CONSIDERAZIONI

A cura di Giorgia-bi

Una protagonista dal carattere esuberante, decisa a trascorrere la vita scolastica divertendosi e godendosi ogni momento... un gruppetto di compagni di classe arroganti e sfaticati, che non sembrano avere la minima intenzione di muovere un dito se non per creare scompiglio... un ragazzo dai modi imperscrutabili, capace di prendersela anche con una ragazza pur di continuare a fare il proprio comodo... ma siamo proprio sicuri che questa recensione non riguardi "Il giocattolo dei bambini"? Ah, la ragazza in questione si chiama Sawa, non Sana? Allora devo proprio essermi sbagliata... e il fatto che l'autrice di questo manga sia stata in passato un'assistente di Miho Obana dev'essere senz'altro una coincidenza...

E' innegabile che i primi capitoli di Rockin'Heaven abbiano molto in comune con l'incipit di Kodoma no Omocha. Tuttavia l'età dei protagonisti è leggermente più alta, e Sawa appare più femminile e consapevole dei propri sentimenti rispetto alla scatenata Sana. Il personaggio di Ran richiama quello di Akito solamente in prima battuta, a causa del conflitto che lo vede schierato contro Sawa per mantenere l'andamento della classe sulle confortanti note dell'anarchia. Le somiglianze terminano qui, in quanto Ran è capace di assumere atteggiamenti da piacione che sarebbero stati impensabili per il bel tenebroso del Giocattolo.

Già a partire dal terzo capitolo la narrazione si sposta sull'avvicinamento tra Sawa e Ran, e sul carico di complessi e problemi di quest'ultimo. Se per la ragazza è stato tutto sommato facile entrare a far parte del gruppo di Ran, la via d'accesso al mondo e ai pensieri di quest'ultimo sembra essere lastricata di ostacoli, fraintendimenti e delusioni. Sawa capisce molto presto la natura dei propri sentimenti verso il compagno, mentre egli non fa che altalenare momenti di contatto e di confidenza con brusche virate verso l'indifferenza e il disprezzo. Dal secondo volume in poi le dimensioni del suo conflitto con il padre si riveleranno davvero imponenti, andando anche a chiarire il rapporto serrato che lega Ran ai propri amici. Una delle pecche del titolo è senz'altro quella di non dedicare abbastanza spazio al tratteggio del gruppo di monelli, che rimane un mero riempitivo, funzionale ad aggiungere un po' di colore all'incontro tra Ran e Sawa. Nell'arco dei volumi troppi elementi vengono trattati in modo superficiale e approssimativo - temi come il tentato suicidio e la solitudine esistenziale richiedono grande maestria per poter essere inseriti con dignità in un contesto da commedia - impedendo al titolo di decollare del tutto.

Più serioso di Kodomo no Omocha, ma meno malinconico di Bokura ga ita, questo titolo sembra essere comunque un buon candidato a divenire uno dei titoli shoujo di punta della prossima stagione. Dal punto di vista del tratto, non si possono segnalare particolari elementi innovativi - se Rockin'Heaven fosse un colore, sarebbe...il glitter! - ma le tavole sono equilibrate e accattivanti, e contribuiscono alla gradevolezza del prodotto nel suo insieme. Certo, la somiglianza con un tratto alla Full Moon - oltre che alla Obana's style - è rimarchevole, ma a questo punto della recensione apparrà evidente come Sakai non abbia puntato sull'originalità nel realizzare questa commedia scolastica. L'autrice ha messo insieme alcuni cavalli di battaglia del fumetto per ragazze, li ha shakerati per bene con qualche allusione a spunti da ladies comic, e ha servito il risultato su un vassoio ammiccante. Il risultato è il tipico shoujo contemporaneo leggero e sfizioso, pronto a tenervi compagnia nelle fredde serate invernali.

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