CONSIDERAZIONI
* Warning spoiler: le considerazioni contengono anticipazioni sul finale! *
A cura di DEDA
Cherish
è il primo ladies comics della Yoshizumi, è strutturato in 3 capitoli e affronta
temi più difficili rispetto alle sue opere precedenti.
Tuttavia lo stile della yoshizumi non è ancora pronto per questo tipo di
tematiche e riduce tutto ai minimi termini di bianco o nero senza cercare vie di
mezzo o possibili gradazioni di grigio.
Se la storia si limitasse a quello che ho raccontato io nel sommario precedente
non sarebbe affatto male. Le idee ci sono, sono carine... ma il tutto è troppo
farragginoso, semplificato, immaturo e quasi infantile.
Il primo capitolo, di set up, è senz'altro il più accattivante ma quando si
passa allo svolgimento dei fatti successivi, il modo in cui viene presentato
l'investigatore privato (cerca di farci pensare che sia il padre e del resto non
c'è alcun motivo per cui l'investigatore voglia andare a conoscere la ragazza
per pura curiosità, non è pagato per farlo!), il modo compiacente con cui viene
mostrata questa perfetta e felice coppia gay quasi in maniera favolistica e
mistica... fanno sembrare il tutto finto e superficiale.
Il finale purtroppo rovina tutto, se non fosse spuntata fuori la terza persona a
risolvere il tutto non ci sarebbe potuto essere l'happy ending... come se senza
di esso non si potesse continuare a vivere!
Sinceramente la terza incomoda, responsabile dell'equivoco, spunta fuori
all'improvviso, ieri non c'era e oggi Puff: "ciao, sono la tizia gelosa del
vostro bel rapporto e ho deciso per pura invidia di prendere la lettera di lei e
leggerla. L'ho trovata troppo profonda e l'ho sostituita con un'altra lettera...
poi ho letto quella di lui, l'ho trovata troppo profonda e ho sostituito pure
quella. Ah, poi mi sono dimenticata per dieci anni di dire che ero stata io,
scusami se ti ho rovinato la vita perché sono una persona egoista e
superficiale, non me ne volere adesso con sta confessione qua riparo a tutto,
ciao ciao!" svolazza via felice la farfallina!
Una scena da far cadere la mascella.
Alla fine, se il ragazzo fosse stato incapace di accettare lo stato di lei da
piccolo e avesse mantenuto la sua presa di posizione e gliene avesse parlato,
almeno la povera Chihiro poteva metterci una pietra sopra.
Ma si sa che la nostra cara Watarushi non vive senza le sue favolette dal lieto
fine e ama mascherare i suoi piccoli liceali da finti adulti con comportamenti
finto-maturi per poi ridurre tutto a un cameratesco "volemose bene, baci e
abbracci, abbiamo scherzato!" e chi più ne ha più ne metta.
Vuoto, superificiale, un finto josei... un classico amoruccio tra i banchi di
scuola mascherato da altro. Per non parlare del fatto che poi, beh alla fine,
doveva esserci il segreto della madre: era innamorata dell'amico gay per questo
non poteva andare col padre di Chihiro.
Siccome lo amava tanto gli ha mollato la marmocchia e lui si è sentito in dovere
di crescerla incastrato dai sentimenti di lei: gran brava donna!
I disegni della Yoshizumi sono sempre i medesimi, come li conosciamo. Fondali
vuoti, paginette scarne con sfondi limitati, ha allargato il collo e le spalle
degli uomini per farli sembrare adulti ma continua a fare il solito scherzetto
del viso che guarda a destra mentre il naso è rivolto a sinistra. Fisionomie
piatte, affatto tridimensionali, sempre le solite espressioni assenti, sognanti,
disperate e perse incollate su queste figurine anoressiche, alla moda e senza un
capello fuori posto.
L'unica figura funzionante e non disfunzionale di questa storia è proprio
Chihiro. Reagisce con rabbia quando deve ma a volte è una bambina nel corpo di
un'adulta che gioca a fare l'adulta in casa di adulti. Altre volte è matura,
capace di intendere e fare ragionamenti logici e razionali. Una figura ibrida
che non ha ancora lasciato l'adolescenza in toto e non ha ancora fatto
completamente il suo ingresso in età adulta, proprio come devono essere i
ragazzi della sua età. Solo nel finale si scioglie un po' è perde il suo smalto,
forse perché ha tenuto duro in fondo, povero personaggio valido, ma alla fine ha
dovuto piegarsi alle necessità di copione che le imponevano di non ammazzare la
tizia che le ha rovinato la vita, ma di restare inebetita (lei di solito così
battagliera e assoluta nelle sue decisioni) per poi sciogliersi tra le braccia
del suo happy ending.