A cura di Demelza

“Volevo una storia rinfrescante basata su una protagonista cupa e tetra”

“Kimi ni Todoke” nasce, nelle intenzioni dell’autrice, come una commedia scolastica dolce, divertente e rinfrescante.
La sua opera precedente, “Crazy for you”, parlava di un amore travagliato, con una storia che di volume in volume diventa più cupa a causa delle angosce della protagonista (ed a mio avviso questa vena deprimente ha rovinato le buone premesse del manga... ma è un’altra storia XD).
Per questo motivo, la Shiina sente di voler cambiare registro e genere, portando avanti qualcosa che sia capace di coinvolgere le persone ma anche divertirle. Per ottenere questo effetto, punta tutto sul cast dei personaggi, in particolare i protagonisti.
Il contrasto ricercato è quello tra un ragazzo solare e allegro, talmente sereno da rasentare la stupidità (parole sue, io non trovo Kazehaya stupido XD) e una ragazza spaventosa ma gentile e servizievole. Una volta stabilito il nucleo centrale della vicenda, la storia inizia a costruirsi intorno quasi da sola, assumendo con naturalezza una vena comica che si esprime nei numerosi e spassosi superdeformed (quelli di Sawako fanno sbellicare).
Il plot non spicca certo per originalità, ma le intenzioni dell’autrice non sono quelle di creare un manga che rivoluzioni la commedia scolastica, quanto quelle di reinventarne umoristicamente gli stereotipi per dare alla storia una freschezza che altrimenti non avrebbe, cadendo nel banale e nella melassa.
Scordatevi allora il classico figone ammaliatore, il ribelle tenebroso dall’animo tormentato ed un oscuro passato, il principe tentatore... Kazehaya è il classico ragazzo della porta accanto, allegro e solare, ma anche timido ed impacciato.
Pratica sport senza essere un campione, ha buoni voti a scuola ma non è un genio, ama stare in compagnia, il suo carattere aperto e spontaneo lo rende un leader naturale, e la sua fondamentale mancanza di malizia lo porta a vedere la parte migliore di ognuno.
La concessione che la Shiina fa allo stereotipo romantico del protagonista maschile, oltre che renderlo un bel ragazzo (non un figone, ripeto, un ragazzo carino xD) è quella di attorniarlo di numerose ammiratrici innamorate di lui (il principe XDDD), concessione che la Shiina prende in giro ampiamente sia con il comportamento di Sawako che con quello degli altri due personaggi femminili, Yano e Yoshida, tanto da stemperare il classico cliché con tantissime risate. Ed inoltre, lo stesso Kazehaya pare inconsapevole di questa brama accentrata sulla sua persona, vedendo tutti uniformemente, come amici.. tutti tranne Sawako, che fin dal primo incontro lo colpisce profondamente.
Sawako ha sia tratti da tipica eroina dello shoujo manga, che da antieroina. E’ lei il vero motore della storia, colei capace di dare un nuovo punto di vista al più classico dei primi amori, fatto di sguardi timidi, sorrisi dolci, rossori e quant’altro.
Come già era successo per la protagonista di Yamato Nadeshiko Shichi Henge (Perfect Girl Evolution), la Shiina prende spunto per la caratterizzazione della sua protagonista femminile, dal personaggio principale della saga di The Ring, Sadako. Ecco allora capelli neri lunghi e pesanti, voce cavernosa, incarnato ceruleo, sguardo plumbeo, ed un nome che richiami la somiglianza tra le due in modo ancora più stretto: Sawako.
Ma l'affinità tra Sawako e Sunako (la protagonista di PGE) si ferma qui, tanto l’una è attratta dal macabro, tanto l’altra nasconde un carattere da brava ragazza di altri tempi sotto l’aspetto fuori dal comune.
L’autrice voleva un personaggio all’antica, gentile e cortese, ma incompreso dagli altri a causa del suo aspetto. Ecco che nasce Sawako, ingenua e innocente e involontariamente spaventosa XD
In una delle pagine in cui descrive la nascita del manga, la Shiina dice di aver sempre pensato a Sawako non come ad una figlia ma ad una nipote: una ragazza carina, gentile e perbene, di cui una nonna potrebbe essere orgogliosa.
Capiamo quindi perchè Sawako non è, e non sarà mai, una sciaquetta che senza occhiali si trasforma in femme fatale, ma piuttosto una bruttina dal cuore d'oro.
Il personaggio sviluppa pian piano una vena comica non indifferente: le risate cupe in superdeformed, i pensieri assurdi che solo una persona che non ha esperienze di alcun genere può tirare fuori rispetto a determinate situazioni, rendono Sawako un personaggio disarmante, ma soprattutto capace di ridere di se stesso, dei suoi pregi e dei suoi difetti, e questo è un gran punto a favore di "Kimi ni Todoke" a mio avviso.
Proprio la grande ingenuità di Sawako, il suo avvicinarsi per la prima volta agli altri, permette all’autrice di costruire una storia che, più sulla vena romantica (che comunque non manca), si focalizza in modo particolare, soprattutto nei primi volumi, sul valore dell’amicizia e sulla crescita dei personaggi.
Il sentiero che Sawako è chiamata a percorrere è, prima di tutto, una presa di coscienza di se stessa, del suo modo d’essere e della necessità di cambiare, il riconoscimento dei suoi sentimenti e di quelli delle persone che le stanno intorno.
Ecco allora che quest’eccessiva ingenuità e inesperienza di Sawako porta ad una sorta di ribaltamento dei ruoli e delle posizioni: per una volta invece della protagonista che si innamora a prima vista del compagno di classe, abbiamo un compagno di classe innamorato cotto e una ragazza che all'amore non ci pensa proprio XD
Il modo in cui la Shiina tratteggia con naturalezza il carattere di Sawako fa sì che il lettore partecipi con tenerezza (è l’esatto sentimento che mi suscita il personaggio di Sawako, dolcezza e tenerezza) alla crescita della ragazza nel suo relazionarsi agli altri, perché prima di poter pensare all'amore, Sawako ha davvero bisogno di costruire delle salde amicizie ed acquisire fiducia in se stessa...
Nell’evoluzione personale di Sawako hanno molta importanza Yano e Yoshida, le sue due migliori amiche. Le due ragazze, all’inizio del manga, sono poco più che macchiette, nate dal classico stereotipo della ragazza carina tutta curve, e della ragazza “maschiaccio” alta e portata per le attività sportive. Tra gli altri personaggi del cast: Ryu è il classico compagno dormiglione e mangione, ma bravo nello sport, mentre Pin (il professore) è un personaggio comico a tutto tondo. Tutte queste figure di contorno saranno sviluppate pian piano nel corso della storia, assumendo una loro rilevanza e una piena soggettività, che ne renderà ancora più evidenti gli influssi su Sawako.
E’ importante rilevare che i personaggi, pur nella loro crescita, restano sempre fedeli a se stessi e alla storia, che prosegue lentamente ma senza passi falsi. Nessuna sbavatura narrativa finora: dopo sette volumi, il manga continua a mantenere le premesse e soprattutto le promesse fatte all’inizio.
E’ strabiliante come riesca sempre a mettermi di buon umore; lo trovo molto tenero e genuino, senza tutte quelle pare mentali, i triangoli assurdi e campati in aria che sembrano nascere come funghi ovunque, ultimamente.
Nonostante si mantenga su binari sicuri e abbastanza prevedibili, il modo in cui prende in giro bonariamente gli stereotipi delle commedie scolastiche sentimentali lo rende una lettura piacevole che si solleva dalla massa.
In “Kimi ni Todoke” le situazioni paradossali ed esilaranti si sprecano ma il tutto si sposa perfettamente con la più banale quotidianità. I colpi di scena tipici del filone continuano ad esserci, ma sono narrati con la solita ironia e freschezza, tanto che persino la comparsa della classicissima rivale in amore diventa uno spasso a causa del carattere ingenuo e fiducioso di Sawako.
Anche il disegno s’inserisce nei binari tranquilli e già sperimentati di quello che potremmo definire lo “Stile Betsuma”: i personaggi hanno sempre qualcosa di familiare, sono gli stessi che abbiamo già incontrato in altre opere, così come il loro modo di vestire, di pettinarsi, di muoversi, è lo stesso che possiamo trovare nella Takanashi, nella Mimori, nella Kawahara, nella Nagata. Esso rispecchia l’adolescente tipo giapponese, ma il tratto dell’autrice è particolarmente piacevole, morbido e pulito e questo contribuisce a dare fin dal primo sguardo una sensazione di dolcezza e cura della tavola. Potremmo dire che la Shiina ha quel tocco speciale che serve a trasformare la mediocrità in particolarità.
La parola adatta a descrivere “Kimi ni Todoke” è delizioso. Carinissimo e dolce, non un capolavoro o un’opera destinata a rivoluzionare il panorama fumettistico, ma sicuramente un manga leggero ma di classe, adatto ad un pubblico di qualsiasi età.
Per cui, se avete un animo fondamentalmente romantico o se cercate una commedia scolastica che sia finalmente narrata con gusto e semplicità, che parli di adolescenti normali e non di protagonisti da soap opera, è il caso di dare uno sguardo ^^



This page is part of Shoujo Manga Outline  | Online since 17/05/2008 |  Disclaimers  |  FAQ