CONSIDERAZIONI
A cura di Feld-
Come
evidente dalle scelte strutturali e narrative prese, la Minekura, nel realizzare
Stigma, ha voluto concentrarsi sulla poesia dei personaggi e delle tematiche più
che sulla trama o sulla completezza dei profili psicologici; queste scelte prese
dall’autrice, chiaramente, portano con sé una serie di conseguenze che da un
lato rendono il volume una mosca bianca nel panorama dei manga pervenuti in
Italia, dall’altro tradiscono un’ambizione non del tutto realizzata, che può
lasciar facilmente l’amaro in bocca a chi esige una compiutezza nella
trattazione di temi e simbolismi.
Se colori e sceneggiatura incentrano interamente sull’aspetto emotivo la lettura
del manga in questione, non è difficile notare come la regia, pur non sempre
originale né impeccabile, sia dotata di una certa coerenza rispetto agli
argomenti proposti (inquadrature “tagliate” per dare un’idea di indeterminatezza
e rispecchiare la frammentazione interiore del personaggio, primi piani
esclusivamente sui visi dei protagonisti, metaforici o effettivi, della vicenda,
come a restringere alla loro visione interiore l’intero mondo che li circonda,
molte sequenze legate principalmente da associazioni mentali…); altresì notevole
è che la ricerca del cool, talvolta quasi estemporanea in altre opere
dell’autrice, sia qui perfettamente contestualizzata.
Il risvolto della medaglia è che altre scelte, come quella che dà il titolo
all’opera, portano ad una serie di input non approfonditi: tematiche come la
ricerca di purezza, la memoria, la percezione di sé e del mondo, l’alienazione,
impongono una trattazione approfondita o comunque dotata di una compiutezza che
il volume non sfiora nemmeno, preferendo rifarsi ad un simbolismo decisamente
sincretizzato e talvolta sin troppo vago. La stessa innegabile poesia che permea
la storia e le immagini può risultare banalizzata da tale superficialità dei
temi, e finire per non soddisfare anche chi in un primo momento aveva apprezzato
la rude delicatezza di certi momenti.
Dando un giudizio complessivo, consiglio caldamente il volume a chiunque abbia
apprezzato o apprezzi lo stile della Minekura, e a chiunque sia alla ricerca di
una storia dolce e leggera come una piuma; il lettore più smaliziato o esigente,
però, potrebbe rimanere infastidito o deluso dalle troppe ambizioni frustrate.