STORIA
a cura di Demelza
Capitolo 1
Una giovane donna dai lunghi capelli neri si abbiglia per il giorno del suo
matrimonio con sete cremisi, ricchi gioielli e fiori. Ad attendere la sua uscita
c’è tutto il villaggio ma l’atmosfera non è festosa: paura, rassegnazione e
sollievo sembrano serpeggiare tra le persone, perché l’uomo a cui Soa è promessa
sposa non è un comune mortale, ma Habaek, il dio dell’acqua. Gli abitanti
sperano che il terribile dio accetti la ragazza offerta in sacrificio per
placare la sua ira, e conceda così al villaggio la pioggia, dopo il lungo
periodo di siccità che lo sta conducendo alla miseria.
Soa sembra affrontare con torpore il terribile destino a cui va incontro e,
mentre una barca senza remi la conduce verso il suo sposo misterioso,
un’improvvisa tromba d’acqua si abbatte su di essa e la ragazza si ritrova a
sprofondare sempre di più finché non perde conoscenza. Al suo risveglio Soa si
trova su una spiaggia sconosciuta, rocce giganti galleggiano nella volta celeste
sconfiggendo la forza di gravita, da esse cascate cristalline zampillano dal
cielo verso la terra, pesci mongolfiera viaggiano dolcemente in aria sospinti
dal vento, e palazzi immensi e bellissimi si estendono a vista d’occhio. Soa si
trova ormai nel regno del dio dell’acqua.
Ad accoglierla arriva un vetusto servitore in abiti tradizionali, che si
presenta come Yugo e si offre di condurla alla presenza del dio. Durante il
viaggio, Soa osserva stupita le meraviglie del luogo che la circonda, quando
all’improvviso una palla rimbalza verso di lei e viene raccolta dalla piccola
mano di un bambino, che la scruta con occhi seri prima di allontanarsi in
silenzio.
Soa si accorge all’improvviso di aver perso di vista la sua guida e di essersi
smarrita nell’immenso palazzo, ma mentre cerca una via che la riconduca a un
luogo familiare, scorge nello stagno che circonda l’edificio una figura maschile
solitaria dai lunghi capelli argentati. In preda all’agitazione, Soa si domanda
se per caso quell’uomo non possa essere il suo sposo, rimanendo colpita dalla
sua bellezza.
Proprio in quel momento viene raggiunta dal vecchio Yugo che la stava cercando e
la riconduce nel luogo in cui il dio l’aspetta attraverso un intricato labirinto
di corridoi. Ad attenderla c’è l’uomo che ha scorto in precedenza, ma il
servitore lo presenta a Soa come il generale Huye, mentre il vero dio dell’acqua
non è altri che il bimbo con la palla.
Lo sconcerto di Soa è tangibile: lungi dall’avere per marito un mostro o un
bellissimo uomo, si ritrova sposata con un bambino. Mentre i due fanno
conoscenza, irrompono nella stanza gli altri membri della corte del dio, di cui
abbiamo una veloce carrellata. Ci sono Judong, dio del fuoco dall’aspetto
irruente e scapestrato, Yohuie, dea minore della religione buddista collegata
alla natura e alle piante, e infine Mura, una dea con un tatuaggio sull’occhio
sinistro che sembra essere molto in confidenza con Habaek e cerca di convincerlo
ad avere pietà per Soa, che in fondo è stata separata dalla sua famiglia per
vivere in un regno sconosciuto e completamente diverso dal mondo degli umani.
Cala la sera, Soa e Habaek si trovano nella camera da letto, e mentre la ragazza
si addormenta sfinita e in preda alla nostalgia di casa, non può vedere il
marito che, alla luce della luna, si tramuta magicamente da bambino in adulto.
Capitolo 2
Soa si risveglia in un letto sconosciuto e, dopo aver ricordato a se stessa che
ormai non si trova più a casa sua, si reca da Habaek, che tratta come un normale
bambino e che, proprio in quanto tale, la fa sentire più sicura.
Mentre si avventura nel palazzo per iniziare a familiarizzare con esso, Soa si
reca nella parte più vecchia dell’edificio e qui incontra un personaggio
bizzarro che risponde al nome di Taeeuljinin, dottore e inventore. Mentre i due
hanno un simpatico scambio di battute, il dottore informa Soa che, al contrario
di quanto crede, la pioggia promessa non è ancora caduta sul suo villaggio.
Trafelata la ragazza si reca a chiedere spiegazioni a Habaek e qui si accorge
che, nonostante l’aspetto infantile, il cuore del dio è duro e implacabile. Soa
si allontana in lacrime e si imbatte nel generale Huye, che si offre di aiutarla
in qualunque cosa, specialmente se sente il bisogno di parlare con qualcuno. Soa
rifiuta decisa a tenere duro e giocare tutte le sue carte, e Huye ricorda una
misteriosa donna del suo passato, che lo implora di fuggire insieme.
La luna piena sorge ancora sul regno del dio dell’acqua; Habaek, nella sua forma
adulta, si trova su una delle mongolfiere a forma di pesce, a bere e ascoltare
musica in compagnia del dottore. Quest’ultimo lo stuzzica sul perché sia così
antipatico con Soa e i due parlano dell’umanità, rinchiusa nel proprio egoismo e
nella propria stoltezza, costretta sempre a commettere gli stessi errori, che
con il suo comportamento sta portando il pianeta alla rovina. Ma quando il
dottore gli domanda se sia disposto, nonostante tutto, a far piangere la giovane
sposa, il dio rovescia nel cielo il bicchiere di liquore che sta bevendo, e
questo si trasforma magicamente in gocce d’acqua che scendono sul mondo degli
umani. Il dio ha accettato il sacrificio offerto e ha, infine, concesso la
pioggia.
Sul terrazzo del palazzo del dio, Soa sta ammirando il vento che fa danzare
petali di fiore delicati quando è raggiunta da Mo-Ra, che sembra stupita
dall’improvvisa decisione del dio di lasciar cadere la pioggia. La dea inoltre
chiede a Soa se non sia curiosa di conoscere qualcosa di più sulle precedenti
mogli di Habaek…
Capitolo 3
Il dio del fuoco e Yohui ammirano la bella giornata di sole e, mentre la dea
sembra risentire del caldo soffocante, il dio è, naturalmente, perfettamente a
suo agio. Mentre i raggi del sole risplendono luminosi sui palazzi del regno, Habaek ha un malore a causa del calore e viene soccorso da Soa.
Il dottore le spiega che l’improvvisa debolezza del dio dell’acqua dipende dalla
forza del suo elemento inverso, il sole appunto. Raccomanda inoltre alla ragazza
di fare attenzione a non perdersi e scomparire durante i suoi giri perlustrativi
nel palazzo. Soa coglie l’occasione per chiedere al dottore qualche informazione
sulle spose di Habaek che l’hanno preceduta. Il dottore dice di non conoscere
tutti i dettagli dato che non si trova da molto tempo nel reame del dio
dell’acqua, ma la informa che la prima moglie di Habaek si chiamava Nangbin e
che è la prima e unica donna che egli abbia mai amato. Taeeuljinin dice di non
conoscere né il modo né il perché la donna sia morta, ma noi lettori, in un
frammento che ritrae Nangbin, riconosciamo la donna del ricordo di Huye.
Il dottore inoltre rassicura Soa sulla natura di Habaek: nonostante il suo
brutto carattere, e nonostante molte persone lo fraintendano, il dio non è una
cattiva persona, così non deve preoccuparsi di niente. Scherzosamente il dottore
si offre di leggere la mano di Soa ma nel palmo della fanciulla scorge qualcosa
che lo turba e lo lascia pensieroso… che sia la stessa cosa vista dal vecchio
che, da bambina, le aveva predetto che nella sua vita avrebbe amato due uomini?
Habaek si è ripreso dal suo malore e Yohui trascorre un po’ di tempo con Soa
conducendola nella foresta che trae vita dalle acque di cui il regno è formato.
Mentre si rinfresca i piedi nel ruscello all’ombra dei maestosi alberi, Soa
scorge un cane e allunga la mano per accarezzarlo. Ma l’animale in realtà è un
demone dalle lunghe zanne che tenta di attaccare Soa. Habaek vede tutto, ma
a causa della sua debilitazione non può accorrere in aiuto della sua sposa, che
viene soccorsa da Huye, il quale la conduce poi in braccio verso casa.
Il dio Habaek, dopo aver sgridato Soa per la sua leggerezza, li osserva andare
via insieme, irritato dalla propria debolezza.
Un’altra luna piena si alza in cielo. Soa non riesce a dormire e si domanda dove
possa essere Habaek. Il dio è ancora una volta in compagnia del dottore, il quale
gli dice che, visto i suoi poteri limitati durante il giorno, dovrebbe stare
attento alla luce del sole e domanda poi se Soa sia a conoscenza della sua
doppia forma (bimbo di giorno e adulto di notte), ma il dio risponde che la
informerà quando lo riterrà opportuno. Ritorna quindi verso la sua camera e, mentre con un balzo raggiunge il balcone, si trova faccia a faccia con Soa, che
lo vede per la prima volta come un uomo.
Capitolo 4
Soa e Habaek sono faccia a faccia, quando il dio all’improvviso le cade addosso,
chiudendole la bocca per impedirle di gridare e chiedendole di calmarsi. Ritrova
la propria compostezza, Soa gli domanda chi egli sia e il dio, che già cercava
una scappatoia per non dover dare spiegazioni sulla sua forma alla ragazza,
capisce che lei non lo ha riconosciuto e si presenta così come Mui, un cugino di
Habaek.
Approfittando della strana situazione, Mui domanda a Soa perché non sia scappata
prima del sacrificio per sfuggire al terribile sposo. La ragazza racconta che
una volta, da bambina, cadde nel fiume, ma non annegò, perché un essere
soprannaturale la portò in salvo. In realtà il braccio a cui si aggrappò non era
quello di una persona, ma si trattava dello stelo di una ninfea: la nonna le
spiegò che essa era il fiore creato dal dio dell'acqua per impedire agli uomini
di uccidersi annegandosi intenzionalmente. Fu così che Soa imparò a non aver
timore di Habaek ma a rispettarlo.
Mui rimane colpito dal racconto di Soa e allontanandosi le dice che ci sono
molte cose di cui sua nonna non era a conoscenza, come dell’esistenza di una
ninfea che dorme di giorno e si apre solo di notte (riferendosi evidentemente a
se stesso).
Il mattino dopo Soa chiede informazioni su Mui a Mura, la quale intuisce subito
la vera identità del “cugino” di Habaek, ma mantiene il segreto del dio con la
sua sposa.
Nello stesso momento, in un palazzo con numerose servitrici, il vecchio Yugo sta
informando una donna misteriosa del matrimonio del dio dell’acqua, la quale
sembra estremamente contrariata dal fatto che, ancora una volta, un’umana sia
stata introdotta nel Regno dell’Acqua.
La donna, Regina dell'Ovest, con fare imperioso, decide di andare immediatamente
nel regno di Habaek e il dio del fuoco informa Soa che ella altri non è che la
madre di Habaek, la terribile dea della punizione e della tortura.
Capitolo 5
Gocce di sangue cadono dal cielo nell’acqua, appare una mano insanguinata; Soa,
in lacrime, ha il vestito macchiato di sangue, mentre Mui è ricoperto di sangue
nelle mani e nel viso.
“Se avessi saputo tutto fin dall’inizio, le cose non sarebbero andate in questo
modo. Pensavo che questa felicità potesse durare per sempre”.
La scena torna a Soa che chiede informazioni a Mura su Judong Regina dell'Ovest,
la madre di Habaek, il quale si trova nel suo studio e sta inviando magicamente
dei messaggi: la scrittura si trasforma da inchiostro in piccoli draghi che
volano lontano.
Il generale si trova presso il dio e lo informa dell’imminente arrivo della
madre. Habaek si mostra contrariato, intuisce che la Regina dell'Ovest vuole
espressamente vedere Soa e si domanda come la madre sia venuta a conoscenza
della presenza della ragazza nel suo regno, sospettando che la notizia sia
trapelata da Huye. Mentre il generale affronta serenamente l’imminente
punizione, il dio placa la sua ira e lo informa che non perdonerà di nuovo un
tradimento da parte sua, facendo riferimento a un fatto avvenuto nel loro
passato.
E’ notte, Soa passeggia pensierosa alla luce della luna, e invita Yohui, che si
trova con lei, ad andare a casa a riposare promettendole di raggiungerla poco
dopo. Soa sente uno scroscio e nello stagno scorge Mui, nudo, che fa il bagno.
Capitolo 6
Il dio avverte la presenza di qualcuno che lo spia mentre Soa, confusa e in
preda all’imbarazzo, si è nascosta per non farsi vedere. Habaek/Mui si prepara
ad attaccare e immediatamente un furioso drago d’acqua si solleva dallo stagno
e si dirige verso la luna, dove un lupo alato finalmente rivela la sua presenza.
Il lupo inizia a parlare rivolgendosi a Mui e i due non sembrano essere in
buoni rapporti; ben presto il lupo assume l’originaria forma umana, nascondendo
un viso marchiato da una cicatrice dietro una maschera di metallo. Il nuovo
arrivato è un emissario dell’imperatore, che desidera vedere Habaek per
parlargli di qualcosa collegato a Nangbin.
Soa, sempre nascosta, non riesce a vedere il misterioso interlocutore e così si
sporge per avere una visuale migliore, venendo così scoperta da Mui che la
afferra per un braccio e poi la abbraccia.
Il mattino dopo Habaek gioca a scacchi con il dottore; scopriamo con un breve
flashback che la sera prima egli ha riaccompagnato Soa, svenuta, nel suo
letto, non prima però che il messaggero la notasse intuendo la sua identità. Mui
lascia Soa riposare placidamente sulle lenzuola, quando la ragazza viene
svegliata da una presenza improvvisa e scopre, vicino al suo letto, la divina
Regina dell'Ovest, dea della tortura nonché sua suocera.
Capitolo 7
Soa sogna del suo passato, nel sogno vede sua madre e le sue paure, tutti i
pensieri che da sveglia non può palesare le passano nella mente. Svegliatasi
all’improvviso dall’incubo, Soa si accorge che la luna, stranamente, è molto più
luminosa del solito e distingue finalmente la figura della Regina dell'Ovest,
terribile nella sua gelida bellezza.
Intimorita dalla donna, ma incapace di muoversi, Soa resta tremante a guardarla,
mentre la donna allunga una mano e le accarezza una ciocca di capelli,
promettendole che si rivedranno alla luce del giorno.
Il flashback finisce e si ritorna alla partita di scacchi tra Habaek e il
dottore, mentre Yohui informa il dio che Judong ha appena scortato Soa a un
incontro con la Regina dell'Ovest. La ragazza è intimorita dalla dea, che si
rivela essere una donna pungente e di una cordialità glaciale. Habaek arriva a
interrompere il colloquio tra le due, e quando la Regina dell'Ovest si avvicina
con fare mellifluo e quasi minaccioso a Soa, il marito le ordina di ritornare
immediatamente a palazzo con Yohui.
Mentre si allontana, Soa si rende conto che la triste e fredda espressione della
madre del dio è simile a quella che aveva sua madre il giorno in cui è stata
costretta a diventare la sposa sacrificale del dio.
Arriva la sera e Habaek non ha ancora fatto ritorno a palazzo; Soa, che lo
attende in piedi, sente bussare alla porta: si tratta di Mui che l’afferra per
un braccio e le sussurra a un orecchio di tornare a casa, nel mondo degli
umani.