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Vienna
1908. E' il sedicesimo compleanno della nobile Agnieszka e il suo fidanzato, il
marchese Theodore Meyer, ha deciso di farle una sorpresa, facendo esibire d'un
tratto il giovane Dimitri, celebre tenore, alla sua festa. Agnieszka è al
settimo cielo, dal momento che lei, Dimitri e Theodore sono amici di lunga data,
ma non ha modo di avvicinare il tenore a lungo, poiché presto le attenzioni di
lui vengono apparentemente monopolizzate dalla duchessa di Lorentz.
Dimitri e la duchessa quella stessa notte si attardano in un passionale incontro
d'amore, in cui la donna viene a sapere che alcune voci sul tenore sono vere: è
effettivamente di origine Rom, e deve la sua fortuna all'interessamento della
famiglia di Theodore, i Meyer, che ha intercesso per lui, e all'influenza della
stessa duchessa. Nessuno indovinerebbe, comunque, che Dimitri da anni porta
celato nel cuore l'amore per la bella e angelica Agnieszka, un amore che sa
essere impossibile, dal momento che la stessa giovane è dall'infanzia promessa a
Theodore. L'indomani perciò con apprensione Dimitri viene a sapere che Agnieszka
non è più vergine, dal momento che Theodore ha fatto per la prima volta l'amore
con lei: sconvolto, esce in strada e non si avvede che un cavallo imbizzarrito
si avventa contro di lui.
Una strana farfalla si posa sul suo capo, riverso per terra. Quando si
risveglia, gli è accanto il volto di Theodore, contento che l'amico non sia
morto sul colpo, così come gli era stato riferito. Anche Agnieszka presto li
raggiunge, in lacrime per la contentezza dovuta alla buona sorte di Dimitri.
Quest'ultimo si reca poi, rimessosi completamente e rapidamente, alle prove di
"Un ballo in maschera". L'indomani, si viene a sapere che tutti quelli che
avevano partecipato alle prove, eccetto Dimitri, sono scomparsi o suicidati.
Dimitri ne è sorpreso ma presto viene avvicinato, mentre passeggia per strada,
da una figura che gli si presenta come Maximilian e lo informa che da qualche
tempo è diventato un vampiro, prova ne è un marchio a forma di rosa che porta
sul collo -e che effettivamente Dimitri ha-, invitandolo a seguirlo.
Giunti nella casa di Maximilian, all'incredulo Dimitri viene spiegato che il
giorno dell'incidente egli era effettivamente morto, ed è tornato in vita perché
inseminato da un vampiro appena morto, Sir Bradley (il seme gli è stato
trasmesso attraverso la farfalla), di cui Maximilian è stato servitore per anni.
Al tenore viene spiegato che il
suo
"Do" è un invito per gli esseri umani a sacrificarsi per lui, motivo per tutti i
suicidi di cui parla la stampa.
Inoltre è tassativo che non divida il suo letto
con nessuno, dal momento che i vampiri possono unirsi una sola volta con la loro
eletta prima di morire.
Il giovane non crede a Maximilian e si allontana deciso a dimenticare quanto
ascoltato, ma quando incontra una sua amante, madame d'Artois, per provare a se
stesso che quanto ha sentito sono tutte sciocchezze, emette il "do"... la donna
dice che si offrirà a lui con tutta se stessa, prima di saltare dalla finestra!
Acquistata coscienza di ciò che è diventato, e non potendo tollerarlo, Dimitri
per la disperazione arriva a desiderare di essere polvere, e, poiché ricorda
quanto detto da Maximilian, decide di unirsi un'unica volta ad Agnieszka e poi
morire. Ma sulla sua strada incontra Theodore, a cui incauto proclama i
suoi intenti: l'amico chiaramente gli si oppone, e per ferirlo gli ricorda le
sue origini zingare.
Dimitri in un accesso d'ira gli ordina di sacrificarsi per lui... e così accade.
Mentre Dimitri si nutre del sangue di Theo, sopraggiunge la povera Agnieszka,
cui il giovane confessa il suo assassinio e il suo intento di abusare di lei.
Agnieszka non resiste a queste rivelazioni e si uccide, complice un pugnale che
era stato un dono di compleanno da parte di Theodore. Dimitri non può accettare
questo gesto e porta il corpo di Agnieszka a Maximilian, ordinandogli di farla
vivere... Maximilian pianta allora uno stiletto nel cuore di Agnieszka e dice
che così facendo il suo corpo è diventato immortale, anche se la sua anima ormai
è lontana. Ora Dimitri la potrà tenere come una bambola oppure usarla per
procreare, ciò che vorrà...
Tokyo 2008. Nel corpo incorruttibile di Agnieszka viene immessa da Dimitri una
nuova anima attraverso un insetto...
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Chi
ha già avuto modo di seguire la Mizushiro ("After School Nightmare", "X Day") sa
che è un'autrice particolare, che ha una visione originale e un modo tutto suo
di raccontarla. In "Black Rose Alice" rivisita perciò il mito del vampiro,
assecondando -sembrerebbe- un trend particolarmente fortunato di questi anni. Ma
lo fa nel suo personalissimo modo: i vampiri della Mizushiro non sono niente più
che piante parassite e fanno mostra di esserne perfettamente consapevoli.
Così facendo l'autrice li demitizza, sottrae loro una certa nota aura mitica
o estetizzante, limitandosi a tratteggiare un bell'aspetto che si diverte a
tradire e a contraddire mischiandolo a viscidi ragni e insetti. I vampiri non
sono temibili in quanto malvagi o determinati a sterminare gli umani, ma
risultano comunque rispettabilmente ripugnanti, visto che effettivamente si
nutrono di sangue e carne umana attraverso gli insetti e i ragni che ospitano.
Inoltre i vampiri mirano a riprodursi, poiché sono pochi e sulla strada
dell'estinzione, e per farlo hanno bisogno di una donna umana, dal momento che le
femmine vampiro sono molto rare. Costituiscono dei "nidi" come gli insetti e
come gli insetti possono accoppiarsi una sola volta e poi morire, condannando a
morte certa anche la donna che hanno scelto per riprodursi. Eros e thanatos,
dunque, ma l'amore sembrerebbe essere un discorso a parte, tanto cerebrali
appaiono i personaggi e le loro dichiarate convinzioni.
Cerebrale, questo forse
l'aggettivo che potrebbe accostarsi all'opera dell'autrice, la quale sottrae gli
elementi più carismatici e immediatamente appetibili ai suoi personaggi per
darci del personaggio in sé, con un'inedita voce, una versione ricostruita
secondo un modo di pensare non banale e non comune.
Come già in precedenza, la Mizushiro non improvvisa e fa capire di sapere dove
vuole arrivare, spargendo indizi lungo la strada pronti a essere colti da chi
deciderà di farlo. "Black Rose Alice" è un'opera particolare e non facile da
inquadrare, poiché dal tono drammatico -che si nutre di mistero e a tratti
dell'orrido- del primo volume, si passa a un tono più leggero, da love game, nel
secondo. La grafica, bellissima, si adatta agli intenti dell'autrice avvolgendo
il lettore in atmosfere che lo seducono, seppur per vie inconsuete. In
definitiva, "Black Rose Alice" è un'opera in cui a farla da padrone è il
mistero, un'opera che potrebbe piacere anche se i vampiri non vi hanno mai
interessato, a patto però che vi interessi l'insolito.
Perché è sempre un piacere seguire la Mizushiro, ovunque ti
conduca.
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