LA STORIA
A cura di Fehu
Take 0: Jenin – Girl meets Fox
Auna Shai Copriss è una giovane nobile decaduta, ora al servizio della
principessa Vellotte presso quello che una volta era il suo stesso palazzo.
Vive lì in completa solitudine, proprio per questo la principessa, conscia delle
difficoltà che la ragazza affronta quotidianamente, decide di farle un omaggio:
un maggiordomo.
Auna è grata per questo regalo finché non le viene presentata la piccola volpe Jenin, il maggiordomo in questione.
E’ stato davvero un dono quello della principessa oppure uno scherzo crudele?
Mentre viaggia insieme al suo nuovo maggiordomo alla volta del palazzo di
Copriss, Auna si interroga sulle parole della principessa che le ha detto di
averle semplicemente prestato Jenin, ma che sarà suo se riuscirà a trasformarlo
in un uomo.
Auna si addormenta e Jenin cerca di approfittare del momento propizio per
liberarsi, ma nel sonno la fanciulla dopo aver pronunciato il nome “Deni” chiede
di non essere lasciata sola, Jenin si intenerisce e le resta al fianco, perdendo
così l’occasione di fuggire.
Al suo risveglio una stupefatta Auna trova accanto a sé un ragazzo sconosciuto,
in realtà si tratta di Jenin: a causa di un incantesimo della principessa Vellotte, infatti, è costretto a trascorrere 12 ore con le sembianze di una
volpe.
Jenin vorrebbe andarsene, dato che Auna non ha alcun potere in grado di rompere
l’incantesimo, ma la ragazza, che considera la principessa come la sua
benefattrice, è di diverso avviso e dimostrandosi molto meno indifesa di quanto
non sembrasse, estrae una pistola e non esita a sparargli contro,
“convincendolo” così a desistere dai suoi propositi di fuga, almeno per il
momento…
Take 1: Sarah – Fly me to the moon?
Scopriamo quali circostanze abbiano portato Vellotte a imporre l’incantesimo su Jenin.
Jenin ruba la non meglio identificata “lacrima della sirena” e viene inseguito
da alcuni men in black, nel frattempo Mister Mew, fidato accolito di Vellotte, le
sta restituendo il tesoro della famiglia reale, che la stessa principessa aveva
segretamente venduto.
Durante la sua fuga Jenin atterra proprio sul tesoro: una scarpetta di vetro che
ha il potere di instillare l’amore, polverizzandola, scatenando l’ira della
principessa, che riesce ad agguantarlo proprio allo scoccare della mezzanotte.
Torniamo al presente... Auna e Jenin ricevono una lettera della principessa, in
cui affida loro una missione di vitale importanza: portarle dei dolcetti alle
noci XD, mentre i due sono al mercato per acquistarli, Auna viene avvicinata e
poi rapita da dei loschi figuri vestiti di nero.
Jenin prima pensa di scappare, poi però corre a salvarla, e, mentre la libera, i
due rapitori rivelano di essere lì per lui, vogliono indietro la “lacrima della
sirena” entro una settimana altrimenti elimineranno la sua Sarah.
Jenin è talmente preoccupato da arrivare a mettere del sonnifero nella zuppa
della sua padrona pur di andare a liberare Sarah, ma Auna non ci casca nemmeno
per un istante, rimane però colpita dalla sua determinazione e così gli chiede
notizie di lei.
Jenin afferma che Sarah è la seconda cosa più importante al mondo per lui,
ovviamente la prima è Jenin stesso, e chiede ad Auna se lei non consideri se
stessa altrettanto importante.
Auna ripensa allora al suo primo incontro con Vellotte: il giorno in cui il
castello di Copriss cadde, la principessa vedendo come ad Auna non importasse
nulla della propria vita decise di graziarla chiedendole in cambio di divenire
una sua proprietà, di donarle sia la sua vita che la sua morte... in quel giorno Auna divenne la sua serva.
Jenin ed Auna si recano nuovamente ad acquistare i dolcetti per la principessa (i precedenti sono andati distrutti nel salvataggio), e poi si mettono in viaggio
verso la capitale, non prima però di aver avvisato i due rapitori che nel
frattempo avevano “abilmente” continuato a pedinarli.
Giunti alla stazione Auna viene derubata del portafogli, Jenin si lancia
all’inseguimento del ladro e non appena riacquista le sue sembianze umane
riesce a fermarlo.
Dal portafogli cade una foto in cui una Auna dai capelli lunghi e dalla solita
espressione imperturbabile è ritratta accanto a un giovane; Jenin pensa di
tenerla come ricordo: ha infatti deciso di fuggire -l’occasione è troppo
favorevole per non sfruttarla-, e di non incontrarla mai più.
Ma Auna non è tipo da arrendersi così facilmente... dopo aver minacciato con la
solita pistola i due rapitori che avevano viaggiato insieme a loro, ordina loro
di condurla nel luogo in cui si trova Sarah.
I due malviventi la conducono di fronte alle mura del loro quartier generale e
mentre Auna in attesa di Jenin si apposta nella boscaglia, ha un flashback in cui
il ragazzo della foto le dice che non riesce a immaginarla mentre aspetta un
uomo, ma nonostante ciò le chiede comunque di aspettare lui.
Al calar della notte Jenin si fa finalmente vivo e riesce agevolmente a
introdursi nel palazzo, ma Auna lo segue e i due hanno un confronto, nel quale
la ragazza, visibilmente irata, gli comunica che è costretta a scomodarsi
perché, nonostante lui non rappresenti nulla per lei, ha delle responsabilità
nei confronti della principessa che glielo ha affidato, ma gli promette comunque
di aiutarlo a sciogliere l’incantesimo e poi saranno liberi di prendere ognuno
la propria strada, per questo gli ordina di non scappare più.
A questo punto è Jenin, ferito dalle parole della ragazza, ad alterarsi: le
domanda perché sia tanto arrabbiata e le urla contro che non può accettare di
essere comandato a bacchetta da una ragazzina annoiata che lo considera come un
giocattolo, ma Auna gli risponde che è lui quello turbato e se ne stupisce dato
che gli ha appena promesso di aiutarlo.
Nel frattempo la confusione ha attirato le guardie; Auna e Jenin vengono
catturati e si trovano a dover passare la notte insieme chiusi in cella, in
un’atmosfera decisamente pesante.
Auna si addormenta, Jenin si stende accanto a lei e, mentre fuori infuria un
temporale, ripensa alla loro discussione, cerca di riflettere sui suoi
sentimenti e sul comportamento di Auna.
All’improvviso un tuono spezza il silenzio, Auna si sveglia di soprassalto e
cade a terra, mentre Jenin la soccorre, la ragazza gli si aggrappa terrorizzata,
e lui avvolgendola in una coperta l’abbraccia.
Jenin aspetta che si tranquillizzi e si addormenti nuovamente, poi approfittando
del suo aspetto ferino riesce a passare attraverso le sbarre e corre a liberare
Sarah con l’intenzione di tornare successivamente a prendere Auna.
Ma appena sveglia Auna viene liberata da Mister Mew che, riconsegnandole la
pistola, le raccomanda di avere cura dell’eredità di Copriss.
Le guardie accortesi della sparizione dei prigionieri cominciano le ricerche
all’interno del palazzo, nella confusione una voce femminile
dall’interno di una cella invoca il nome di Jenin; Auna fa saltare la serratura
della porta liberandola, credendo che si tratti della famosa Sarah.
Una bella ragazza dai lunghi capelli mossi esce dalla cella e afferrando Auna
per mano le dice che lei è in grado di trovare Jenin, e infatti non impiegano
molto a raggiungerlo.
Auna dice a Jenin di aver liberato Sarah, ma il ragazzo appare stranamente
sorpreso da tale affermazione e non appena volge lo sguardo verso la compagna di
Auna afferra quest’ultima e la getta a terra appena in tempo a evitare la
frusta che la presunta Sarah gli ha lanciato contro.
Jenin chiama la sconosciuta Samuel, a quanto pare una sua vecchia conoscenza, e
la accusa di non essere lontanamente paragonabile alla vera Sarah, che in quel
momento si trova dietro di lui.
Scopriamo così che Sarah è in realtà un aereo a cui il ragazzo ha dato il nome
della propria madre.
Samuel attacca nuovamente Jenin dicendogli che lo ha aspettato in quel luogo per
riportarlo da suo padre e con la frusta gli imprigiona il braccio, ma lui non
ha alcuna intenzione di seguirla.
Auna interviene spezzando la frusta con un colpo di pistola, Samuel sbatte
violentemente a terra a causa del contraccolpo, e, approfittando di questo,
Jenin e Auna riescono a fuggire a bordo di Sarah.
Auna riesce finalmente a consegnare i dolcetti alla principessa, direttamente in
volo.