CONSIDERAZIONI

A cura di Feld-

Clicca per ingrandire!Come evidente dalle scelte strutturali e narrative prese, la Minekura, nel realizzare Stigma, ha voluto concentrarsi sulla poesia dei personaggi e delle tematiche più che sulla trama o sulla completezza dei profili psicologici; queste scelte prese dall’autrice, chiaramente, portano con sé una serie di conseguenze che da un lato rendono il volume una mosca bianca nel panorama dei manga pervenuti in Italia, dall’altro tradiscono un’ambizione non del tutto realizzata, che può lasciar facilmente l’amaro in bocca a chi esige una compiutezza nella trattazione di temi e simbolismi.
Se colori e sceneggiatura incentrano interamente sull’aspetto emotivo la lettura del manga in questione, non è difficile notare come la regia, pur non sempre originale né impeccabile, sia dotata di una certa coerenza rispetto agli argomenti proposti (inquadrature “tagliate” per dare un’idea di indeterminatezza e rispecchiare la frammentazione interiore del personaggio, primi piani esclusivamente sui visi dei protagonisti, metaforici o effettivi, della vicenda, come a restringere alla loro visione interiore l’intero mondo che li circonda, molte sequenze legate principalmente da associazioni mentali…); altresì notevole è che la ricerca del cool, talvolta quasi estemporanea in altre opere dell’autrice, sia qui perfettamente contestualizzata.
Il risvolto della medaglia è che altre scelte, come quella che dà il titolo all’opera, portano ad una serie di input non approfonditi: tematiche come la ricerca di purezza, la memoria, la percezione di sé e del mondo, l’alienazione, impongono una trattazione approfondita o comunque dotata di una compiutezza che il volume non sfiora nemmeno, preferendo rifarsi ad un simbolismo decisamente sincretizzato e talvolta sin troppo vago. La stessa innegabile poesia che permea la storia e le immagini può risultare banalizzata da tale superficialità dei temi, e finire per non soddisfare anche chi in un primo momento aveva apprezzato la rude delicatezza di certi momenti.
Dando un giudizio complessivo, consiglio caldamente il volume a chiunque abbia apprezzato o apprezzi lo stile della Minekura, e a chiunque sia alla ricerca di una storia dolce e leggera come una piuma; il lettore più smaliziato o esigente, però, potrebbe rimanere infastidito o deluso dalle troppe ambizioni frustrate.

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