo troviamo con un volto
da cui sgorgano lacrimoni destinati a stimolare il senso di
protezione di Kain. Questultimo ha caratteri certo più
realistici, che davvero possiamo ritrovare in una comune persona
omosessuale: la difficoltà di accettare la propria stessa
sessualità, non tanto internamente bensì esternamente, data
dalla consapevolezza di un pregiudizio che non risparmia nemmeno
le figure solitamente più vicine a una persona, quelle
genitoriali.
Kain,
allinizio della nostra storia, è in una sorta di fuga
perenne, fuga dalla propria autenticità nello stordimento di
notti di sesso senza amore. Ma sarà proprio larrivo di Mel
a convincere Kain a non fuggire più, a uscire dal suo mondo di
finzione.
Per quanto spesso patetico e idealizzato, credo che il
personaggio di Mel sia il vero punto di forza della storia: è la
sua dolcezza, la sua capacità di alzarsi dal fango della sua
vita passata, a muovere la vicenda. Un ruolo debole
il suo, ma solo apparentemente. La debolezza più vera, e più
realistica, è quella di Kain, quella di chi non vuole uscire
allo scoperto per restituire un margine di sincerità alla
propria esistenza; e sarà proprio la forza di Mel, una forza che
si esprime, perché no, con le lacrime, a proteggere Kain. Se
Kain protegge Mel dagli assalti esterni, Mel protegge Kain dagli
assalti della sua coscienza ferita dal pregiudizio . Kain, grazie
a un angelo biondo, imparerà a piangere: e davanti alla madre,
che riesce, in un certo senso, a riacquisire , in quegli attimi,
un ruolo temporaneamente affidato a Mel.
Gli schemi del genere vengono così variati e arricchiti da una ricerca psicologica che raggiunge, in alcune pagine, una sottigliezza notevole; ne è un esempio, forse unico nella sua forza, la scena del perdono di Mel nei confronti di Kain, che lo ha appena tradito con Josh: scena molto enfatica, ma che, di contro, riesce a esprimere un sentimento semplice, primitivo; scena in cui lenfasi, per una volta, non ingigantisce esageratamente lamore fra i due ragazzi, ma lo esalta nella sua purezza.
New
York New York si può dividere, in maniera piuttosto chiara,
in due parti: purtroppo, a mio avviso, la prima parte esaurisce
già quella che è la vicenda amorosa di Kain e Mel. Alla fine di
questa prima parte possiamo dire di conoscere più o meno a fondo
i due protagonisti, dopo che hanno superato numerose prove nella
lotta con il mondo esterno.
Con la seconda parte, il manga diventa, quasi inspiegabilmente,
un poliziesco, un thriller in cui domina la figura stereotipata
di un serial killer (che non mancherà naturalmente di mettere le
mani sullo sventurato Mel); forse un modo per sfruttare il fatto
che Kain sia un poliziotto, o, più semplicemente un modo per
allungare la storia e rendere la vicenda ancora più
unica ed enfatica: ma di un enfasi che carica il
tutto di un patetismo deleterio.
Questa seconda parte può anche essere divertente nel suo ritmo
incalzante, ma rappresenta quasi una vicenda giustapposta, priva
di legami profondi con la prima parte. Lamore fra Kain e
Mel si era espresso meglio qui, in scene più intime e quotidiane,
e non in una vicenda tinta di giallo in cui Kain deve salvare un
Mel legato a letto alla mercé di un sadico assassino. Il male
più vero traspariva dal pregiudizio della gente comune e delle
persone più vicine ai due ragazzi, non certo dalla perversione
di un killer che sa di cliché.
Anche la breve ultimissima parte, quella che affronta la
questione delladozione, non aggiunge quasi niente a una
storia che ha la sua base nel sentimento amoroso in quanto tale e
non in quanto omosessuale. Tanto è vero che lautrice ha
laccortezza di concludere degnamente il manga con il
ricordo del primo incontro fra Kain e Mel: scena che comunica
molto di più di qualsiasi altra tra sparatorie e lacrimoni.
In definitiva, un manga degno di essere letto (e ristampato), dal disegno pulito e lineare, a tratti davvero espressivo, nella consapevolezza di trovare in esso non un tracciato di vita gay, bensì una storia damore dalla bellezza ideale.