CONSIDERAZIONI
A cura di Nimue80
A
mio avviso Wish è forse la più interessante e
matura tra le opere di Mia Ikumi che abbiamo avuto la
possibilità di leggere in Italia.
Premetto che non si tratta proprio della mia autrice preferita: i
suoi manga sono dedicati per lo più ad un pubblico di bambine/ragazzine
(cosa che io non sono più da un bel pezzo...), però Wish
presenta una trama senza dubbio più intrigante e sottile.
Lidea di base, cioè quella di episodi autonomi legati tra loro dalla presenza di un angelo che esaudisce i desideri di chi riesce ad invocarlo, è abbastanza originale. Certo, poi le singole storie ricadono nel cliché della narrazione per ragazzine visto il target cui é destinato il manga; tuttavia non tutti i finali sono felicemente scontati come il genere di solito imporrebbe: basta, per esempio, leggere la prima storia per capire cosa intendo. Tra laltro non si capisce fino in fondo il perché delle azioni di questo strano angelo modernizzato (usa un cellulare per comunicare con i suoi postulanti...): non si tratta, infatti, di una creatura angelica in senso letterale & letterario, innanzitutto perché non è una figura completamente benevola, sembra anzi metter alla prova le persone che le si rivolgono e anche se i desideri espressi non assumono una piega positiva, non intercede per aiutare gli esseri umani, né tanto meno cerca di evitare la realizzazione di richieste potenzialmente negative, poi anche abbigliamento ed accessori non ricordano certo un angelo, quanto piuttosto una strega (cappello a punta e mantello nero) se non addirittura unallegoria della morte (simboleggiata dalla falce che talvolta ha con sé).
Le debolezze
umane, i vizi e le virtù sono analizzate dallo sguardo di questo
particolare personaggio che, pur facendo parte e mettendo
concretamente in moto le vicende dei protagonisti, segue il loro
andamento dallesterno, fornendoci anche dei commenti sulle
stesse.
I disegni dellautrice restano sempre piuttosto fedeli a sé
stessi, semplici, ma abbastanza piacevoli e pur sempre consoni
allo stile morbido di Nakayoshi.
Peccato che Wish
sia composto da un solo volume, chissà cosa sarebbe riuscita a
raccontarci lautrice con qualche episodio in più...
Per quanto riguarda ledizione italiana, è serializzato
sulla rivista Yatta edita dalla Play press: nonostante la rivista
contenitore non sia a mio parere il mezzo migliore per proporre i
manga, in questo caso il danno è di poco conto, considerando la
brevità dellintera serie e il fatto che si tratta comunque
di episodi autoconclusivi, quindi certo più adatti ad una
pubblicazione a puntate rispetto a serie composte da diversi
volumi.
In definitiva consiglio di provare questo manga non solo al pubblico cui suggerirei normalmente i lavori della Ikumi, cioè quello più giovane, ma anche a chi non ha sopportato più di tanto Super doll Rika- chan, Tokyo Mew Mew, ma soprattutto il seguito à la mode di questultimo (come me, per esempio...): potrebbero trovare in Wish qualche spunto più interessante (soprattutto quando sarà raccolto in volume monografico, cosa che penso accadrà abbastanza in fretta...), benché non sia certamente lopera dellanno!