CONSIDERAZIONI
A cura di *GardeniA*
"La Corda d'Oro" è uno shoujo di medio livello ma, dato il sovraffollamento del mercato italiano, sarebbe stato meglio acquistare i diritti di opere più meritevoli.
La storia, basata su quella del primo videogioco della serie, è abbastanza lineare e neppure nelle sue più recenti svolte pare riuscire a decollare, a riservare grandi sorprese o emozioni; l'opera prosegue con il classico schema "problema - incontro - superamento della prova", infarcito poi di triangoli, scene romantiche e qualche gag poco riusciuta.
La storia è basata sulla musica, ma l'approccio è decisamente canonico e poco approfondito. Gli strumenti saranno anche disegnati divinamente, ma non c'e' un gradevole sottotesto che incuriosisca il lettore o gli spieghi le loro peculiarità: sono semplicemente un mero abbellimento e più il manga prosegue e più ciò diviene lampante.
Inoltre, se la storia era nata come un triangolo amoroso tra la protagonista, Ren e Ryou, più avanti scivola sempre più nel MarySue, in maniera piuttosto banalotta e poco incisiva. Qualche personaggio interessante c'e', ma la maggior parte dei bellocci presenti sono tranquillamente bishounen etichettabili per categorie: lo scontroso ma sotto sotto sensibile, il bellissimo, l'idolo, il simpatico e iperattivo, il ragazzo gentile che nasconde un segreto e via dicendo.
La protagonista, poi, dimostra un evoluzione e una profondità degna dei migliori comodini Ikea: piatta, senza carattere e personalità. Verrebbe davvero voglia di pensare: "non è giusto che partecipi alla competizione!", tanta è la sua superficialità nell'affrontarla.
Per quanto riguarda lo stile di disegno, nel corso dell'opera migliora notevolmente: i personaggi divengono più "tridimensionali" e le loro espressioni più complesse. Questo non significa, però, che il disegno sia accattivante o particolaremente innovativo, è carino e basta. Inoltre c'e' da segnalare che, pur migliorando nel corso degli anni, l'autrice smette progressivamente di disegnare i fondali e negli ultimi capitoli usciti le pagine, personaggi a parte, sono praticamente bianche, rendendo ancora più ripetitivo e piatto il manga.
Insomma, un shoujo standard che più avanza e più cade nello stereotipo, senza particolari pregi nè gravissimi difetti, ma assolutamente piatto e privo di incisività.
Davvero, non se ne sentiva di bisogno della pubblicazione in Italia.