CONSIDERAZIONI
A cura di Giorgia-bi

Banri Hidaka si
cimenta con il suo V.B. Rose in un'impresa piuttosto rischiosa: riuscire ad
aggiungere un apporto personale a un sottogenere shoujo - quello ambientato
nell'universo della moda - che vanta tra le sue fila i contributi di autrici
quali Ai Yazawa e Moyoco Anno.
La lettura del primo volume non fornisce materiale sufficiente per valutare la
validità dell'esperimento, ma riesce tuttavia a fornire alcuni spunti per delle
considerazioni di massima.
La Hidaka ha dedicato molta attenzione alla cura dei dettagli stilistici, e
trattandosi di un fumetto ambientato nel mondo dell'alta sartoria il fatto che -
per fare un esempio - i jeans sembrino veramente dei jeans non può che
costituire un punto a favore della disegnatrice. I pizzi e le trine dei veri
protagonisti, gli abiti da sposa, sono riprodotti con cura, e l'abbigliamento
dei personaggi non lascia mai nulla al caso, spaziando con uguale efficacia dal
casual all'eleganza più spinta.
Detto questo, non si può non notare come i fondali emanino una certa sensazione
di vuoto, soprattutto per quanto riguarda le sezioni ambientate nell'atelier,
che avrebbero meritato una rappresentazione più minuziosa.
A livello di sceneggiatura V.B. Rose gode senz'altro di un buon ritmo e di
dialoghi efficaci, pur non risparmiandosi il ricorso a un buon quantitativo di
luoghi comuni e situazioni abusate. Per una volta tuttavia non ci troviamo di
fronte a una protagonista talentuosa assorbita dal desiderio di realizzazione
professionale, bensì a una ragazza qualunque con una buona predisposizione
artistica ma una grande confusione mentale. Il mantra di Ageha è 'non capisco':
la ragazza non riesce a comprendere le scelte di vita della sorella maggiore,
non riesce a capire il comportamento e il carattere del ragazzo che le piace,
non sa quanto possa essere faticoso il mestiere di stilista. Dall'altra parte
abbiamo il personaggio di Yukari, che con la sua complessità potrebbe rivelarsi
l'elemento di forza dell'insieme: non si tratta di un'artista scostante e
irraggiungibile come il Jouji di ParaKiss, ma di un giovane uomo che malgrado il
proprio carico di problemi vede nel proprio mestiere la possibilità di porre
davanti a tutto la realizzazione dei sogni altrui. L'appagamento delle proprie
clienti rappresenta per lui una missione, lo scopo ultimo di una professione che
gli è stata in qualche modo imposta in seguito alla morte del padre.
Fondamentalmente immatura e concentrata su se stessa, Ageha si trova velocemente
sbalzata nel mondo degli adulti, scoprendo grazie all'incontro con Yukari il
valore della felicità altrui e il rispetto per i sentimenti del prossimo.
L'ingresso nell'atelier V.B. Rose sembra quindi rappresentare per Ageha
un'iniziazione, una prova di forza per dimostrare a se stessa il proprio valore
e per riannodare i fili del rapporto con la sorella attraverso l'atto
(decisamente poco simbolico) di confezionarne l'abito nuziale. L'apporto del
fascino maturo di Yukari e della simpatia di Mitsuya renderanno il suo cammino
più complesso e coinvolgente, attraverso sentieri per ora appena accennati.