CONSIDERAZIONI

A cura di Lady Margareth

Con questo volume autoconclusivo You Higuri debutta ufficialmente nel nostro paese e lo fa in verità con una storia di genere "noir" che si discosta un poco dalle trame fantasy-horror cui ci aveva abituati.
L'espediente utilizzato è quello, fra i più classici, del delitto nella camera chiusa, più volte sfruttato in passato anche da autori del calibro di Agatha Christie (in "10 piccoli indiani" o in "Trappola per topi", ad esempio) oltre ad essere il presupposto su cui è basato il popolare gioco da tavolo "Cluedo": personaggi eterogenei per origine e per carattere intrappolati più o meno occasionalmente in un luogo sempre assai isolato e claustrofobico, mentre un misterioso assassino si aggira fra di loro, mietendo le sue vittime, in un crescendo di tensione e sospetti.

La Higuri, bisogna ammetterlo, non sembra sfigurare al confronto con precedenti tanto illustri: dall'inquietante e teatrale apparizione di Eleonora in poi, è resa benissimo, quasi palpabile, l'atmosfera di oscura e indefinibile persecuzione che grava sui personaggi, sensazione di angoscia che sicuramente deve moltissimo alla location azzeccatissima, fra intricate foreste ammantate di neve e enormi teste di pietra che gemono nella bufera.
Particolare, questo, che testimonia l'amore della mangaka per il nostro paese, visitato più volte per attingere informazioni durante la stesura del manga storico Cantarella.
La foresta dei mostri sacri è infatti dichiaratamente ispirata al giardino di Bomarzo, bizzarria rinascimentale, voluta dal conte Orsino Orsini, appassionato di alchimia ed esoterismo che lo dedicò alla moglie Giulia Farnese (che per inciso non è la stessa che appare in Cantarella...).
Chi fosse interessato a questa curiosità può trovare altre informazioni sul sito bomarzo.net.

Come spesso accade, i personaggi in gioco ricalcano i "tipi" cari alla nostra mangaka: c'è l'eroe tormentato e tenebroso con un passato doloroso che cerca di celare sotto una scorza di ostilità, il compagno fragile e capriccioso che tuttavia rivela una vitalità insospettata nei momenti più drammatici e l'inevitabile presenza femminile, esuberante e assai sventata volta a creare lo scompiglio fra i due.

Nel caso di "Galaxy" (sottotitolo che rimane un mistero ^_^;;) la Higuri sembra tuttavia rinunciare all'uso del soprannaturale da cui invece aveva attinto a piene mani in passato, propendendo invece per una spiegazione razionale...
E forse è proprio qui che si può rilevare il principale punto debole di quest 'opera: gli indizi sono sparsi qua e là con grande maestria nel corso della narrazione in un crescendo di tensione, ma l'inevitabile e attesissimo colpo di scena arriva troppo improvviso e precipitoso e dopo non poche ridondanze ( vedi i ripetuti smarrimenti nei passaggi segreti). Tutto sommato lascia il lettore piuttosto insoddisfatto, risultando cervellotico e forzato, volto più a stupire che a risolvere i numerosi interrogativi lasciati in sospeso..
E qui secondo me ci sta tutto il confronto con certi finali "sbrodolati" alla Kaori Yuki, affinità che ho notato anche nella scena iniziale che richiama un po' il recente "Fairy Cube" e in alcune relazioni famigliari morbose e proibite cui non accennerò per non spoilerare troppo... ^_^

In definitiva mi sento comunque di consigliare questo manga un po' a tutti: sicuramente ai fan della Higuri o a coloro che vorrebbero diventarlo attratti dal taglio sinistro che sa sempre dare alle sue storie, essendo ormai assodato che dal successo o meno di Galaxy dipenderà la futura pubblicazione italiana delle restanti sue opere....

E pure gli amanti dei bei disegni e delle trame ingarbugliate e avventurose troveranno pane per i loro denti assicurandosi una buona mezz'ora di divertimento: lo stile di disegno della Higuri ha subìto un notevole miglioramento, soprattutto nell'espressività degli occhi e le scenografie degli interni sono come sempre sontuose e curatissime (anche perchè la Higuri coltiva una vera passione per il periodo liberty in cui è ambientata la storia).

Gli unici a doversene forse astenere, e sembra ridicolo dirlo visto il genere cui questo manga dovrebbe appartenere, sono proprio gli amanti dello shounen ai puro: nonostante pare infatti che le tematiche omoerotiche, anche piuttosto spinte, si sprecassero nel prequel, qui tutto si riduce a qualche vago accenno e a una o due situazioni equivoche che si risolvono in definitiva in semplici siparietti comici assolutamente innocui.

Per finire, mi sento ancora una volta di esprimere la perplessità riguardo alla scelta editoriale della JPOP di far esordire in Italia la Higuri con il sequel di un'opera qui da noi inedita e anche poco conosciuta: appartenendo io alla maggioranza di quei lettori che non hanno letto il precedente Gorgeous Carat, ho trovato piuttosto difficile comprendere le relazioni fra i personaggi oltrecchè i riferimenti ad avvenimenti del passato che a volte emergono nella narrazione, per quanto essendo questa una storia autoconclusiva, la sua trama è perfettamente godibile anche di per sè.
Speriamo perciò che in futuro a questa mangaka di indubbio talento sia riservato un esordio di tutto rispetto...

Promossa in pieno comunque l'edizione della JPOP, la cui confezione extralusso giustifica pienamente il prezzo un po' elevato... formato con sovraccoperta, pagine a colori, qualità della carta eccellente, anche se un po' rigida, che fa risaltare al meglio il tratto della Higuri.

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