CONSIDERAZIONI
A cura di *GardeniA*
Quest'opera delle CLAMP appartiene al
"fronte Nekoi", ovvero, è sempre ideata da Nanase Ohkawa, ma disegnata in gran
parte dalla meno nota mangaka del gruppo. Ben lontana dal virtuosismo e dalla
delicatezza delle opere più famose del gruppo (firmate Mokona Apapa), questo
lavoro, così come gli altri realizzati dalla Nekoi (Wish e Lawful Drugstore)
presenta dei disegni piuttosto lineari e un po' grezzi, per non dire sgraziati.
Insomma, se amate le CLAMP per la loro maestria
con
china e pennino, non è decisamente il manga che fa per voi. E non lo è neppure
se siete tra gli amanti del tono epico e tragico di manga corali come RG Veda o
X e neppure se prediligete la dolcezza e la raffinatezza stilistica e
caratteriale di Card Captor Sakura. Ma allora a chi è consigliato questo manga?
Sostanzialmente a chi ama le opere disegnate dalla Nekoi, a chi ha trovato
gradevole Wish o Chobits, o ai fan più convinti del gruppo di Osaka che non si
sono persi una loro opera.
Il perché di questo giudizio sta nel fatto che questa storia è ben lontana dalle
più note del gruppo non solo, come ho già sottolineato, a livello grafico ma
anche a livello di storia. Innazitutto la vicenda è breve, l'ambito è quello del
quotidiano, lontano dal sovranaturale o dallo spiritico. Però è il quotidiano
clampico, quindi infarcito all'inverosimile di strizzate d'occhio allo shonen
ai, allo yuri e...alla pedofilia? Il rapporto tra Shiro e Hinata, infatti, non
può che essere strano data l'enorme differenza di età che intercorre tra i due
e, se il termine sovracitato è improprio, la parola "forzatura" può essere
tranquillamente utilizzata perché, se la sbandata di Hinata è comprensibile,
quella di Shiro non è neppure giustificabile.
Altro punto dolente del manga - che sa riservare qualche colpo di scena, ma che
presenta situazioni già viste nell'universo clampico - è l'utilizzo dei romanzi
illustrati da Tomoaki stesso, che aiutano Hinata a dare un nome ai propri
sentimenti. Questo metodo, ampiamente presente anche in Chobits, tende ad
appesantire, soprattutto sul finale, il fumetto dato che le storie si fanno
sempre più lunghe e occupano gran parte del volumetto, sottraendo il
palcoscenico ai veri protagonisti della storia.
Una nota di merito va in ogni caso all'edizione Star Comics che se da un lato
presenta un prezzo abbastanza alto, dall'altro presenta una carta migliore
rispetto al passato e un adattamento passabile, con meno erroracci del solito.
Insomma un buon shoujo manga, ma un'opera sottotono del gruppo che va acquistata
solo dopo un po' di riflessione, senza basarsi sui manga più famosi delle CLAMP.