CONSIDERAZIONI
A cura di Livio
I suoi
capelli rosso sangue si erano impigliati in me [
] i loro
lacci più sottili si erano avvolti intorno al mio cuore
(Klimt)
La forte componente erotica, la ricerca della sensualità sia
formale sia istintiva, il gusto per la dimensione onirico-liberatrice
sono tra le prime componenti a balzare allocchio del
lettore. Milk Morizono compie in High Life un
importante passaggio di affinamento di stile e di linguaggio,
inizia a sperimentare nuove tecniche di descrizione
dellamore e del desiderio.
Questa volta si affida ai processi disinibitori del sogno erotico:
i personaggi si muovono in una dimensione che ricorda un iter
onirico finalizzato alla scoperta del piacere, alla rinuncia del
peso formale della morale, una sorta di antologia freudiana , che
gioca sulla dicotomia tra lestasi e la sofferenza, tra il
piacere e il dolore, imprescindibilmente legati tra loro in una
alchimia decadente e affascinante.
High life non è certo lopera migliore della Morizono, né
tantomeno lopera più popolare in madrepatria, eppure è
una interessante opera di formazione, in cui il lettore potrà
trovare i primi esercizi di stile che apprezzerà in seguito in
opere più celebri e più riuscite.
La Morizono, a differenza di molte altre colleghe, descrive una
sensualità volutamente non realistica. Ciò che a lei interessa
non è la verosimiglianza degli eventi, quanto piuttosto il
compiacimento estetico e psicologico della lettrice.
I suoi personaggi sono istintivi e passionali, la comunicazione
avviene per fasi istintive e prelogiche. Gli approcci sono
prettamente fisici, subordinati a lunghi giochi di sguardi, di
complicità, di seduzione, aggiunti ad un tocco (molto nipponico,
peraltro) di morbosa e decadente psicologia.
Sayako e Yoshimaro sono due fratelli, rappresentano
lambivalenza sessuale, e sono tratteggiati secondo i canoni
formali della bellezza fatale. Sayako è la donna ritratta sulla
figura delle dee klimtiane, lessere elementare,
magicamente legato ai segreti della natura: ha lunghi
capelli biondi, un corpo leggiadro e sfuggente, occhi spioventi e
dal taglio lungo. Una sorta di effimera divinità, che potrebbe
sparire da un momento allaltro, che sembra donare
lestasi per il suo compiacimento.
I due fratelli sono ritratti come una trappola carnale e
psicologica, alla quale non è possibile sottrarsi. Due figure
permeate di torbido fascino e di mistero.
Il viaggio che Milk Morizono disegna non va interpretato in
chiave razionale, bisogna essere pronti ad accettare il suo patto
narrativo, per godere di un racconto a tratti persino divertente
nei suoi clichè ma estremamente nuovo nel campo dei ladies
comics anni 80 (ed è innegabile linfluenza che le sue
opere avranno in seguito persino negli shoujo manga scolastici,
che negli anni 90 inizieranno ad esplorare in modo esplicito - e
a volte, purtroppo, in modo grottesco e caricaturale - le
fantasie delle lettrici, nel filone dello 'smut').
Graficamente, High life presenta una formazione
grafica in gran parte debitrice della scuola Shogakukan degli
anni 80, quella scuola che formerà stilisticamente autrici come
Fuyumi Souryo o Keiko Ichiguchi (per citare due esempi noti al
pubblico italiano), che condividono con la Morizono le medesime
figure slanciate e filiformi, i visi allungati dai tratti
angelici e quasi eterei. Ciascuna autrice nel tempo maturerà uno
stile personale, svincolato dalle loro opere di formazione, ma
per la Morizono il debito con la Shogakukan resterà spesso
tangibile persino nelle opere più recenti, nelle quali comunque
è riscontrabile la medesima cura e lattenzione per i
dettagli presenti nelle prime pubblicazioni, e quel tratto
realistico e marcato molto raro nel campo di queste produzioni.
Tratto che dà il meglio di sé nelle affascinanti pin up di
apertura ai capitoli, che raffigurano modelli dai tratti
tipicamente occidentali, ai quali probabilmente ha
rubato i tratti nella costruzione dei vari personaggi
che dominano la scena.
La lettura di questa opera potrebbe deludere il lettore moderno;
svezzato dai ladies comics più graffianti e incisivi degli
ultimi anni, o al contrario abituato allo smut più divertente e
dissacratorio, High Life potrebbe presentarsi come unopera
insulsa o peggio ancora, ridicola. Non bisogna però dimenticare
la funzione trainante che ha avuto questo manga per la formazione
di nuove concezioni narrative, e neanche linnovativa
personalità di Milk Morizono nel mondo dei manga: una figura
femminile disinibita e liberale, che ha reso pubbliche le sue
immagini, protagonista di rubriche su vari magazines e spettacoli
televisivi; un interessante esempio di emancipazione e di
femminismo divertito, che si è resa nota in patria per titoli
come Bondage fantasy o Hong Kong Yuugi,
con copertine inusuali e provocanti, con un tratto realistico e
attento, e con una visione della sessualità aperta alle
sperimentazioni e alle nuove tendenze, vero marchio di fabbrica
di questa curiosa personalità.
LEDIZIONE ITALIANA
Ledizione
nostrana di High life suscita qualche curiosità
partendo
con ordine, potrebbe sembrare strano ai più la scelta editoriale
della Play Press (specializzata, almeno agli esordi, in
pubblicazioni di carattere erotico - non solo in campo manga) di
pubblicare in Italia, nel lontano 1995, uno shoujo manga/ ladies
comic, genere allora non troppo fortunato, evitato come la peste
dalla maggioranza delle case editrici.
High life presenta un ulteriore elemento di svantaggio: non parla
agli abituali lettori di manga, si classifica da subito come
lettura riservata ai maggiorenni (tagliando via unulteriore
fetta di utenza) e, cosa ancora più paradossale, ha vari
elementi che - almeno ad un primo impatto possono
allontanare lo stesso pubblico a cui è originariamente rivolto,
quello delle ladies, appunto.
Questo per via dellimpatto grafico delledizione. Il
formato è decisamente grande, molto più persino delle originali
edizioni Shodensha. La rilegatura opta per lo spillato,
preferendolo alla brossura (formato preferenziale per i manga).
Inoltre, la foliazione: ledizione nostrana pubblica in
monografico i singoli capitoli, 64 pagine per volume, per di più
ad un prezzo piuttosto proibitivo, 5.000£. Vero colpo di grazia
però sono le copertine (rispettose però della originale
edizione nipponica, talmente fedeli da riproporsi ciclicamente
per ciascun volume, modificando soltanto il colore della cornice
alla fotografia).
Le scelte della casa editrice esaltano quindi proprio gli
elementi di svantaggio di quella che potrebbe rivelarsi una
scelta editoriale rischiosa, trasformando inoltre High life in un
fumetto erotico, diretto ad un pubblico maschile e non
necessariamente abituato ai manga. In appendice ai vari volumi
della nostra edizione, chiudono la terza di copertina pubblicità
di manga porno-erotici della medesima casa editrice, e persino
numeri hot per call center piuttosto ambigui
se si tratti di
una scelta compromissoria per la diffusione di un genere
ingiustamente ignorato, o se sia lennesimo tentativo di
far soldi degli editori affacciatisi sul fenomeno
Giappone, purtroppo non ci è dato saperlo
ciò che possiamo
dire è che ledizione è, complessivamente, di buona
qualità.
La carta patinata, la stampa sempre piuttosto buona,
ladattamento grafico potrebbe far sorridere gli attuali
manga fan abituati ai miracoli del digitale, ma denuncia un
impegno e un lodevole interesse al rispetto delledizione
originale, con dettagli -come le retinature corrispondenti alle
onomatopee - ridisegnati per loccasione (con risultati
spesso posticci e goffi, ahimè, ma sempre privi delle contestate
pecette) e con una buona trascrizione dei nomi e dei
numeri presenti sulle tavole (ricordiamo che High life è
pubblicato in edizione ribaltata rispetto
alloriginale).
Senza dimenticare una succosa intervista, completa di fotografie,
che adorna in apertura il primo numero della serie. Insomma, nel
complesso, unedizione interessante, con i suoi alti e bassi,
ma che non deve far dimenticare al lettore che la quantità di
shoujo manga che affolla le nostre librerie è una diretta
conseguenza di piccoli, incerti passi mossi più di dieci anni fa
dalla nostra editoria verso un genere nuovo e potenzialmente
rischioso, decidendo a volte di non puntare su titoli di sicuro
richiamo o di blasonate case editrici, ma esplorando anche un
interessante sottobosco di autori e di situazioni. Una scelta che
ha gradualmente portato in Italia importanti personalità, come
la Okano, o la Anno, appoggiandosi non più alle sole major
editoriali, ma aprendosi anche a tante interessanti
sperimentazioni.