CONSIDERAZIONI
A cura di *Livio*
L'approccio a Junji Ito può avvenire
principalmente in due modi. Il primo prevede che ci si lasci
lentamente trasportare dal vortice di terrore che capillarmente
si insinua nella psiche del lettore...
Oppure, che si leggano le vicende da lui narrate in chiave
critica e razionale, riuscendo persino a ridere di gusto delle
vicende paradossali e, perché no, demenziali, presentate da Ito
sensei.
Personalmente trovo entrambi gli approcci vincenti e ottimali.
Due ottime
chiavi di lettura, ben consone alla doppia natura del volume in
questione. Una facciata costruita per terrorizzare il lettore,
con immagini inquietanti, lente inquadrature dal taglio
cinematografico, uno studio dell'inchiostrazione che rimanda alle
visioni orrorifiche di Munch, una storia che non risparmia al
lettore fiotti di sangue e sevizie umane, un angosciante senso di
inquietudine e orrore che avanza con passo felpato e avvolge
ciascuna vignetta.
Ma c'è anche un interessante b-side, a mio giudizio il migliore
del volume, che da solo ne rende l'acquisto assolutamente
consigliabile. Parlo dell'approccio demenziale e nonsense alle
tematiche orrorifiche, che non sono quasi mai prive di un aspetto
davvero comico e spassoso, un plot che vuole essere messo in
scena da personaggi folli e irrazionali.
In questo, Junji Ito è stato abile e ha saputo ricalcare la
strada di tanti maestri prima di lui.
La forza di Tomie non risiede tanto nell' originalità del plot
in sè, che in realtà riprende una serie di classici della
letteratura e del cinema orrorifico, e di genere.
Di Tomie si è detto molto, in Occidente se ne parlava già da
anni e la sua popolarità di ambivalente creatura, connubio tra
morte e bellezza, amore e follia, ha preceduto questa edizione
libraria nostrana.
Che è anzitutto una lettura appassionante e coinvolgente. In
secondo luogo, è una fucina di citazioni e di ricordi per tutti
gli estimatori della letteratura e del cinema "di genere".
Infine, è un manga interessante per grafica, per sceneggiatura,
per il taglio registico delle inquadrature e lo studio delle luci.
Qualche parola sul disegno e la sceneggiatura di Junji Ito. C'è
da tenere presente un importante fattore: Tomie è la sua opera
prima. Raccoglie nei suoi 3 volumi episodi vari disegnati in fasi
alterne della sua (giovane) carriera fumettistica, e raffiguranti
Tomie nel corso di varie epoche, nelle sue varie reincarnazioni.
Il lettore dovrà perdonare le iniziali incertezze grafiche dell'autore,
così come i repentini cambi di caratterizzazione grafica della
protagonista, le anatomie sommarie, le posture spesso innaturali
e le prime inchiostrazioni frettolose e segmentate.
Al contrario, apprezzerà il realismo dei disegni, la costante
ricerca di una maggiore cura ed espressività grafica, di un
tratto che matura visibilmente pagina dopo pagina e raggiunge
livelli ottimi nelle ultime tavole della saga, dove la
composizione, la gestione dei tempi, l'inchiostrazione e l'equilibrio
tra i bianchi e i neri, diventa ottimale e mostra finalmente un
approccio professionistico e non più dilettantistico.
Migliora vistosamente persino la sceneggiatura. Molto azzeccate
alcune scelte (come le scene in cui Tomie gioca con una vasca d'acqua,
e si scopre lentamente il contenuto della stessa.
O quando per molte vignette si riprende lo sgocciolio dalle sue
dita tirate fuori dalla vasca, creando un forte senso di pathos e
disagio nel lettore ), piuttosto discutibili altre (vuole far
raccapricciare la breve dissertazione dei seviziatori di Tomie
sulla lunghezza degli intestini della ragazza, o della
quantità di verdura da lei ingerita, ma si rivela piuttosto fine
a se stessa e di scarsa qualità).
Si tratta comunque nel complesso di un'opera che gioca su
livelli di tensione molto alti, che sa come suscitare nel
fruitore ansia e disagio, grande pregio che ha causato, a
breve distanza dall'uscita libraria di Tomie, ben quattro attese
e richiestissime trasposizioni cinematografiche (tra le quali
spicca un interessante Takashi "Ju-on" Shimizu)
nonché un mini serial tv in 3 puntate(a mio giudizio, purtroppo,
di pessima qualità).
Un acquisto quasi obbligato per chiunque abbia nel cuore i
fantastici splatter scombinati e demenziali di qualche decennio
fa, qualche riserva in più per gli stomaci più deboli.e un bel
grazie alla Hazard per aver puntato su uno shoujo davvero fuori
da tutti gli schemi, forse anche troppo!
Chissà che non si possano vedere in Italia anche le restanti
vicende della sensuale Tomie, che in molti punti perdono la
originale freschezza del racconto, la spontaneità dei primi
capitoli, che fanno fatica ad uscire dallo schema imposto.ma che
non mancano di avvincere ed appassionare il lettore.