CONSIDERAZIONI
A cura di Giorgia-bi
C-blossom è la
trasposizione a fumetti di un romanzo di Harutoshi Fukui, al quale la
disegnatrice cerca contemporaneamente di restare fedele e di rendere omaggio.
La sensazione che si respira durante la lettura è proprio quella di assistere ad
una prova di grande impegno e dedizione, nonché ad un tentativo di soddisfare un
pubblico il più variegato possibile. Il tratto è senza dubbio gradevole ed
elegante, senza nessuna concessione a frivolezze o a siparietti che stemperino
le atmosfere opprimenti in cui si dibattono i protagonisti. L'unica concessione
fornita al pubblico in cerca di leggerezza è forse l'avvenenza dei protagonisti
maschili, in particolare del duo Toya/Kisaragi, il cattivo ed il buono, il
biondo ed il moro.
L'aspetto grafico è in definitiva il punto di forza di questa spy story, in cui
nessuno può davvero fidarsi di chi lo circonda. Non siamo di fronte ad una
narrazione originale, e neppure ad un onesto titolo di genere: lo scioglimento
non rispetta i canoni del giallo, in quanto non riesce a fare completamente luce
sugli interrogativi posti dalla trama.
L'apparato dei personaggi è il tasto dolente del prodotto finale. Toya è il
classico antagonista divenuto tale in seguito all'insopportabile complesso
d'inferiorità verso il protagonista, e se si esclude il momento in cui veniamo a
scoprire la sua vera identità, il personaggio riserva ben poche sorprese,
tediando il lettore fino alla fine.
Kana e Kisaragi sono due disillusi, due individui che hanno già provato sulla
propria pelle l'amarezza del tradimento e dell'abbandono, e che pertanto
faticano ad appoggiarsi al prossimo: ma nessuno spiraglio si apre sul passato di
Kisaragi permettendo al lettore di comprenderne l'indole e le scelte.
L'incontro tra i due è l'aspetto più debole della narrazione: un dato di fatto
difficilmente spiegabile, ma palpabile fin dal primo momento. Kana in prima
battuta diffida del proprio salvatore, e lo accusa di considerarla
esclusivamente come parte della propria 'missione': dovendo tuttavia sviluppare
la storia nell'arco di due soli volumi, gli autori chiudono frettolosamente
questa parentesi e poco dopo ci presentano i due ragazzi intenti a scherzare e
disegnare coniglietti. Il passaggio dalla totale sfiducia alla confidenza è
troppo veloce e privo di qualsiasi coinvolgimento: non si tratta del classico
caso di Sindrome di Stoccolma, e tantomeno dell'incontro di due solitudini.
L'impressione generale è proprio quella del forzato inserimento di un elemento
sentimentale in un tipo di narrazione che non ne avrebbe assolutamente
necessitato. Proprio a causa dell'incongruenza tra l'andamento degli eventi e lo
sviluppo del legame tra i protagonisti, il rapporto tra i due rimane
prevedibilmente abbozzato ed incompiuto.
C-blossom è in definitiva una produzione assolutamente superflua, che acquisisce
presumibilmente un senso solo agli occhi di un pubblico che possa aver già
affrontato ed apprezzato il romanzo ed il film omonimi.