CONSIDERAZIONI

A cura di Deda


"Akuma na eros", ovverosia "Virgin Crisis", segna un primo passaggio di Mayu Shinjo dal suo primo ingenuo stile narrativo, a uno leggermente più complesso.
Nonostante non si tratti di un'opera autoironica, come può sembrare "Love Celeb" e si butti sul serioso romantico con un pizzico di angst, è comunque a un livello differente rispetto a "Make Love Shiyou" o "Sexy Guardian" e si presenta con più autoconsapevolezza.
Se in passato la Shinjo poteva lamentarsi di vedere per la maggior parte casalinghe tra le sue fan, con le opere successive -usando stereotipi come il fighissimo cantante idolo di tutte le giovani, che però si innamora della ragazza comune e il bello e dannato Akuma, in questo caso - ecco che le giovanissime si fanno strada tra le acquirenti delle sue opere.
Non utilizza uno, ma ben due figoni a contendersi la bella di turno e crea anche una sorta di storia d'amore contrastata, sofferta (tema che poi svilupperà ulteriormente, pescando a piene mai nel serbatoio del genere angst, in "Haou Airen") e quasi impossibile.
C'è sempre il contrasto tra l'uomo di carisma e di potere e la ragazza qualunque, a far risaltare come meravigliosa la storia d'amore (sempre questi superuomini adulti, o dal fare adulto, ricchi, forti, strani o stranieri: un bodyguard, un insegnante di inglese proveniente dagli Stati Uniti, un rampollo di buona famiglia, la famosa rock star e successivamente abbiamo il capomafia cinese): vuoi perché il protagonista è presentato come bello e impossibile, intelligente, elegante, sessualmente molto attivo e chi più ne ha più ne metta, sia per l'accanimento con cui questi uomini si innamorano della ragazzina che, tutto sommato, sotto sotto è abbastanza comune, normale, non particolarmente bella e non particolarmente intelligente (però a fisico sta messa bene).
In questo manga, ovviamente, Akuma ci mette un po' a capitolare come "innamorato perso" della protagonista, la stuzzica e la vessa, ma poi la gelosia e i suoi stessi giochini lo coinvolgono in qualcosa che non riesce a controllare. I problemi sorgono quando gli altri demoni non concordano sul fatto che lui debba avere a che fare con un'umana - e che umana, un'ameba! - e quando si viene a scoprire la vera identità del rivale in amore: un arcangelo (mica il primo "pinco pallino" che passa per strada)!
Sono i classici cliché usati dalla prima Shinjo: abbracci da dietro, mani anelanti, dita polipose, baci mozzafiato, volti imperlati di sexy sudore; protagonisti che non si ritrovano mai gli occhi e/o i capelli di un colore normale; protagoniste sottomesse e innamorate dell'amore, che amano il figo perché è figo e perché da lui sono amate profondamente e ossessivamente!
Manca di autoironia, la cara Mayutan, in questo tipo di opere quando ci presenta Akuma avvolto in vestaglia di seta, mezzo discinto, sdraiato languidamente sul letto e con una coppa di vino in mano... non lo presenta come figura da ridicolizzare là dove una Littizzetto, magari, se ne uscirebbe con un "Che tamarro! V'ha la vestaglia di seta come i pugili!". No. Lei è convinta che l'amore e la sensualità navighino solo ed esclusivamente in quella direzione. Viene da chiedersi: ma questi due hanno mai veramente parlato abbastanza da capire se vanno d'accordo, se hanno gli stessi gusti e se potrebbero, effettivamente, formare una bella coppia?
Fortunatamente negli ultimi anni la Shinjo si è volta più verso il genere commedia, autoironizzando su molte delle cose che in passato spacciava come la forma assoluta e più pura del vero Amore. Ha imparato a creare situazioni comiche e variegate, ma "Virgin Crisis" non è uno degli ultimi lavori, è uno dei primi. Per questo motivo è immaturo, debole nella struttura, un po' ripetitivo e abbastanza superficiale nella concezione di amore che pare più una forma di ossessione: ti voglio perché non dovrei averti, perché quell'altro ti vuole ma io non voglio cederti a lui, perché fisicamente mi stimoli e tutto è chimica dalle mie parti, ma nonostante tutto morirei per te!
E' troppo semplicistico, troppo facilone, troppo soap-operoso e sa, ovviamente, di visto e rivisto!
Anche lo stile di disegno è il classico primo stile, bellissimo nella sequenzialità di alcune scene che disegna a ventaglio - perché effettivamente con gli storyboard del fumetto la Shinjo sa essere creativa - ma poi, come sempre, è poco dinamico nel tipo di inquadrature, perché è chiaro che questa donna ha problemi a disegnare i personaggi dalla cintola in giù: li fa correre facendoli avvitare su loro stessi come dei fusilli, fa spalle sproporzionate e dita con seri problemi anatomici. Sfrutta quindi i primi piani e la sua abilità nel creare bei volti con occhi espressivi... magari color ametista, oro, blu o rossi che accompagnano frasi a impatto tipo: "stanotte farò di te una vera donna!"
Nessuna che risponda mai: "secondo l'anagrafe lo sono dalla nascita!"
Accidenti!

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