CONSIDERAZIONI

A cura di Livio

“Non c’è cosa peggiore dell’aver paura del proprio corpo.” L.Puenzo

L’ennesima prova d’autore della bravissima Setona Mizushiro, “Afterschool Nightmare”, segna l’atteso ritorno della sensei in Italia. La sua ultima opera è, senza paura di smentita, il traguardo di una lunga ed interessante carriera, una dimostrazione di maturità artistica e professionale gestita con eleganza ed abilità senza pari.

L’abilità seduttrice della Mizushiro esplode vigorosa dalle pagine del suo ultimo capolavoro, ed al lettore non resta che lasciarsi avvolgere da una storia gestita al pieno della sua forma, elegantemente illustrata e sapientemente condotta, dove niente è ciò che sembra.

Di notevole impatto è la grafica, mai come ora perfettamente pulita ed equilibrata: pur mantenendo il suo personalissimo tratto, lontano dagli stereotipi del fumetto commerciale per ragazze, qui le sue figure sono finalmente libere dai tratti spigolosi ed incerti degli esordi (pur comunque mantenendo un forte carattere di riconoscibilità stilistica), e si impongono nelle tavole come creature angeliche, quasi sovrannaturali, sicuramente oniriche. E non a caso: la dimensione in cui i personaggi si muovono è solo in parte terrena.
La “infermeria” del titolo originale (adattato per l’occidente con un azzeccatissimo “nightmare”) è, di fatto, un incubo, o almeno un mondo che perde la connessione con la ratio e si modella attorno alle paure, ai segreti, alla reale natura dei protagonisti.

Nella storia delle culture, esiste una lunga tradizione sul sogno e sul suo significato; valutazione del sogno, quindi, come manifestazione di verità (dalla predizione del futuro, alla comunicazione con sé stessi): a tutto ciò, solo la psicanalisi moderna ha saputo trovare delle risposte. Secondo Freud, il sogno è la manifestazione dell’inconscio e dei suoi contenuti rimossi; secondo Jung, invece, il sogno è costruito dai simboli che abitano la mente e che tutti gli uomini condividono.
Alla Mizushiro non sarà certamente sfuggita l’infinita letteratura sul sogno e sul suo significato, tant’è che il suo incubo è di fatto un terreno di guerra, dove l’unica via di fuga è una chiave (notare l’abbondanza di elementi simbolici) e dove ciascuno dei suoi personaggi si presenta a se stesso e ai suoi compagni per ciò che naturalmente è, senza filtri e senza menzogne.

L’aspetto inconscio è dunque il leit-motiv principale, attorno al quale si snoda il complesso intreccio ed una storia scritta con precisione e sapienza, generosamente infarcita di colpi di scena ed immagini di grande impatto. Le misteriose lezioni riguardano più di uno studente, ciascuno dei quali appare nelle sembianze più vicine alla propria natura. Ed è così che, lentamente, la story line ha occasione di crescere e portare al pettine i molteplici nodi che apparentemente sembrano irrisolti nel corso della narrazione, narrando parallelamente le vicende, spesso buie e drammatiche, dei protagonisti e dei comprimari.

Personaggi delineati con un amore e una cura quasi materni: scopriremo solo lentamente i sottili fili che uniscono i loro animi, capiremo solo nel procedere della narrazione quanto per alcuni di loro l’incubo non sia esattamente la lezione speciale, anzi… e resteremo coinvolti in prima persona dal tenero e controverso rapporto che lega, già dall’illustrazione in copertina, i tre protagonisti della vicenda, tra i più sfaccettati ed umani che il fumetto moderno abbia mai offerto.

Una grandissima prova d’autore, la dimostrazione che il fumetto popolare ha ancora molto da dire.
Dedicato a chi vuole conoscere il primo candidato a miglior shoujo manga dell’anno.

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