LA STORIA
A cura di
Giorgia-bi
Volume 1
‘Destra… sinistra…destra…avanti dritto…l’uscita…’
Queste parole prive di significato riecheggiano nella mente di Noriki Tarato, un
giovane tormentato da allucinazioni popolate da esseri mostruosi, all’interno
delle quali compare spesso un individuo a lui sconosciuto che gli rivolge queste
indicazioni. Noriki è un ex-tossicodipendente, eppure queste allucinazioni
sembrano racchiudere dei flashback piuttosto che dei veri e propri deliri dovuti
al passato abuso di droghe.
Soprannominato da tutti ‘l’elettricista’ per la sua professione, egli si
guadagna tuttavia da vivere principalmente grazie ai lavoretti da detective
procuratigli dall’enigmatico dottor Wey, un primario dell’ospedale di Shunjuku,
la dissestata zona in cui vive il protagonista. Wey è un personaggio temuto e
rispettato persino dalla malavita locale, con cui intrattiene dei traffici poco
chiari.
La vita di Noriki subisce un profondo mutamento il giorno in cui Wey gli assegna
l’incarico di trovare la sorella di un suo collega, il dottor Okada del
dipartimento di anatomopatologia. Stando alle parole del fratello, la ragazzina
– una quindicenne di nome Nimiya – sarebbe scappata di casa in seguito a un
litigio.
Noriki accetta l’incarico, anche se fin da subito il signor Okada inizia a
ispirargli antipatia: l’occhialuto medico legale sembra avere una vera
fissazione per la bellezza, in particolare per le persone che a suo giudizio
presentano dei particolari perfetti. Mentre insegue un personaggio incappucciato
che gli sembrava pedinare Okada, Noriki incappa in una delle proprie
allucinazioni: l’inseguitore si trasforma in una creatura grottesca, una sorta
di collage di pezzi umani che si dissolve nel nulla, per lasciar posto a un
gruppo di manichini contorti che sbucano dalle mura circostanti. Le urla di Noriki di fronte a questi esseri – visibili solo a lui – attirano l’attenzione
di un agente che vuole trascinarlo con sé alla stazione più vicina, accusandolo
di essersi drogato. In suo soccorso giunge una sconosciuta che atterra il
poliziotto e lo trae al sicuro.
La misteriosa salvatrice è proprio Nimiya, la quale sembra molto interessata a
ciò che Noriki ha appena visto. La ragazza ha un aspetto molto maturo e
aggressivo per la propria età, e spiega di non essere affatto la sorella di Okada, ma di essere stata catturata da lui poco dopo essere giunta a Shunjuku.
Il motivo che l’aveva condotta fin lì è l’ordine trasmessole da uno spirito
messaggero, che la invitava a trovare il Costruttore di Marionette e ad entrare
in possesso della Marionetta; dopo aver ricevuto tale ordine, aveva visto morire
il nonno con cui viveva e non sapendo che altro fare si era recata verso il
luogo designato.
La difficoltà principale del suo compito – oltre al fatto di non avere idea di
CHI o COSA sia il Costruttore di Marionette, tanto che lo aveva dapprima
identificato in Okada - sta nel non essere l’unica a cercarlo: gli shikigami, i
demoni in cui Noriki si è appena imbattuto cercano di batterla sul tempo,
creandole molte difficoltà dal momento che, pur essendo in grado di
distruggerli, Nimiya non è in grado di vederli. Per questo motivo, le farebbe
davvero comodo l’aiuto del ragazzo. Nimiya non sa chi le abbia dato quell’ordine,
e perché: Noriki non sa decidere se crederle o meno, quindi la lascia scappare.
Quella sera si reca dal dottor Okada per un confronto, ma una volta capito ciò
che l’investigatore è venuto a sapere, il medico lo colpisce alle spalle
atterrandolo. Il ragazzo si risveglia in un laboratorio accanto ad un
inquietante manichino incompleto composto da pezzi umani, che Okada prelevava
dalle proprie vittime sulla base dei propri criteri estetici: ora Noriki ha
finalmente capito perché Nimiya lo avesse scambiato per il Costruttore.
Nel frattempo il dottore ha visto Nimiya avvicinarsi alla propria casa e le è
andato incontro, impaziente di impossessarsi dei suoi splendidi occhi per
aggiungere un ulteriore pezzo al proprio manichino. Pur detestandolo, Nimiya
cerca di convincerlo a lasciare la zona, dato che qualcosa di ben più diabolico
di lui si sta avvicinando: Okada la ignora, e finisce fatto a pezzi da un nemico
invisibile.
Una volta uscito dal laboratorio, Noriki viene aggredito dagli shikigami – e da
ciò che rimane di Okada – ma non riesce a capire cosa stia accadendo perché
proprio in quel momento viene assalito dal solito flashback, quello dello
sconosciuto che gli indica la direzione da seguire. Nimiya corre in suo aiuto
per scuoterlo, e gli assicura che tutto ciò che sta vedendo è reale. Unendo la
‘vista’ di Noriki alla potenza distruttiva di Nimiya, i due riescono a
sconfiggere i nemici. Noriki realizza con stupore che Nimiya assomiglia
moltissimo allo sconosciuto delle sue visioni, e prima di perdere i sensi trova
la forza di chiederle chi lei sia veramente, ottenendo una risposta enigmatica:
“Sono la burattinaia”.
Svegliatosi in ospedale dopo quattro giorni di sonno ininterrotto, Noriki decide
di non voler avere più nulla a che fare con Nimiya e gli shikigami. Nei giorni
successivi il numero degli shikigami aumenta vistosamente, e tra i tossici della
zona si diffondono delle pillole che sembrano sprigionare i mostri dai cadaveri
dei malcapitati. Nimiya cerca pertanto di convincere Noriki ad unirsi a lei
pedinandolo ed aiutandolo in vari frangenti, finché l’elettricista cede e le
propone uno scambio: lui le presterà i suoi occhi, mentre lei gli assicurerà
protezione contro gli shikigami.
Una volta sancita l’alleanza, Noriki e Namiya si gettano a capofitto nella
ricerca dello spacciatore che ha diffuso le pillole infette: tutte le tracce
sembrano condurre verso un certo Chen Xuan Tai che le avrebbe vendute al mercato
nero sfruttando l’affidabilità della malavita cinese. Noriki si reca nel covo
della malavita, e sulla strada si imbatte in un vecchio sinistro, che gli intima
di non condurre il burattinaio al Goryoukai (il palazzo degli spiriti sacri) e
di bloccare la diffusione delle pillole – che chiama oshira – prima che
l’equilibrio si spezzi. Lo stesso vecchio appare successivamente a Nimiya,
mentre sta raggiungendo Noriki con il dottor Wey: la ragazza vi riconosce il
proprio nonno.
Nel frattempo, tra le file nemiche, uno shikigami scampato a Nimiya riferisce al
proprio superiore – dall’aspetto decisamente umano – di essersi imbattuto in un
burattinaio ed in un individuo capace di vederlo. L’uomo sembra stuzzicato dalla
novità, e afferma che malgrado i preparativi siano quasi terminati, gli Anziani
non avranno nulla da ridire se qualcuno si recasse al Goryoukai per portare
notizie di un burattinaio…