CONSIDERAZIONI

A cura di elkal

"Toraware No Minoue", prima serie della mangaka Matsuri Hino, nota e seguita in Italia per "Meru Puri" e "Vampire Knight", è da poco approdato in fumetteria sotto il marchio JPOP.
Che si conosca o meno lo stile dell’autrice, già dalle prime pagine si nota il tratto ancora acerbo degli inizi, che comunque acquista sempre maggiore maturità man mano che l’opera procede. Certamente può risultare un po’ rozzo e sbrigativo, ma bisogna ammettere che è sempre piacevolissimo alla vista, e, in considerazione del suo continuo migliorarsi, si può tranquillamente affermare che l'aspetto grafico è sicuramente una caratteristica a favore del manga.
La storia dal canto suo non è da meno. Sostanzialmente la trama è semplice e lineare, il lato migliore di essa consiste nel come i personaggi ci giocano. Ironia, divertimento, drammatizzazione e sdrammatizzazione si susseguono istante dopo istante, incessantemente!
Caratteristica tipica di un manga fondamentalmente comico, come del resto l’aveva pensato la mangaka, riuscendo perfettamente nel suo intento (e notare che i personaggi appaiono in versione deformed già dalla quarta pagina!).
I personaggi sono discretamente costruiti e caratterizzati. Megumi è il più riuscito: vittima certa di un complotto ordito alle sue spalle dalla stessa autrice che, oltre a costringerlo schiavo della dolce Suzuka, lo rende preda di raptus in cui la sua versione deformed dà il meglio di sé con smorfie di ogni genere per ogni situazione. Non meno esilarante è il padre di Megumi, che ha un repertorio di espressioni (sempre deformed) forse addirittura più divertenti e oltretutto senza essere vittima di raptus, lui! Suzuka, per quanto dolce e carina sia, purtroppo in alcuni momenti cade nel clichè della classica protagonista ingenuotta, tontolona e così via, ma sono singoli momenti dai quali inevitabilmente esce, riuscendo comunque a farsi apprezzare.
In linea di massima, "Toraware No Minoue" è un manga davvero carino; non è un capolavoro, non è una pietra miliare della più recente storia dei manga, ma è assolutamente una godibile e soprattutto molto apprezzabile opera prima che si eleva al di sopra di tanti altri discutibilissimi manga che purtroppo ultimamente affollano il mercato italiano. Ottimo anche il lavoro della JPOP che presenta il manga in una veste editoriale addirittura quasi impeccabile: con sovraccoperta, buona rilegatura, massima aderenza possibile all’edizione giapponese, ottime traduzioni. L’unica nota stonata è la totale mancanza di regolarità nelle uscite dei volumi che purtroppo rischiano di subire una pubblicazione a singhiozzi.

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