CONSIDERAZIONI

A cura di Johan_ribert

Dopo alcuni esperimenti piuttosto deludenti per quanto riguarda il panorama shoujo/ladies, come “Gridare Amore dal Centro del Mondo” e “Cool Pine”, la collana Mangasan riesce di nuovo a far centro, proponendo un ottimo volume unico: Crazy Smile.
Abbandoniamo per un attimo le atmosfere scolastiche e le romanzate storie d’amore delle adolescenti, i primi amori e lo stile di disegno saturo di “occhioni luccicanti”. Entriamo, ora, nel mondo di Crazy Smile, dove i protagonisti sono degli adulti, maturi o meno, a contatto con il mondo del lavoro.

Nel primo capitolo le protagoniste, Ni, Ochiru e Ichino, sono tre amiche molto diverse tra di loro. C’è Ni che sogna il matrimonio, Ochiru che invece è sposata e cerca di fuggire dalla vita coniugale e Ichino che spera di incontrare l’anima gemella. Poi c’è Chika, un ragazzo immaturo e farfallone che, casualmente, si ritrova ad essere l’amante di tutte e tre.
Un lato che accomuna le tre amiche è che la loro vita è una delusione continua. Anche se sposata, Ochiru è sola: la sua vita coniugale è un disastro, piena di tradimenti. Per lei il marito è diventato praticamente un estraneo. Porta sempre con sé una dichiarazione di divorzio non firmata, come una specie di amuleto. Ochiru è sola come lo sono Ichino e Ni, alla continua ricerca di “quello giusto”.
L’unica che trae giovamento dalla relazione con Chika è Ochiru, che grazie a lui riesce a superare le sue paure e ad andare avanti, a capire cosa è meglio per se stessa e a mettere quella firma che non aveva mai avuto il coraggio di mettere.
Per Ichino e Ni, invece, Chika è stato un’ennesima delusione amorosa, ma, nonostante tutto, non si arrendono e si impegnano a rimanere amiche e a continuare la ricerca della propria felicità.

Nel secondo capitolo la storia gira intorno a Nanako, una collega di Chika. Lei è incinta e spaventata dalla gravidanza. E’combattuta tra il suo attuale fidanzato, una persona responsabile, e Chika, l’immaturità fatta a persona. Più che una scelta tra due ragazzi, la sua è una scelta di vita: deve scegliere tra la presa di coscienza di diventare moglie e mamma e la vita spensierata che faceva prima, quando stava con Chika.
Alla fine riesce a fare la scelta giusta per il bene del bambino che nascerà, ma anche per se stessa. Si rende conto che con Chika non sarebbe mai stata in grado di combinare nulla di buono, specialmente crescere un bambino. Chika, però, non rappresenta “il male”: per Nanako è stato divertente lo stare con lui, e grazie a lui riesce a capire che per lei è arrivato il momento di crescere e andare avanti, ma anche di essere veramente innamorata del suo attuale fidanzato.

Nel terzo capitolo abbiamo a che fare con Ame, l’unica donna che è riuscita a rendere felice Chika, anche se per un solo istante. I due convivono a causa di alcuni problemi della ragazza con il suo ex fidanzato, ma non hanno mai “combinato” nulla. Ame non riesce ad innamorarsi di nessuno, però prova della gelosia quando vede Chika in compagnia di altre.
In poco tempo, i ragazzi entrano in sintonia e capiscono di somigliarsi molto a livello caratteriale, entrambi incontentabili in campo amoroso e anche un po’ apatici.

Il capitolo extra “Lascia fare a me” è simile al capitolo 2 di Crazy Smile: Shima è una ragazza incinta piena di paure, senza una meta precisa, senza un compagno. Ignora chi sia il padre del bambino. Nel suo viaggio verso Tokyo (non si è capito cosa vada a farci e forse non lo sa nemmeno lei) è accompagnata da un suo vecchio compagno del liceo, Atsushi. Durante il viaggio Shima ha modo di esternare tutte le sue paure, che sono principalmente legate al suo bambino. Grazie ad Atsushi, Shima, che è sempre stata considerata una ragazza “facile” di poco spessore, capisce di piacere a qualcuno così com’è, che esiste al mondo qualcuno crede in lei e che, se sostenuta da un compagno, può diventare una buona madre.

Kahori Onozucca ha saputo giostrare bene la storia, che, a prima vista, sembra frammentata in più vicende indipendenti. Se, invece, si legge il volume attentamente, si nota che gli eventi sono molto concatenati tra loro: i capitoli 2 e 3 hanno luogo nello stesso arco di tempo, ma raccontati da due punti di vista diversi.

Il bello di Crazy Smile è che tutte le sue protagoniste sono delle adulte, ma in realtà, all’inizio, sono poco più che ragazze. Per quanto può sembrare strano, la vicinanza a Chika fa scattare in loro un processo di maturazione. Solo alla fine della storia possiamo definirle delle adulte a tutti gli effetti.

Il tratto dell’autrice è innovativo, pulito, realistico e particolareggiato, specialmente i visi dei personaggi. Il taglio non convenzionale delle vignette rende molta dinamicità, a volte l’autrice riesce a comunicare con il lettore anche attraverso le sole immagini.

Crazy Smile è un manga pieno di contenuti che non può lasciare indifferenti. Mi sento di consigliare questo volume a tutti coloro che apprezzano i manga innovativi e che hanno voglia di leggere qualcosa di maturo.
Un ladies comic di qualità targato “Mangasan”, da mettere sullo scaffale accanto a “Questo non è il mio corpo” di Moyoco Anno e a “Love My Life” e “Free Soul” di Ebine Yamaji.

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