CONSIDERAZIONI
A cura di Minty77
Protagonisti
di questo manhwa di Jung-Hyun Uhm sono i giovani Yun-Ook Jang e
Bum-Moo Lee.
Yun-Ook è una ragazza di ventiquattro anni, che si è trasferita
a Seoul per coltivare il proprio sogno di lavorare come
illustratrice. Fa una vita non esattamente regolare ed è piena
di incertezze per la strada che ha scelto: vede le amiche
sistemarsi, tra fidanzati, matrimoni e bambini e, se da una parte
rimpiange il fatto di essere sola e di essere ancora in una
situazione instabile, dallaltra non riesce a rassegnarsi a
rinunciare alle proprie aspirazioni per accontentarsi, come loro,
di fare un lavoro impiegatizio e pensare solo alla famiglia. Un
personaggio molto moderno il suo, dunque, nel quale è facile
identificarsi, soprattutto per chi, come lei, si trovi, o si sia
ritrovato in passato, alle prese con le esitazioni e i dubbi che
lingresso nelletà adulta porta con sé.
Proprio a causa delle sue intemperanze nelle spese, Yun-Ook si
vede costretta a cercare in tutta fretta un coinquilino con cui
dividere laffitto, ed è così che si ritrova a vivere
sotto lo stesso tetto con Bum-Moo, un ragazzo enigmatico, schivo
e taciturno, che lavora part-time in un locale notturno. La
convivenza allinizio non è delle più facili e crea
qualche imbarazzo, i rapporti sono freddi e ridotti al minimo
indispensabile; occorrerà del tempo perché i due giovani
comincino a conoscersi, smettano di comportarsi come estranei e
finiscano per prendersi cura luno dellaltra...
Visivamente, il tratto di Jung-Hyun Uhm è gradevole e raffinato,
anche se un po discontinuo. I suoi personaggi sono alti e
longilinei, hanno mani lunghissime (non sempre aggraziate) e nasi
affilati. I contorni delle figure sono nitidi e precisi; al
contrario, gli elementi del viso sembrano essere resi con tanti
tratti sovrapposti e incrociati, che li rendono un po
indefiniti. Ciò non ne inficia lespressività e anzi dona
agli occhi un qualcosa di sognante e alle bocche una peculiare
sensualità (ma esse, a volte, corrono il rischio di apparire
come ferite sui volti). Anche le figure maschili risultano avere
lineamenti delicati e femminei.
A fronte di queste caratterizzazioni quasi eteree, non mancano le
vignette in cui i personaggi sono tratteggiati in modo più buffo
e grezzo - quando (ma è più raro) non direttamente
in super deformed - per sottolineare reazioni particolari,
momenti di agitazione o di relax. Un modo per sdrammatizzare che,
se colpisce per quantè distante dallaspetto abituale
delle figure, non risulta quasi mai stridente.
Accuratissima è la resa dei dettagli di abbigliamento e
calzature. I personaggi di questo manhwa sembrano proprio degli
inguaribili modaioli, sempre vestiti con stile e, soprattutto nel
caso di Bum-Moo, pronti a esibire qualche capo di marca (i brand
più famosi, quando non vengono esplicitamente citati, sono
comunque facilmente intuibili). Innegabile, insomma,
linteresse di Jung-Hyun Uhm per questi aspetti,
testimoniatoci anche dalle numerose pin-up di Yun-Ook e Bum-Moo
che intervallano la lettura della storia, e che esibiscono mise
ricercate e particolareggiatissime.
Lautrice pone la stessa attenzione anche nel riprodurre le
ambientazioni: se è vero che in molte vignette ritroviamo primi
piani e figure intere dei personaggi quasi del tutto privi di
sfondo, nel momento in cui linquadratura si allarga, sia
gli interni che le vie cittadine sono restituiti con accuratezza
e abbondanza di dettagli, con un effetto globalmente realistico,
anche se spesso un po rigido (lutilizzo di riga
e squadra è molto percepibile, nelleccessiva
tecnicità e precisione di certe linee).
La scelta delle inquadrature è comunque sempre buona, molto
attenta alle atmosfere che vuole creare; lo svolgersi della
vicenda risulta chiaro, i personaggi sono tutti ben distinguibili
tra loro e certe sequenze del racconto hanno un piglio quasi
cinematografico, molto efficace. Decisamente, in questo
lautrice si dimostra molto abile.
Dal punto di vista dei contenuti, Gray City è
innegabilmente un fumetto che tratta la vita di tutti i giorni.
La dimensione quotidiana è molto ben resa, fatta di gesti
semplici, di lunghi silenzi, di atmosfere quasi rarefatte. I
dialoghi, soprattutto allinizio, sono pochi ed essenziali;
ma anche in seguito restano asciutti, mai eccessivi.
Lautrice sa restituirci con maestria le sfumature emotive
dei suoi personaggi, le esitazioni, i dubbi, lo svilupparsi dei
loro sentimenti, con naturalezza e senza forzature. Tratta le
emozioni con delicatezza e garbo sicuramente apprezzabili. E
anche i pochi personaggi secondari sono ben tratteggiati nelle
loro psicologie.
Inizialmente il punto di vista predominante è quello di Yun-Ook,
ed è sua la voce narrante nelle indovinate sequenze che si
avvalgono della voce fuori campo; poi, via via che la ragazza
scopre nuove cose sul suo coinquilino, al lettore vengono
mostrati, a tratti, anche i pensieri di lui. Ed è così che
questo personaggio così malinconico e maturo, così sicuro dei
propri sentimenti che riesce ad accettare senza le paranoie che
assillano invece Yun-Ook, rivela anche i propri imbarazzi, le
tenere confusioni della sua età e certe piccole e grandi
fragilità dovute in parte allinesperienza, in parte alle
vicende del proprio passato.
Dispiace quindi che, dopo aver fatto della gradualità e
dellaccuratezza nelle sfumature il proprio punto di forza,
questo manhwa precipiti verso un finale affrettato, quasi
pretestuoso e che conclude ben poco: nel corso del secondo volume
vengono mostrati nuovi, interessanti risvolti nella storia dei
due protagonisti (il tema della famiglia e del rapporto con la
sorella per Bum-Moo, il ritorno di un ex e lincapacità di
gestire i sentimenti per Yun-Ook), che però restano a
galleggiare in superficie, senza trovare un vero e proprio
compimento. Il finale giunge quasi inaspettato, bruscamente,
privando la storia di alcuni approfondimenti che invece
sembravano ormai doverosi.
Non dico volumi interi, ma di certo qualche capitolo in più non
avrebbe fatto davvero male a questo titolo, in cui
laccelerata finale e la conclusione precipitosa rompono il
ritmo delicato che laveva sostenuto nella sua quasi
totalità, e lasciano il lettore con qualche (molta, nel mio
caso) insoddisfazione.
In conclusione, questopera potrebbe piacere a coloro che
apprezzano le storie quotidiane, dal ritmo pacato, fatte di
sentimenti che crescono a poco a poco, di personaggi pudichi,
ancora capaci di imbarazzarsi per unemozione. Inoltre, gli
estimatori di uno stile grafico filiforme, esteta,
attento ai particolari, troveranno certamente pane per i loro
denti.
Il titolo è invece sconsigliato a quelli che cercano una trama
che tenga fino allultima tavola, che amano i
finali esaustivi e gli intrecci ben bilanciati, perché
potrebbero restare delusi.
In ogni caso, Jung-Hyun Uhm è sicuramente un nome da tenere
docchio: Gray City sarebbe potuto essere
facilmente una piccola perla tra i sunjeong manhwa pubblicati in
Italia; migliorando solo alcuni aspetti, non sarebbe difficile
per questautrice scrivere una storia che possa conquistare
il cuore dei lettori.