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Shoujo Manga Outline dedicata a
"Let the Sunshine in" -
"Hiatari ryoko!" di Mitsuru Adachi.
A cura di Fehu (storia), Spaced Jazz (considerazioni), Ananke (gallery) e Sayoko (grafica e html). Vi ricordiamo che prima di riprodurre immagini, testi o html presenti in questo sito e' necessario chiedere il permesso. E' inoltre vietato linkare direttamente le immagini su forum o altro. |
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Titolo originale: Hiatari ryoko! 陽あたり良好! Titolo italiano: Let the Sunshine in Autore: Mitsuru Adachi あだち充
Numero di volumi: 5 tankoubon; 3 bunko; 2 wideban Anni di pubblicazione: 1980-1981 Casa editrice: Shogakukan Collana: Flower Comics Rivista di serializzazione: Shoujo Comic :: Il manga in Italia :: Casa editrice: Flashbook Distribuzione: fumetteria Prezzo: 5,90 € Inizio pubblicazione: Giugno 2011 Periodicità: bimestrale Numero di volumi: 5 :: TV Drama Numero Episodi: 19 Network: NTV Periodo di trasmissione: 21 Marzo 1982-19 Settembre 1982
Numero episodi: 48 Network: Fuji TV Periodo di trasmissione: 29 Marzo 1987-20 Marzo 1988 Titolo italiano: Questa allegra gioventù :: Animation Movie Titolo originale: Hiatari Ryoko! KA-SU-MI Yume no naka ni kimi ga ita Anno di produzione: 1988 Titolo italiano: Questa allegra gioventù: un'estate lunga un sogno (Yamato Video). |
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"Hiatari Ryoukou!" non è certo il manga più famoso né il più riuscito di Mitsuru Adachi, tuttavia ha una sua importanza storica e delle qualità ben precise.Adachi iniziò la carriera nel campo del fumetto nei primi anni settanta, nella "Adachi Pro" del fratello Tsutomu. Per un lungo periodo si trovò a disegnare storie soprattutto su soggetto di altri sceneggiatori, spaziando molto fra i generi. Shounen avventurosi o comici, shoujo sportivi e one-shots. Queste opere riflettevano molto lo stile e le tematiche del periodo, senza spiccare per originalità o particolari qualità narrative, ma servirono indubbiamente ad Adachi per formare uno stile autonomo e trasversale (in cui le caratteristiche shoujo/shounen sono, volendo, piuttosto amalgamate); d’altro canto consentirono all’autore di prendere pieno possesso del fumetto come mezzo espressivo. Il vero debutto dell’Adachi che conosciamo oggi con una storia lunga (sia come disegnatore che come autore dei testi), avviene infatti solo nel 1978 con "Nine", un po’ il prototipo delle sue storie di baseball. Di poco successivo è proprio quell' "Hiatari Ryoukou!" di cui ci stiamo occupando. Rispetto a "Nine", presenta un lato comico più marcato rendendolo, di fatto, la prima commedia lunga sulla via della maturità artistica; il caso vuole sia uno shoujo. "Hiatari Ryoukou!" presenta già con una certa completezza tutte le caratteristiche tipiche dell’autore: una brillante vena comica, momenti più introspettivi e sentimentali, un'accurata caratterizzazione psicologica dei personaggi e passaggi sportivi. E’ un plot centrato sui personaggi, di commedia quotidiana e quindi non si basa certo su un’ambientazione particolarmente originale o complessa: una ragazza, Kasumi Kishimoto, si trasferisce a vivere per motivi di studio nella pensione della zia, situata a pochi minuti di cammino dalla sua nuova scuola superiore. Ovviamente (!) scopriamo che in questa specie di pensione vivono anche quattro ragazzi che frequentano lo stesso istituto (la zia preferisce affittare ai maschi – ehm – ma per Kasumi farà un’eccezione, visto che è così carina!), fra i quali Yusaku Takasugi, che è il protagonista maschile del manga: ed ecco che ci sono tutti gli ingredienti per una divertente e classica commedia sentimentale. La storia inizia con l’arrivo della primavera, come sottolinea anche il titolo che potrei adattare, con un po’ di licenza, in "Meravigliosamente soleggiato!" (anzi forse mi piace di più "Risplende il Sole!"): cieli azzurri che simboleggiano il risveglio della vita. Il manga, sviluppato in soli cinque volumi, lo si può quasi dividere strutturalmente in tre parti diverse. La prima, molto riuscita, è quella più comica, con gag e alcune situazioni fra le più esilaranti create da Adachi. Segue un breve intermezzo sportivo, mentre l’ultima fase è più virata al romanticismo e al lato sentimentale. Lo stile, come dicevo all’inizio, è quello dell’autore sulla via della maturità, ma presenta ancora dei tocchi anni Settanta che sfumeranno, progressivamente, nel corso dei successivi "Touch" e "Miyuki". Soprattutto dal punto di vista grafico, come per esempio nel design dei personaggi, non ancora dalle forme stilizzate e personali come nelle opere successive e riscontrabili anche nelle scenette comiche virate a un certo deformed shounen, poi progressivamente raffinato in un umorismo visivamente più sobrio.
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