CONSIDERAZIONI
A cura di Giorgia-bi
"Vedere cose
invisibili agli altri...potrebbe essere un'esperienza interessante..."
Questo è ciò che pensa il dottor Wey, l'enigmatico medico nonché datore di
lavoro del protagonista di 'Kugutsu'. Dal canto suo, 'l'elettricista' Noriki
Tarato preferirebbe di gran lunga condurre un'esistenza placida e tranquilla
anziché essere tormentato da flashback e visioni popolate da esseri mostruosi.
La prima parte di questo shoujo manga dalle contaminazioni dark e horror è
incentrata sul conflitto tra la consapevolezza di possedere delle capacità
uniche e il desiderio di ignorare la propria diversità.
L'ingresso in scena di Nimiya, una ragazza giovanissima eppure ben consapevole
di se stessa e del proprio compito, produce un mutamento irreversibile nella
vita di Noriki: eppure, fino all'ultimo, egli cerca di evitare un qualunque
coinvolgimento con una realtà che non è disposto ad accettare.
Malgrado le difficoltà in cui si dibatte, Noriki non è affatto un personaggio
complesso e profondo: le sue azioni e le sue parole sono quelle di un individuo
impulsivo e superficiale, e anche il suo passato da tossicodipendente - peraltro
solo accennato, e mai approfondito a sufficienza - non aggiunge spessore al
quadro che lo delinea.
La protagonista femminile diviene quindi, per contrasto, il nucleo di forza
della coppia: forte, determinata e immune ad ogni forma di scoraggiamento, è
proprio lei a prendere per mano Noriki e a guidarlo nel terrificante mondo delle
marionette.
Questo gioco delle parti si riflette anche nella divisione dei compiti di fronte
ai nemici: Noriki è "l'occhio", colui che riesce a VEDERE l'avversario - un
ruolo canonicamente femminile, da seconda linea - mentre Nimiya è il braccio, la
forza bruta che atterra e distrugge.
Al di là delle scene d'azione, il rapporto tra i due attraversa le fasi della
diffidenza e dell'ostilità prima di approdare ad una dipendenza finalizzata al
compito - trovare il Burattinaio - e infine alla complicità.
Sebbene si tratti di un fumetto incentrato su una trama horror e fantasy, 'Kugutsu'
risente molto delle tematiche legate alla professione di Noriki. L'elemento
investigativo riveste infatti un ruolo determinante nell'andamento della
narrazione, influenzandone l'andamento e le atmosfere: la sequela degli scontri
viene così a essere intercalata da pedinamenti, ricerche di informazioni,
interrogatori e depistaggi.
Per quanto riguarda l'aspetto grafico, la somiglianza con il tratto di Kaori
Yuki è tale da aver tratto a suo tempo in errore quanti trepidavano per una
pubblicazione italiana della mangaka: le differenze tra Noriki e Setsuna di 'Angel
Sanctuary' sono davvero esigue. Al di là della caratterizzazione dei personaggi,
l'uso massiccio di retini neri contribuisce a conferire a 'Kugutsu' il tipico
aspetto da shoujo 'dark', e non mancherà di attirarne gli estimatori.
Nel complesso, 'Kugutsu' rientra nell'insieme di quei titoli 'di genere' che
racchiudono tutte le caratteristiche di una sottocategoria di fumetti e
possiedono le qualità per soddisfarne gli appassionati, ma non raggiungono quel
quid, quel 'qualcosa in più' capace di attirare e appassionare nuovi adepti.