LA STORIA

A cura di Deda

Reiji si risveglia in ospedale dopo un grave incidente. La prima cosa che gli viene spiegata è che, in seguito all'incidente, molte parti del suo corpo sono state sostituite con delle parti sintetiche ad alta manutenzione molto delicate, tanto delicate che pare abbiano addirittura una scadenza. In pratica, la vita di Reiji è stata solo allungata - non salvata - e nel giro di pochi anni potrebbe consumarsi fino a morire. Gli viene dato anche un nuovo nome: Kazemichi.
Questo non colpisce Kazemichi più di tanto che, anzi, reagisce con apatia e si distacca dal mondo subendo tutto passivamente, come se nulla lo riguardasse... del resto si sente ospite di un corpo che non gli appartiene e, per di più, non ha la possibilità di sentire nulla al tatto: tepore, freddo e nemmeno il piacere fisico. Niente di tutto ciò.
Tuttavia, sarà l'incontro con Juri (che dà il nome al secondo volume della storia, che si presenta come una ricostruzione dei fatti dal punto di vista di lei mentre, il primo volume, guarda il tutto attraverso gli occhi di lui) a segnare la sua esistenza: ecco l'incontro con Juri che, pur avendo un corpo suo e la capacità di sentire e vivere, è ancora più distaccata a apatica di lui.
Da questo incontro nasce in Kazemichi il desiderio di utilizzare il poco tempo rimastogli al meglio: diventare campione di snowboard, assicurare un avvenire migliore alla sorellina allontanandola dalla loro madre e, ovviamente, cercare di vivere una storia d'amore degna di tale nome con Juri.
Il che funziona fino a un certo punto perché, ovviamente, Kazemichi non può provare piacere fisico, può solo darlo e per giungere ai proprio scopi è pronto a tutto, a corrompere e a ferire. Quindi, nonostante le sue buone intenzioni, non riesce a essere saldo nei suoi propositi proprio per via della sua apatia verso la vita e le sensazioni, forse.
Il finale della storia è ovviamente scontato, ci viene presentato all'inizio: è la storia di un uomo dal tempo limitato e dalle ore contate. Kazemichi è destinato a sparire e la storia ci viene presentata nuovamente nel secondo volume attraverso la narrazione di Juri.
Idea interessante ma ridondantemente poco efficace.

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