LA STORIA
A cura di Giorgia-bi
Qualità della
classe docente? Varietà dei piani di studio? Macché, per Konishi Sawa il
criterio determinante nella scelta dell’istituto superiore è stato… la divisa!!
La frizzante neoliceale è stata conquistata dal modo in cui le calza l’uniforme
scolastica dell’Istituto Amawa, e ha deciso di iscriversi senza indugi.
Immaginate il suo disappunto quando, il primo giorno di scuola, scopre che il
numero di studentesse dell’Amawa ammonta a… due! Oltre a Sawa, l’unica altra
ragazza iscrittasi è Akira, una seriosa aspirante mangaka che ha volutamente
scelto l’Amawa per trovare spunti di narrazione: fino all’anno precedente la
scuola era infatti un istituto esclusivamente maschile, fatto di cui Sawa era
completamente all’oscuro. Le due ragazze sono collocate nella stessa sezione del
primo anno, che si rivelerà essere la più turbolenta della scuola. Il leader
naturale della banda di scapestrati sembra essere Ran Matsuyuki, l’affascinante
figlio del preside. Stando alle parole di Akira, Ran sarebbe il boss indiscusso
di un gruppo di bulletti uniti fin dai tempi delle elementari, e malgrado la
bellezza e i modi affabili che hanno colpito Sawa fin dal primo momento, sarebbe
un individuo arrogante e poco raccomandabile. Sawa fatica ad accettare di essere
precipitata in una dimensione simile, e perde ben presto l’entusiasmo iniziale
verso l’essere circondata da tanti bei ragazzi. Durante la prima, mesta serata
da liceale saranno le parole del premuroso papà a risollevarle il morale: tutto
ciò che accadrà d’ora in avanti dipenderà da te, Sawa!
Fin dal giorno successivo la nostra protagonista dovrà far appello alla propria
determinazione per opporsi a una situazione inaccettabile. Il quintetto composto
dal famoso Ran – intoccabile in quanto figlio del preside - con gli amici Ogawa,
Kido, Tsubaki e Taguchi sembra intenzionato a trascorrere l’intero anno
poltrendo e mancando di rispetto ai professori. Proprio in seguito
all’umiliazione del professore di matematica, Sawa prende coraggio e critica
apertamente il comportamento dei bulletti, nonostante Akira l’avesse avvisata
dei pericoli in cui sarebbe incorsa! Per punizione il gruppetto capeggiato da
Ran le sottrae le scarpe nuove dall’armadietto, e viene sorpreso dalla stessa
Sawa proprio nell’atto di gettarle in piscina. A questo punto a Sawa viene
offerta una scelta: chiedere scusa e smetterla di intromettersi nella loro vita
scolastica, o stare a guardare mentre le scarpe regalatele dai suoi genitori il
primo giorno di scuola vengono gettate in acqua. Ovviamente Sawa non si piega al
ricatto e i mocassini in pelle finiscono nella piscina. Convinto di aver posto
così fine al confronto, Ran la invita a fare la brava d’ora in avanti… ma Sawa
ha già iniziato a spogliarsi per tuffarsi a recuperare le scarpe! Nella
colluttazione che ne segue, Sawa inciampa ed entrambi finiscono in acqua, ma
prima di cadere la ragazza fa in tempo a vedere il viso spaventato di Ran e a
sentire le sue dita chiudersi attorno al proprio polso, nel tentativo di ‘salvarla’.
Quando il baldo giovane riemerge dall’impervia palude reggendo Sawa tra le
braccia, la accuserà di averlo trascinato con sé, ma Sawa non si farà ingannare…
ormai ha capito che in Ran si annida del buono, e lo avvisa che d’ora in poi
combatterà per rendere ogni giornata a scuola divertente e degna d’essere
vissuta!
Pochi giorni dopo Sawa ha la prima occasione di contagiare la classe con il
proprio entusiasmo: è arrivato il momento delle competizioni sportive tra
classi! Scontrandosi contro un muro di apatia, Sawa accetta la sfida di Ran pur
di costringere i compagni a partecipare: sarà lei stessa a cucire a mano il
contrassegno della classe sulle t-shirt di tutti i compagni, e ci riuscirà in 24
ore! Ormai la ragazza brucia dal desiderio di vedere la classe compatta e
serena, e per questo motivo è disposta a tutto: trascorrere una notte insonne a
bucherellarsi le dita con l’ago, preparare onigiri per incitare i compagni a
darci dentro durante le competizioni, beccarsi uno schiaffone al posto di Ran da
parte di un insegnante furioso e doversi pure sorbire i malumori dell’ingrato…
Il vocabolario di Sawa non contempla parole come ‘troppo’ e ‘basta’! Tuttavia,
proprio grazie agli sforzi fatti, la ragazza si ritaglia a poco a poco uno
spazio nel gruppo di Ran, diventandone un membro a tutti gli effetti e
conquistandone l’amicizia. Tra tutti loro, tuttavia, solo Ran sembra capace di
farle battere il cuore…
In occasione degli esami di fine trimestre Sawa si ritrova a constatare con
rabbia la totale impreparazione dei nuovi amici… fatta eccezione per Ran e
l’occhialuto Tsubaki, le lacune degli altri sono davvero madornali. Per questo
motivo lei si offre di mettere a disposizione casa propria per un mega ripasso
di gruppo. Gli allegri e spensierati genitori di Sawa sono ben felici di
accogliere gli amici della figlia (soprattutto la madre…) e organizzano per
l’evento un banchetto rifocillatore, durante il quale l’unico a manifestare un
certo disagio è Ran. Quando lui e Sawa rimangono soli a riordinare, il ragazzo
le confessa di aver perso la madre e di vivere separato dal padre, e di essersi
pertanto sentito un po’ nervoso di fronte a un quadretto familiare così vivace.
Di fronte a questa inattesa dichiarazione Sawa si commuove fino alle lacrime, e
invita Ran a tornare a casa sua ogni qualvolta abbia bisogno di un po’ di
calore.
Una volta terminato di ripassare, i ragazzi si dirigono verso casa e Kido
confessa ai compagni di essersi preso una cotta per Sawa… come la prenderà Ran?