CONSIDERAZIONI

A cura di Lady Margareth

 

You Higuri sognava quest'opera fin dal suo debutto,  per poter descrivere, come confessa lei stessa, il "lato oscuro della storia" , ma ha dovuto attendere la conclusione di "Tenshi no hitsugi" per poter dedicarvicisi interamente.

Evidente è la passione che l'ha animata durante il suo lavoro: lei stessa nelle postfazioni a Cantarella racconta con una buona dose di ironia degli innumerevoli viaggi intrapresi nella nostra penisola per studiare e fotografare le location più adatte.

Inevitabile, dunque, che questo manga possa vantare un' accurata ricostruzione dell'epoca (e i costumi rinascimentali sono sempre il massimo!) e una scrupolosa documentazione degli eventi storici, sebbene l'autrice stessa abbia dichiarato di aver solo preso ispirazione dalle innumerevoli biografie lette, elaborandole poi con la sua fervida immaginazione.

In questo modo riesce a rendere originale una trama, che altrimenti, per quanto affascinante, rischiava di trasformarsi nell'ennesima cronaca dei misfatti dei Borgia, per cui le mangaka del Sol Levante sembrano avere una vera predilezione (vedi "la Madonna della ghirlanda" e "Cesare" di Fuyumi Souryo).

 

Anche in Cantarella, dunque, ritroviamo tutte le caratteristiche che l'hanno resa celebre; nelle sue opere angeli e demoni sono una presenza costante  e intervengono con grande disinvoltura nelle vicende umane,  modificandole a loro capriccio, ma nella loro crudeltà mantengono sempre un fondo di debolezza (nata da un amore disperato) che non fa che renderli se possibile ancora più affascinanti. E Cesare non fa eccezione, dal momento che anche lui, come già Laures di Seimaden, non nasce cattivo, ma lo diventerà in seguito alle ingiustizie perpetrate ai suoi danni; nei manga della Higuri non c'è mai una netta distinzione fra bene e male e in Cantarella nessuno, neanche l'angelica Lucrezia, puo essere considerato senza macchia e senza paura. E questo a mio avviso è uno dei maggiori pregi di quest'autrice.

 

Non si può comunque negare che, sebbene affascinata dai suoi controversi personaggi, la Higuri non riesce a destreggiarsi al meglio fra i complicati intrighi delle corti rinascimentali: la trama, soprattutto negli ultimi numeri usciti, tende a sfilacciarsi e perde parecchio mordente (ma trattandosi di un'opera incompleta il giudizio non può essere definitivo) e alcune possessioni demoniache (no, niente spoiler ! Ma il povero Macchiavelli valga per tutti) sono spinte tanto all'eccesso da apparire quasi ridicole.

 

Un'altra nota dolente (togliamoci tutti i sassolini dalla scarpa!) riguarda le figure femminili: se la Higuri è in grado di disegnare uomini da urlo (e Cesare che emerge nudo da uno stagno al chiaro di luna vale da solo l'acquisto del manga!), le sue eroine presentano immancabilmente tratti duri, mascolini e occhi sottili e poco espressivi (qualcuno ha fatto notare che Cesare è più femminile di Lucrezia!).

 

D'altra parte, è nelle illustrazioni che introducono i singoli capitoli che la Higuri riesce ad esprimersi al meglio: qui  i suoi eroi sono immortalati in pose teatrali su sfondi costellati di teschi, croci e roveti che ben rivelano l'interesse di quest' autrice per i lati oscuri dell'animo umano. Dei veri e propri quadri da collezione!

 

Un altro punto a suo favore riguarda i personaggi secondari, tutti ben caratterizzati e inseriti nella trama principale, che riescono a catturare l'attenzione del lettore anche con poche battute (vedi gli irresistibili principi di Napoli, Alfonso e Sancha d' Aragona, ma anche un certo esotico menestrello che ricorda molto Tetiyus di Seimaden *_*).

 

In conclusione, un' opera imperdibile per ogni fan della Higuri che si rispetti (me in primis), ma che mi sentirei di consigliare anche a tutti coloro che stravedono per i grandi affreschi storici disseminati di intrighi e assassini...

Se poi vi accontentate di una storia appassionante disseminata di bei ragazzi, be', questo manga fa pure al caso vostro!

 

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