CONSIDERAZIONI
A cura di Nimue
Finalmente
qualcuno si è deciso a pubblicare Mari Okazaki in Italia! Sì, perché, nonostante
l’edizione non proprio esaltante, si tratta di una di quelle rare ventate d’aria
fresca all’interno del panorama mangaceo del nostro paese.
Pubblicata già con successo in Francia (e i cugini d’Oltralpe hanno in pratica a
disposizione tutto il “corpus” okazakiano) e negli USA (Supplì), Okazaki sensei
fa parte del cosiddetto gruppo delle “autrici d’avanguardia” (vedi pagina SMO):
in effetti, il suo stile, sia narrativo, sia grafico, si allontana radicalmente
da quello che va per la maggiore attualmente.
Pur non raggiungendo il graffiante estremo di altre avanguardiste, i suoi
disegni non sono così dolci e piatti come quelli che siamo abituati a vedere
ultimamente, carini, magari, ma parecchio stereotipati.
Non è facile definire con precisione il tratto di Mari Okazaki, perché è allo
stesso tempo grazioso, ma non melenso, particolareggiato e mosso. Ha decisamente
un che di onirico, specialmente quando ritrae i personaggi che riflettono su
problemi, sogni e desideri, quando piangono e quando esprimono i propri
sentimenti.
Ecco, questi disegni riescono a fornire una rappresentazione concreta di
sentimenti ed emozioni, dimostrando grande sensibilità nel trattare temi forse
non così inusuali (cotta di alunna per professore, ragazze maltrattate da
compagne di classe, tradimento all’interno della coppia), ma che il pennino
della Okazaki riesce a rendere speciali e densi di sfumature.
Accantonando la parte psico-sentimentale non si può poi non affermare che pure
ambientazione, costumi e acconciature siano molto curati e “alla moda”, poiché
anche l’occhio vuole la sua parte.
Shibuya Love Hotel è una raccolta di sei racconti, divisi in due volumi (per
ora), slegati tra loro, ma accomunati dall’ambientazione, il quartiere degli
hotel a ore, che con la sua straordinaria atmosfera favorisce incontri,
innamoramenti e amicizie.
Sembra una contraddizione cercare (e trovare) la vera amicizia o l’amore della
vita in un luogo che è in realtà meta per coppie clandestine, amanti e
addirittura prostituzione, tuttavia, Shibuya non è solo quello che appare: come
capita a Itoi, la protagonista di “Dopo le lezioni”, il love hotel, e il
quartiere in senso lato, si trasformano in un rifugio, “un luogo dove piangere
per poter ritrovare il sorriso l’indomani”, ed è solo lì che, assieme all’amica
Ariyoshi, ella riesce a decomprimere la propria frustrazione e liberarsi dai
pesi che le opprimono il cuore. Stessa cosa succede a Yuki, protagonista di
“Cielo azzurro”, che solo al momento decisivo, in una stanza d’hotel, capisce
che i sentimenti che prova per il professore sono reali: è amore, non solo una
cotta adolescenziale.
Insomma, personalmente, e non lo nascondo, adoro Mari Okazaki, il suo stile
narrativo e i suoi splendidi disegni, quindi non posso che consigliare la
lettura di questi due volumi, nonostante l’edizione non sia, purtroppo, ai
livelli di quella francese, almeno dal punto di vista “materiale”.
Per chi ancora non la conoscesse trattasi, invece, di un’occasione d’oro per
leggere qualcosa di sicuramente più maturo e interessante della massa di cloni
che abbiamo a disposizione al momento... E non è certo poco!