CONSIDERAZIONI
A cura di Livio
"I lunghi e folti capelli di Iside cadevano in
riccioli sulla parte più bassa del suo bel collo; ed ella era decorata con un
intricato copricapo, in cui era intessuto ogni tipo di fiore."
Così, un giovane iniziato romano, descriveva l'aspetto della giovane regina
d'Egitto. Ricordata dalla storia come una donna dal carattere volitivo e
orgoglioso, dalla notevole cultura, incredibilmente affascinante e carismatica,
oltre che dalla folgorante bellezza.
Tutto ciò ha sicuramente colpito l'attenzione della Satonaka, la quale vi ha
visto l'incarnazione ideale del suo personaggio-tipo: una ragazza, quindi,
fortemente passionale e artefice fino in fondo del proprio destino, dalla
bellezza seducente e (non ultimo) dalle spiccate doti morali.
Il risultato finale di questa alchimia convince in parte, ma non del tutto.
Trovo vincente la scelta del personaggio storico che -come già detto- si rivela
estremamente nelle corde dell'autrice: la prima immagine che il lettore riceve
della "sua" Cleopatra è quella di una ragazza dallo sguardo fiero ed orgoglioso,
dedita alle arti e alla cultura, dall'indole umana e caritatevole.
Nello svolgersi della storia, la Satonaka non rimescolerà le carte, permettendo
al personaggio di restare fedele a se stesso pur sviluppando nuove
caratteristiche. La Cleopatra adulta è qui dipinta come una seduttrice piuttosto
inconsapevole del suo fascino, un'idealista poco in linea con la regina
ambiziosa e calcolatrice che la storia ci riporta, dedita all'amore della sua
patria prima che di se stessa, tanto che i suoi travagliati amori non occupano
il fulcro della storia neanche quando potrebbero, fulcro che permane Cleopatra
vista come ragazza più che come donna, dall'apparenza decisa pur conservando i
mille dubbi propri dell'età più giovane (che vengono custoditi però tra le
righe, mai esplicitati nella narrazione). E' forse questa seconda pelle più
ingenua e fragile quella che può destare dubbi e perplessità nel lettore, oltre
che il susseguirsi di eventi drammatici -accentuati dal lirismo dei dialoghi,
esasperati e talvolta caricaturali- dei quali la protagonista è solo
parzialmente la causa e più spesso la vittima (rientrando in un codice estetico
proprio del melodramma anni '70).
Non mancano però punti di forza nella scrittura e nella composizione: centro
focale della narrazione diventa l'amore del Faraone per la propria terra, alla
quale la regina dedica la propria vita fino al tragico epilogo, dove la resa
bellica è affrontata con dignità ed intelligenza; la divisione in capitoli del
racconto apre puntualmente con il personaggio illuminato da un sorriso radioso
(sottolineando la forza d'animo che la pervade), e chiude con la raffigurazione
dello stesso in difficoltà (come un lento presagio di un lieto fine che non è
destinato a realizzarsi).
Cornice perfetta a questa "collana" è il veleno: è in apertura al romanzo ed è
in chiusura, presenta la regina al culmine del proprio vigore e la spegne senza
intaccare nè umiliare la sua storica, imponente figura.
Supporto di una sceneggiatura spesso carente (per quanto ricca di spunti e
occasioni) è il disegno della sensei: non è un segreto che la Satonaka abbia
imbastito la stragrande maggioranza degli standard grafici nel manga classico,
ed in queste pagine sono perfettamente riconoscibili. La fluidità del tratto,
corposo ed espressivo, staglia le sue figure spesso a pagina intera, o comunque
sovrapponendole alla griglia dell'impaginazione. L'abbondanza di primi piani ha
il preciso dovere di narrare la storia laddove il testo non si rivela
sufficiente, e la scarsa cura nelle scene d'azione è subito controbilanciata dal
pathos dedicato ai numerosi episodi tragici: in queste tavole, nonostante
l'estrema cura nell'impaginazione e nel "peso" della tavola, l'uso del nero
invade gli sfondi così come i personaggi, che abbondano di tratteggi e che
vengono disegnati da tratti di luce obliqui e fortemente teatrali.
La confezione, nel suo insieme, conferisce sicuramente molta dignità al prodotto
finale: buona la grafica di copertina (e di tutto il volume, in generale),
ottimo il corredo di note (ottime ed abbondanti), ottima la stampa e ottimo il
formato grande...qualche riserva per l'editing: con l'avvento del digitale,
pochi fan gradiscono i dialoghi fuori campo inseriti negli osteggiati
"rettangoli bianchi" (altrimenti detti pecette), soprattutto quando la
ricostruzione del disegno si limita a poche sfumature o a semplici retini. Una
scelta sicuramente infelice, che se da un lato non rovina la lettura, dall'altro
è una infelice sorpresa -dato il prezzo di copertina che caratterizza la collana
storica in cui questo volume si inserisce.
In conclusione, questo volume non delude certo le aspettative di chi conosce
l'autrice e conosce i codici che l'hanno resa celebre; certo il fandom attuale
potrebbe sentirsi disorientato di fronte ad un prodotto così datato (e nel quale
il tempo passato spesso si percepisce), ed è per questo che il mio consiglio è
quello di approcciarsi al volume essendo consapevoli di non avere una biografia
storicamente comprovata sotto gli occhi, che le libertà dell'autrice riguardano
soprattutto la lettura del personaggio, e che il libro in questione rientra
nella categoria di shoujo manga classico nel senso più stretto del termine: poco
aperto alle sperimentazioni, imbastito su un canovaccio di sicura presa per
l'epoca di pubblicazione dell'opera e per il pubblico al quale fa riferimento.
In poche parole: una occasione imperdibile per conoscere le radici storiche
dello shoujo manga moderno.