CONSIDERAZIONI
A cura di Lajla
Il manga narra
una storia abbastanza singolare nonostante alcune similitudini rispetto ad altre
storie dello stesso genere. Tuttavia la caratterizzazione dei personaggi è tale
che poco si notano le analogie tanto si è presi dallo stile e dall’evolversi
della storia. D’effetto sono alcune scene, come quella d’inizio manga e quelle
del trucco durante il concorso, dove la pagine scivolano e la storia procede con
minuzia nei particolari. Lo stile è fluido, elegante, un po’ spigoloso nella
raffigurazione grafica dei ragazzi e molto arrotondato per le ragazze, ma sempre
limpido e privo di sbavature. Le tavole sono pulite e le vignette ben
distribuite, non facendo accavallare tra loro le scene.
L’incontro tra i due ragazzi è abbastanza banale, diciamo quasi casuale, che ci
porta dalle prime pagine del volumetto subito nel vivo della storia. Poco
particolareggiate sono le scene scolastiche e la vita giornaliera dei
personaggi: sembra che l’inizio della loro vita coincida con quella del
volumetto senza prima né dopo. E’ vero che i personaggi sono caratterizzati
abbastanza bene, ma la loro contestualizzazione è alquanto scarsa.
Lo consiglio a un pubblico avvezzo a scene più spinte del solito: già dalle
prime pagine lo stile di Kayono per le atmosfere “languide” è più che
distinguibile e apprezzabile per gli amanti del genere (XD).
Unico rimprovero è forse lo scarso riferimento alla vita da teppista del
co-protagonista: ci si aspettava fin dalle prime pagine qualche scena in più “da
strada”.
Nel complesso è un manga gradevole e ben strutturato in due volumetti che si può
leggere senza eccessiva apprensione.
A cura di Emy
“Lovenista” non è la migliore opera di Kayono, non tanto dal punto di vista grafico quanto dal punto di vista narrativo. L’autrice raramente si discosta dal genere smut, perciò non meraviglia trovare situazioni piccanti e scene erotiche: chi compra Kayono dovrebbe sapere che le scene hot sono presenti nei suoi lavori. Quest’autrice non ha mai brillato per profondità narrativa o anche solo per solidità nella struttura delle storie: non di rado personaggi e situazioni sono tratteggiati con superficialità per arrivare alla scena clou, risultando perciò forzati i character e talvolta gratuite le scene. La grafica accattivante è la ciliegina sulla torta, vero specchietto per le allodole per chi è infine più interessato alla forma che al contenuto. Kayono è ormai un nome che sta a indicare un certo tipo di prodotto: disegni esteticamente gradevoli e anche ammalianti, trama non troppo solida e personaggi trattati con una certa approssimazione, che acquistano spessore però quando si fanno il verso e risultano ironici. Cosa che non accade in “Lovenista”, prendendosi i protagonisti piuttosto sul serio. Chi cerca la Kayono migliore farà bene a rivolgersi all’ironico “Beautiful Witch” o al fiabesco “Magical Lamp”, dal fascino esotico, e a glissare perciò su “Lovenista”, che esamina un problema vero e reale (il provare dolore durante l’atto sessuale), ma risolto con estrema superficialità. Speriamo che in futuro l’autrice sappia liberarsi dai cliché proposti nelle sue opere per rinnovarsi nutrendosi di nuove idee e suggestioni.