LA STORIA
A cura di Koori
I primi tre
capitoli del volume unico "Canto del Cielo Perduto"
hanno come protagonista Ciel, un vecchio (per quanto l'aspetto
sia quello di un ragazzino) modello di androide di proprietà
della Narise Corporation, società specializzata in
robotica, il cui anziano proprietario si è fatto promotore del
progetto di riportare gli esseri umani - confinati sottoterra in
città che riproducono l'antico habitat terrestre - sulla
superficie del pianeta per rivedere il cielo.
Ciel, che è in realtà uno sbant (Specified Biobehavioral
Android New Type), un robot costruito prima che la grande guerra
costringesse gli esseri umani a rifugiarsi nel sottosuolo, sembra
essere stato modificato per divenire un "modello da
compagnia": assiste infatti il proprietario della Narise
Corporation, costretto su una sedia a rotelle, e nel tempo
libero tiene compagnia alla nipote di quest'ultimo, la giovane
Mana, scelta per succedere al vecchio nella presidenza dell'istituto
scientifico creato per studiare soluzioni al problema del ritorno
in superficie. D'altronde l'androide, che tende a danneggiarsi
con grande facilità, andando in "tilt", si rivela
perfetto per il compito, possiede infatti la peculiare
caratteristica di produrre ologrammi quando canta, proiettando i
propri ricordi della superficie terrestre, e pur non essendo in
grado di riprodurre la tanto agogniata - da Mana e dal nonno -
immagine del cielo, infonde in chi ascolta il suo canto gioia e
meraviglia. Ciel, dotato di pazienza e gentilezza, si attira e
ricambia l'affetto di Mana e del nonno; egli sembra infatti
comprendere le aspirazioni degli altri esseri viventi e soffrire
del loro dolore: portato nel sottosuolo dal figlio del
proprietario della Narise Corporation ha sopportato i
maltrattamenti che il padre di quest'ultimo gli aveva riservato
all'inizio perchè sconvolto dalla perdita del figlio, morto a
seguito dell'impresa, fino a portare il vecchio ad amarlo come un
nipote e a riconoscere in lui una "scintilla" che lo
rende differente dagli altri robot. Liberato dai propri obblighi
(robotici... il nonno arriva a dirgli che da quel momento lui non
è più un "robot") ed esortato a vivere come più
desidera, egli perde tuttavia la propria coscienza quando i
genitori di Mana spingono giù dalle scale il nonno, perchè
indispettititi dalla decisione del vecchio di donare parte del
suo patrimonio all'istituzione di ricerca da lui fondata.
Mentre il figlio dell'uomo e la moglie sono intenti a discutere
su come attribuire il delitto al robot, Ciel, sconvolto dalla
vista del sangue e dalle parole che sente, ricorda parte del
proprio passato: l'immagine dei corpi e il sangue degli uomini da
lui trucidati e gli ordini di non risparmiare nessuno ricevuti
durante l'ultima grande guerra in superficie. Il robot perde il
controllo e torna dunque a prevalere il programma originario che
lo faceva funzionare: di fronte ai genitori di Mana atterriti dal
cambiamento del robot e spaventati dalla compresione di ciò che
hanno davanti, Ciel torna ad essere lo sbant progettato
come arma finale di distruzione (gli appare sulla fronte il
marchio che contraddistingueva gli androidi più pericolosi), si
segna il viso col sangue e uccide i due. Rimane quindi bloccato
di fronte alla scena fino a che l'arrivo di Mana e l'urlo che la
ragazza lancia vedendo i genitori trucidati non lo risvegliano;
di fronte a Mana che sconvolta, mentre cercano di allontanarla da
lui, continua a rivolgergli le parole "non sei stato tu,
vero? Non puoi essere stato tu!", Ciel si nasconde il viso
tra le mani e scappa.
La fuga termina in un vicolo: dopo aver urtato un bidone di
rifiuti, l'androide cade e giace per terra sfinito fino a che una
ragazzina coi capelli corti gli si avvicina chiedendogli dove
andasse così di corsa, alla domanda, dopo essersi fermato a
riflettere, Ciel risponde dicendo: "a vedere il cielo con
Mana".
La ragazzina colpita dagli occhi di Ciel, che le ricordano il
cielo che non ha mai visto, lo porta quindi a casa sua mentre in
città inizia la caccia al robot assassino.
A casa di Iku (così si chiama infatti la ragazzina) Ciel conosce
Yu, fratello di Iku, e Jam; Jam vorrebbe diventare un pilota come
lo era stato il nonno, per volare nel cielo, mentre Iku sogna di
scrivere una canzone che parli del cielo, entrambi dunque
accolgono a braccia aperte Ciel che sembra condividere il loro
desiderio di conoscere quel cielo che non hanno mai visto. Più
diffidente si dimostra invece Yu, che sembra considerare il sogno
della sorella e dell'amico irrealizzabile, ed è l'unico ad
accorgersi che sulla giacca di Ciel (che nel frattempo ha
rivelato ai nuovi amici di essere un androide) sono presenti
delle macchie simili a sangue; tuttavia anche Yu, che ha seguito
la sorella nelle piazze su cui i ragazzi si esibiscono cantando
per raccogliere fondi necessari a finanziare il loro sogno, dopo
aver ascoltato la canzone di Ciel e aver visto la proiezione dei
suoi ricordi, rimane profondamente colpito.
Iku, entusiasta per gli ologrammi di Ciel, gli chiede se è in
grado di mostrarle il cielo, ma Ciel, a cui la domanda ha
riportato in mente Mana, risponde di non essere mai stato in
grado di farlo perchè la sua memoria dopo la riprogrammazione è
rimasta danneggiata. Iku gli chiede di Mana e del nonno, ma nel
parlare del nonno e nel ricordare la sua morte Ciel diventa
triste ed assente.
Nella piazza però compare la polizia che si mette ad inseguire i
ragazzi, i quali fuggono temendo di aver fatto qualcosa di male.
Ciel si "scarica" durante la fuga ed è così Yu a
doverlo portare in spalla mentre la polizia gli urla dietro che
quello è un robot killer e che devono fermarsi e consegnarlo. Yu
rimane profondamente turbato da ciò che ha sentito, e giunto a
casa dce agli altri che dovrebbero lasciar perdere Ciel e
consegnarlo ai poliziotti, ma la sorella e Jam non lo ascoltano e
cercano invece fra le cose dell'androide un indizio riguardo alla
sua provenienza per portarlo dove possa essere ricaricato.
Trovato l'indirizzo, con Ciel in spalla, vi si recano, ma qui
trovano ad attenderli l'androide Ar (R) e la polizia avvertita da
Yu, i quali ingiungono ai due ragazzini di consegnare il robot
assassino.
Nel frattempo Ciel esce dalla modalità "risparmio
energetico" e viene affrontato da Ar (R), il quale
rinfacciandogli l'uccisione dei genitori di Mana lo porta a
"risvegliarsi" ancora una volta: sulla fronte di Ciel
compare il segno dell'arma finale e i suoi occhi tornano ad
essere quelli freddi di un assassino spietato.
Mana tuttavia non accetta la descrizione di Ciel fatta da Ar (R)
ed inizia a cantare la canzone dell'androide, urlandogli che
aveva promesso di andare a vedere il cielo con Mana; le parole e
il canto della ragazzina scuotono nel profondo Ciel, riportandolo
alla coscienza ed spingendolo ad intervenire proprio nel momento
in cui Ar (R) stanco della resistenza di Iku sta per colpirla.
Ciel blocca il colpo di Ar (R) e gli dice di aver fatto una
promessa (quella di vedere il cielo) che vuole mantenere e quando
Ar (R) gli domanda chi gli abbia ordinato di vedere il cielo, gli
risponde che non è un ordine ricevuto ma un proprio atto di
volontà.
Ar (R) rinfaccia quindi a Ciel di essere un modello difettoso dal
momento che i robot non hanno volontà propria ma Ciel rivendica
come motivo di orgoglio il fatto di essere difettoso se questo
significa prendere le proprie decisioni. I due robot si
affrontano dunque e Ar (R) scaglia verso Ciel un colpo mortale da
cui Ciel si salva solo grazie all'intervento di Yu, Iku e Jam che
lo buttano a terra evitandogli l'impatto, mentre Ar (R) resta a
terra completamente scarico.
Ciel e i suoi amici entrano quindi in casa e qui trovano Mana, ma
quando l'androide le si rivolge non viene riconosciuto; come
infatti spiega loro il dottor Hagino - uno dei programmatori
della N.C. - la ragazza ha perso la memoria per lo shock di aver
saputo Ciel colpevole dell'uccisione dei genitori. Di fronte ai
ragazzini che protestano la buona fede di Ciel, Hagino dice loro
che l'androide che loro difendono non è differente dalla
macchina offensiva che egli porta sulla spalla e che ha attaccato
Jam quando si è avvicinato troppo al dottore. La cosa migliore
sarebbe distruggere davvero Ciel dato che l'eliminazione del
programma letale che ne è la base equivarebbe comunque a
segnarne la fine.
Come se la distruzione di Ciel e la fine dei sogni dei ragazzini
coincidessero, Hagino porta Mana, Ciel e gli altri in cima all'impianto
costruito dalla Narise Corporation e qui mostra loro il
cielo; dalla cupola trasparente però Ciel e gli altri non sono
in grado di vedere altro che oscurità: l'aria della superficie
è infatti densa per gli agenti inquinanti, il cielo non esiste
più, e Mana, che è successa al nonno a capo dell'istituto, ha
deciso di cancellare il progetto di ricerca per riportare le cose
allo stato originario. Lei stessa dice a Ciel che l'idea di voler
rivedere il cielo non è altro che un bel sogno.
Di fronte alla mancanza di rassegnazione di Iku che rifiuta di
credere all'impossibilità da una parte di ripristinare il cielo
e dall'altra di poter vivere come un uomo per Ciel, Hagino invita
i ragazzi ad oltrepassare la porta della cupola e a verificare, a
costo della loro vita in quell'aria letale, se egli ha mentito.
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STORIA
EXTRA
L'ultimo capitolo del volume è un'appendice che racconta la
storia di Ar (R), androide in dotazione alla polizia, freddo e
spietato nell'esecuzione degli ordini che gli vengono assegnati.
Riprogrammato da una dottoressa della Narise Corporation,
Ar (R) originariamente aveva una personalità e una coscienza
proprie che tuttavia lo rendevano estremamente infelice.
Recuperato dalla superficie ottant'anni dopo la fine della grande
guerra, aveva rivelato alla dottoressa Hazuki di essere alla
ricerca della propria "metà", del suo androide gemello
senza il quale non era in grado di morire, dato che il suo corpo
si sarebbe sempre rigenerato dopo ogni danno a meno che anche l'altro
androide non fosse stato colpito nello stesso momento.
Dopo aver ascoltato la canzone suonata al pianoforte dalla
dottoressa e aver saputo che lei come lui ne odiava le parole Ar
(R) era riuscito a convincere la Hazuki ad eliminare la coscienza
dal suo corpo, per ottenere così una forma di morte e fornire
nello stesso tempo alla dottoressa un corpo in cui travasare l'anima
del suo fidanzato morto che lei era riuscita a conservare in un
ciondolo.
Suggellando la propria richiesta con un bacio Ar (R) si era
dunque sottoposto alla cancellazione del proprio sè, ma il
processo non aveva garantito un risultato ottimale, fornendo
perennemente un errore che aveva impedito alla dottoressa Hazuki
di riversare l'anima del proprio amato nel corpo di Ar (R). La
mancanza di personalità e coscienza rendevano però l'androide
uno strumento efficiente e pienamente utilizzabile per la polizia
che l'aveva ottenuto in dotazione.
Durante una delle sedute di manutenzione però, il freddo Ar(R)
non si allontana immediatamente dalla dottoressa Hazuki per
tornare ai propri doveri, ma le si avvicina, le si siede in
braccio e la bacia, facendole venire il dubbio che la coscienza
dell'androide non sia stata totalmente annullata ma ne sia
rimasto un barlume. E' però rivedendo le immagini di una delle
missioni di Ar (R) per la polizia e la assoluta mancanza di
pietà che il robot dimostra, che la Hazuki decide di riportare
Ar (R) alla sua condizione originaria, dato che avere un residuo
di coscienza e vedere ciò che era diventato doveva essere per l'androide
molto peggio della morte.
La dottoressa si reca quindi in laboratorio per verificare i dati,
ma qui un errore nel voltaggio fa scoppiare un incidente. Ar (R)
che sente la notizia di quanto avvenuto alla dottoressa Hazuki
vorrebbe andare verso il laboratorio ma viene richiamato dai suoi
superiori alla missione che deve svolgere: l'arresto di Ciel.
Affrontando Ciel però, Ar (R) inizia ad avere le prime
esitazioni, la sua coscienza sembra riaffiorare, finchè,
sentendo le parole riguardanti la promessa di vedere il cielo che
Ciel avrebbe fatto, Ar (R) incomincia a recuperare i propri
ricordi. Nel momento in cui sta scagliando il colpo finale verso
Ciel, egli riacquista completamente la memoria: ricorda la
richiesta fatta alla dottoressa Hazuki e il periodo precedente al
recupero dopo la grande guerra, nonchè l'incontro avvenenuto fra
lui e Ciel sui campi di battaglia, quando Ciel portando il
ragazzo ferito in spalla per andare a vedere il cielo gli aveva
detto di aspettarlo perchè sarebbe tornato da lui per morire
insieme.
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