CONSIDERAZIONI
A cura di Nimue80
Ammetto
innanzitutto di intendermene molto meno di manhwa che di manga,
anche se ne ho letto un congruo numero, che spero mi aiuti nel
dare un giudizio sensato su questopera.
Il manhwa in questione é tratto dallomonimo drama coreano
ed é già a prima vista, una storia lacrimevole, intrisa di
patetismo, ma pare anche il racconto della ricerca di
affermazione e di riscatto sociale da parte dei protagonisti, la
cui infanzia non é effettivamente tra le più rosee, costretti
come sono a vivere con madri dai mestieri sicuramente poco
edificanti (e remunerativi).
Jun Young, il protagonista maschile, in particolare vive
lesistenza tra le canzonature dei coetanei e la sua indole
solitaria, con una chitarra come unica amica, almeno fino a
quando non conosce la dolce Hae In, dalla situazione familiare
simile alla sua, ma in più minata dalla cecità, da lei però
affrontata (almeno per ora) con una certa positività. I due
giovani sembrano da subito attratti luno dallaltra e
il loro rapporto diventa sempre più stretto, anche se non manca
il tradizionale triangolo amoroso che posiziona al terzo e ultimo
vertice Hwa Jeong, compagna di classe infatuata di Jun Young che
con Hae In sembra instaurare uno strano rapporto di amore-odio.
Tuttavia questo terzo incomodo non pare cagione di
molto disturbo alla coppia protagonista, dato che il ragazzino
non sembra considerarla granché dal punto di vista sentimentale.
Osservando la copertina del primo volume, pare che il triangolo
amoroso diventerà un quadrilatero, dal momento che vi sono
rappresentati due ragazzi e una ragazza, ma ancora non é detto...
sempre a proposito della cover, considerandola però da un punto
di vista prettamente grafico, devo constatare, almeno da parte
mia, una certa difficoltà nel distinguere i protagonisti tra
loro, in particolare i due maschili (quale dei due é Jun Young?).
Il tratto dellautrice, Shin Ji-Sang, nonostante sia
effettivamente piuttosto leggero, chiaro, dalle linee pulite e
delicate, non spicca per originalità e non raggiunge livelli
eccelsi, per esempio quelli raggiunti da Lee Hyeon Sook (autrice
di Love story e I fiori del male).
Nonostante ciò lo trovo meno rigido rispetto ad altri esempi
visti in Italia (Pretty su tutti) dove i personaggi
spesso somigliano a delle bambole (poco) snodabili.
Lo stile di questautrice si distingue maggiormente nelle
illustrazioni a colori, giocate su toni chiari e sfumati, che
suggeriscono in parte latmosfera malinconica che permea la
storia.
La psicologia dei caratteri sembra già dal primo volume
parecchio approfondita e non potrebbe essere altrimenti, visto il
taglio drammatico della vicenda: la storia é narrata da Hae In,
ragazza non vedente ma dalla grande sensibilità che, partendo da
un evento traumatico come un incidente stradale, percorre
allindietro i suoi ricordi, iniziati da quando ha
conosciuto lamato Jun Young. Il racconto é spesso
intervallato dai suoi pensieri e le sue considerazioni, che si
concentrano per lo più sul suo rapporto col ragazzino e le
persone che la circondano.
In definitiva questa Storia damore triste non
sarà una pietra miliare della produzione "manhwacea"
giunta finora nelle italiche terre, però é unopera
interessante, emozionante e sicuramente toccante in più punti.
Sconsigliata a chi non ama le letture lacrimevoli, consigliata
invece a chi non ha paura di usare il fazzoletto e a chi ha già
amato questo genere, spesso sfruttato in ambito letterario e
cinematografico (vi dicono qualcosa titoli come Love
story, Gridare amore dal centro del mondo,
I passi dellamore & co?)