CONSIDERAZIONI
A cura di Livio
C’era
da aspettarsi il ritorno di Matsuri Hino nella nostra penisola, soprattutto dopo
il successo dei suoi ultimi lavori (“Merupuri” e “Vampire knight”): ecco quindi
l’ennesima operazione di “rilancio” commerciale di un’autrice, operata
attingendo dal suo (ancora esiguo) catalogo, e nella fattispecie pubblicando le
sue opere d’esordio, nell’attesa di nuovo materiale dal Giappone. Per una volta,
si tratta di una scelta relativamente felice. Matsuri Hino è tra le giovani leve
un’autrice dall’interessante potenziale creativo, abile illustratrice,
divertente nella narrazione quanto nella grafica.
Il volume unico “Wanted” raccoglie dei capitoli dal sapore ancora acerbo,
presenta più di una sbavatura e qualche giustificata ingenuità, ma al contempo
contiene in embrione tutte le peculiarità artistiche della sua giovane autrice.
Decisamente buono il tratto: libero dalle mezzetinte gotiche di “Vampire knight”,
addolciti i tratti di “Captive heart”, i personaggi di “Wanted” ricordano per
fisionomia i colleghi di “Merupuri”, per i quali anticipa un gusto estetico
originale e piacevole, fatto di posture dinamiche e coreografiche, drappeggi e
capelli volti a bilanciare ed equilibrare la tavola (e quindi elementi di
grafica e design, più che meri esercizi di stile), gradevoli composizioni in
economia di tratteggi e chiaroscuri, ricche di vezzi ed orpelli, in una lettura
decisamente “kawaii” delle bande piratesche. Più che altro, un autentico harem
virtuale a uso e consumo del suo pubblico femminile.
Qualche appunto in più potrebbe essere fatto alla sceneggiatura, carente in
molti passaggi, e talvolta scoraggiata da una regia al servizio più
dell’avvenenza dei personaggi che delle dinamiche narrative. Certo la
suddivisione in capitoli contribuisce ad aumentare il senso di frammentarietà e
incoerenza, ma definisce (inconsapevolmente?) il limite e il pregio di questo
volume: una raccolta di avventure di dichiarata fantasia, “easy reading” con
qualche sorpresa, un plot mirato alla celebrazione estetica dei suoi personaggi,
ispirato alla commedia teatrale tradizionale.
Nell’attesa di conoscere da vicino “Captive heart” (la sua prima miniserie), di
imminente pubblicazione, possiamo concedere una lettura a questo divertissement
dal sapore fiabesco ed esotico, che risulterà particolarmente godibile a un
pubblico giovane e senza tante pretese.
Un’operazione dichiaratamente commerciale, ma per fortuna di media qualità.